Monte Alben/Punta della Croce - Via Goccia di rugiada

Zona montuosa Alpi Orobie - Sottogruppo dell'Alben Località di partenza Conca dell'Alben - Oltre il Colle (BG)
Quota partenza 1250 Mt. circa Quota di arrivo 1825 Mt.
Dislivello totale +455 Mt. circa per l'attacco
+120 Mt. la via (155 lo sviluppo)
Sentieri utilizzati Non numerati
Ore di salita 50' per l'attacco
2 h. 30' la via
Ore di discesa 40'
Esposizione Nord Giudizio sull'ascensione Molto bella
Data di uscita 18/07/2026 Difficoltà 6a+
Sass Balòss presenti
Bertoldo.
Amici presenti
Alessandro.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata soleggiata e molto calda. L'esposizione a nord ci ha permesso di arrampicare in tutta tranquillità con temperature gradevoli. Il ripido sentiero che sale in direzione della parete è segnato con bolli rossi. Una ripida variante non bollata corre lungo una vecchia linea di piloni della seggiovia, che sono stati rimossi alcuni anni fa. Oggi sono presenti solo dei ruderi della stazione superiore, ma che non sono visibili dal parcheggio. La roccia in via è ottima.

Eventuali pericoli
Soliti da arrampicata in ambiente.
Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Nessuno.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Normale dotazione alpinistica. La via è protetta a fix 10mm ma qua e là è possibile integrare con dei friend.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione Generale
La Punta della Croce è una vetta secondaria del Monte Alben che, a nord, precipita verticalmente verso la Conca dell'Alben.
La via Goccia di rugiada è stata aperta da Alessandro Ruggeri, Stefania Galassini e Zeno Lugoboni nel settembre 2019 e corre lungo un vago spigolo di dolomia compatta. L'ultimo tiro raggiungere un'evidente punta posta lungo la cresta che gli apritori hanno battezzato con il nome di Punta Giulia.
Tutte le soste sono ottimamente attrezzate con 2 fix, cordone e anello di calata.
Attacco, Descrizione della via
Dal centro di Oltre il Colle seguire le indicazioni per lo skilift e la conca dell'Alben. Parcheggiare in prossimità dell'impianto (presente un vecchio albergo abbandonato con le inferriate alle porte). Risalire la pista da sci stando alla destra dei piloni. Raggiunta la stazione superiore dello skilift (presente una casetta in legno), imboccare la traccia sulla sinistra (bolli rossi), che sale ripida e raggiunge una grande cengia orizzontale. A questo punto, piegando a sinistra si raggiunge l'attacco della Ferrata Pierangelo Maurizio, mentre prendendo la traccia a destra, si raggiunge un ripido corridoio che conduce ai ruderi della stazione superiore della seggiovia. Ora il sentiero si sposta verso destra e passa a fianco a degli alberi, guadagna una vaga cresta e continua a salire. Poco prima di raggiungere un contrafforte roccioso e un abete, abbandonare la traccia bollata e iniziare a traversare verso sinistra il vallone, in direzione della parete. Il vago sentierino conduce proprio in prossimità dell'attacco, alla base di un pilastro (scritta gialla un po' sbiadita con il nome della via). Poco più in alto si trova l'attacco della via G. M. (Papà Giuseppe e Figlio Matteo - grossa targa in alluminio) e pochi metri più a destra la via Il gigante buono.

1° tiro:
salire in verticale lungo lo spigolo fino ad uscire su di uno spigolo erboso. Sostare (2 fix di cui 1 con anello+cordone) sulla destra.
20 Mt., 5c, 5 fix.

2° tiro:
salire a sinistra e dopo alcuni passi riportarsi sulla verticale della sosta. Salire il muretto verticale a destra della fessura che poi diviene camino e uscire a sinistra per guadagnare la sosta (2 fix di cui 1 con anello+cordone). 25 Mt., 6a, 4 fix.

3° tiro:
alzarsi alcuni metri e spostarsi a destra dello spigolo. Ancora in verticale per poi riportarsi a sinistra dello spigolo. Salire la bella placchetta nera uscendo a sinistra e guadagnare al sosta (2 fix di cui 1 con anello+cordone) poco sopra. 25 Mt., 6a+, 5 fix.

4° tiro:
alzarsi a sinistra della sosta e portarsi sulla bella placca a sinistra. Proseguire in verticale superando alcuni metri un po' strapiombanti. La sosta (2 fix di cui 1 con anello+cordone) si trova poco dopo alla base di un marcato camino. 20 Mt., 5c, 3 fix.

5° tiro:
traversare a sinistra sulla cengia e rimontare con fatica la parete (tratto chiave). Proseguire per rocce decisamente più facili fino a raggiungere una bella placchetta incisa da una fessurina che sale in obliquo verso destra. Seguirla fino ad uscire in sosta (2 fix di cui 1 con anello+cordone). 35 Mt., 6a+, 4 fix.

6° tiro:
alzarsi a sinistra della sosta e mediante una sella portarsi ai successivi gradoni. Salirli e mediante un muretto lavorato guadagnare la vetta della Punta Giulia, dove si trova la sosta (2 fix di cui 1 con anello+cordone) di fine via. 30 Mt., 3c, 2 fix.
Discesa
La discesa avviene in corda doppia. Conviene accorpare in questo modo le calate.
1a. calata: dalla S6 alla S5.
2a. calata: dalla S5 alla S4.
3a. calata: dalla S4
alla S2. Rimanere sul filo dello spigolo e non scendere del canale di sinistra (viso a monte) per evitare un fastidioso incastro di corde dovuto a una grande lama precaria.
4a. calata: dalla S2 a terra (rimanere sul filo dello spigolo).

   
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Ale sui primi metri della via... ... e qui alle prese con il secondo tiro
   
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L'impegnativa partenza di L3 La bella placchetta del quarto tiro
   
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Alessandro dopo aver superato la partenza chiave di L5 Cordata bolognese quasi alla S5 ai quali vanno i nostri ringraziamenti per aver recuperato
la nostra corda incastrata sulle doppie
   
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Alessandro dopo aver superato la partenza chiave di L5 La via