Pizzo Zerna

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Carona (BG)
Quota partenza 1150 Mt. Quota di arrivo 2572 Mt.
Dislivello totale 1400 Mt. Sentieri utilizzati n. 210, 209
Ore di salita 3 h. 15' Ore di discesa 2 h. 15'
Data di uscita 25/05/2019 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Pioggerrella e nebbiolina per tutta la giornata, alternate a sprazzi di sole. Durante la discesa la visibilità si è ridotta quasi a zero, e non è stato facile trovare perfino il bivacco Pedrinelli. Neve poco portante oltre i 2000 metri; il manto nevoso ha raggiunto anche i 50 cm lungo la cresta finale dal Passo di Publino alla vetta dello Zerna, con ampie cornici che si allungavano sul versante valtellinese. Sentieri ben segnalati

Eventuali pericoli
Attenzione alla probabile presenza di cornici lungo la cresta finale, specialmente nel tratto sotto la croce dello Zerna, dove le pendenze aumentano decisamente.
Presenza di acqua
Troveremo acqua all'inizio del borghetto di Pagliari a circa venti minuti dalla partenza ed oltre, presso la baita posta poco oltre il lago di Valsambuzza (meno di due ore dalla partenza).
Punti di appoggio
Oltre a varie baite e baitelle lungo la salita che porta all'inizio della Val Sambuzza, si incontrano altre belle e solitarie baite nel solco principale di quest'ultima, l'ultima delle quali è posta sulle rive del Lago di Valsambuzza. Più in alto, poco sotto il Passo di Publino, troveremo il bellissimo Bivacco Pedrinelli (quota 2353 metri), costruito in pietra e legno, è dotato di comodi posti letto, tavolo e panche ed alcuni generi di conforto. Purtroppo una volta era presente anche una bella stufa a legna, ma a seguito di riprovevoli atti vandalici (persino a queste quote...) questa è stata tolta, con la minaccia da parte dei gestori di chiudere il bivacco in caso di altri danni alla struttura.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Ramponi in caso di neve.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
La Val Sambuzza è senz'altro una delle più affascinanti valli del settore occidentale delle Orobie bergamasche. Caratterizzata da una prima parte piuttosto ripida, percorsa da un bel torrente che genera una imponente cascata poco a monte del borgo alpino di Pagliari, la Val Sambuzza è ricca di fauna alpina, vi si trovano anche un paio di bei laghetti incastonati tra elevate cime prevalentemente erbose e pietrose, ma dai ripidi versanti, un ospitale bivacco poco sotto il suo passo principale che la collega direttamente alla Valtellina. Tutto questo e altro lo troveremo durante la bella camminata in oggetto. Questa, se affrontata ad inizio primavera, quando è presente ancora della neve residua, non mancherà di regalarci anche delle intense emozioni, specialmente durante il tratto di cresta, mai difficile ma nemmeno da sottovalutare, che dal Passo del Publino sale alla vetta del Pizzo Zerna. Spettacolari anche i panorami che, dalla croce di vetta, si possono godere verso Nord.
Descrizione percorso
Da Carona, in alta Valle Brembana, saliamo verso il bel borgo di Pagliari, fatto da piccole ed addossate case di pietra scura, proseguiamo lungo il sentiero invernale che conduce al rifugio Calvi e dopo poche centinaia di metri da Pagliari, abbandoniamo questo sentiero per deviare improvvisamente a sinistra. Un piccolo cartello in legno indica la direzione per la Valle Sambuzza verso sinistra. Saliamo molto ripidamente in un bosco di frassini. Il sentiero è piuttosto accidentato, pietroso e ricco di ripidi tornantini. I bolli rossi sono appena stati pitturati e risultano ben visibili. Usciamo per un breve tratto dal bosco ed eccoci ad una prima baita. Transitiamo dietro di questa e riprendiamo la salita. Superiamo alcuni tralicci dell'alta tensione ed in breve, con pendenze meno elevate arriviamo ad una serie di isolate baitelle alla nostra sinistra, semi nascoste tra le piante. Scendiamo pochi metri fino ad arrivare al torrente che più in basso genera le belle cascate della Valle Sambuzza. Attraversiamo il torrente su un ponticello di legno. Riprendiamo a salire seguendo le evidenti indicazioni su una pianta e su una palina (Passo Publino, sentiero n. 209). Proseguiamo in un bel prato circondato da alberi, compiendo un giro in senso antiorario e passando nei pressi di un paio di incantevoli baite poco più in alto ai margini del prato stesso. Da qui andiamo verso sinistra ed in breve rientriamo nel bosco che ora è di abeti. Seguendo il sentiero guadagniamo lentamente quota. Passiamo da una grande stalla (Baitone Valle Sambuzza) presso la quale vi è una palina con alcune indicazioni. Noi andiamo a sinistra e saliamo regolarmente con un bel sentiero questi rettilineo. Sotto di noi risulta ben visibile una grande baita. Entriamo ora nella parte mediana della Valle Sambuzza proseguendo lungo il comodo sentiero in mezzacosta. Ignoriamo il bivio per il Monte Chierico (ben visibile alla nostra sinistra in alto) e Foppolo per inoltrarci ulteriormente nella valle. Giunti ad una baita (Baita Cascina Vecchia) la lasciamo alla nostra destra ed iniziamo a camminare al bordo destra (salendo) di ampi pascoli e prati, percorsi al centro da un allegro torrente che spesso si tuffa in piccoli salti. Una Palina segnala la direzione per Foppolo ed il Passo della Croce). Più in lato la valle si apre improvvisamente lasciandosi ammirare in tutta la sua bellezza. Inizialmente, in lontananza risulta ben visibile solo la Cima di Valsumbuzza (quasi mai nominata sulle carte), posta ad Ovest del Passo di Publino. Passiamo una seconda Baita sul cui muro è dipinto il n° del sentiero 209. Poco oltre ecco il grande lago di Val Sambuzza (2085 Mt., 1 ora e mezza di cammino), chiuso nella conca ai piedi del Monte Masoni. Al centro di questa è ben visibile il Passo di Publino, con alla sua destra il Pizzo Zerna e ancora più a destra l'imponente Monte Masoni, diviso dallo Zerna dalla Bocchetta omonima. Giunti ad una terza baita baita, nei cui pressi si trova un tubicino da cui sgorga acqua, ci spostiamo ora sul versante opposto della valle, quello di sinistra per chi sale. Continuiamo a salire con regolarità su un comodo sentiero pietroso. Questo, più in alto inizia ad incrociare alcuni corsi d'acqua e poi ci regala vari tornanti grazie ai quali guadagniamo rapidamente quota. Arrivati al piccolo laghetto Verobbio (2272 Mt. di quota) posto alla base del ripido pendio erboso del Pizzo Zerna, dovremmo andare verso sinistra e dirigerci verso il Passo di Publino lungo aperti prati e conche erbose. Il pendio ben innevato, mi ha permesso invece di salire direttamente puntando alla cresta più in alto. La salita è decisamente ripida e faticosa, non concede ma i un attimo di respiro e va affrontata solo con manto nevoso ben consolidato e portante. Una volta giunti in cresta, la seguiamo verso destra facendo attenzione alle probabili cornici di neve aggettanti verso Nord. Percorriamo la cresta, sottile ma non difficile fino ad arrivare poche decine di metri sotto la croce di vetta. Un grosso masso pare messo in bilico in questo punto della cresta. Qui, improvvisamente la pendenza della cresta aumenta e diviene un poco più impegnativa, ma con la dovuta calma in pochi minuti eccoci al cospetto delle due croci di vetta: una in ferro raffigurante un crocefisso stilizzato ed una molto più spartana fatta da due tronchi di legno. Davanti a noi, verso Nord si apre un bellissimo panorama, ampio e variegato, con ben evidente sotto di noi il Lago di Publino.
Discesa
Seguendo al cresta appena salita, scendiamo fino al Passo di Publino ed al sottostante bivacco, poi per ampi ed aperti prati, conche e gradoni erbosi, torniamo al piccolo laghetto di Verobbio e da qui non facciamo altro che ripercorrere il sentiero dell'andata.

Note
Dal Passo del Publino, dopo aver salito il Pizzo Zerna, è possibile anche salire la Cima di Valsambuzza, non nominata sulle carte ed alta 2481 metri. Si tratta di una facile salita lungo l'evidente e ripida cresta erbosa che senza difficoltà, in meno di mezz'ora permette di guadagnare la cima di questa montagna posizionata dalla parte opposta del Pizzo di Zerna rispetto al passo.
Commenti vari
Un inaspettato messaggio lasciato al bivacco Pedrinelli, ammonisce gli escursionisti qui giunti a non compiere atti vandalistici a carico della struttura, pena la chiusura a chiave del bivacco stesso. Qualche tempo fa, infatti, qualche stupido ha danneggiato la stufa che regalava tepore e piacevole pernotto a chi voleva trascorrere una bella nottata al bivacco. È incredibile come anche in certi posti arrivi gente assurda e maleducata. Spesso pensiamo che per monti vada solamente gente di elevata moralità e rispetto, evidentemente la nostra è una pura illusione.
Durante la salita finale della cresta dello Zerna, la nebbia è divenuta particolarmente fitta; giunto in vetta, mi sono abbassato per sistemare i ramponi prima di iniziare la discesa e quando ho rialzato la testa, non avevo più di un paio di metri di visibilità, tanto da non capire nemmeno da che parte fosse la via di ritorno, solo la presenza della croce di vetta mi ha fornito la direzione da prendere. Fortunatamente dopo pochi minuti la nebbia si è sollevata permettendomi una discesa in tutta sicurezza, salvo tornare qualche minuto dopo, quando però ero ormai su terreno più sicuro.
   

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La parte mediana della Valsambuzza
con la Cima omonima a sinistra

Pizzo Zerna con parte del percorso di salita in rosso
e discesa in giallo

   

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Pizzo Zerna a sinistra e Monte Masoni a destra

La cresta a metà percorso

   

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La cresta verso la fine

Forte pendenza lungo il roccioso versante Nord

   

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Ultimi metri prima della vetta

Sulla cima con il Passo di Publino sullo sfondo
e il bivacco nel cerchio rosso