| Descrizione generale
Piacevolissima escursione di media lunghezza nella bellissima valle del Venerocolino, ricca di ambienti vari ed affascinanti: dall'abetaia fitta ed ombrosa, ai prati aperti ed ariosi, dai laghetti limpidi ed azzurri, fino al valico panoramico. Sebbene da non sottovalutare, la salita lungo l'esposta e rocciosa cresta est del Monte Venerocolo, è di facile percorribilità e priva di passaggi tecnici; la parte finale della camminata necessita comunque di un passo sicuro e un buon allenamento.
Descrizione percorso
Lungo la strada che da Bergamo porta a Schlipario, giunti in località Ronco, poco prima del paese, si prende la strada asfaltata verso sinistra con indicazione ristorante Vò. Dopo circa 800 Mt. la strada diviene sterrata. Una volta c'era la possibilità di parcheggiare al ristorante, ora il parcheggio è riservato ai clienti. Pochi metri dopo il ristorante un pannello in legno riporta una bella cartina che ci aiuta a farci un'idea delle belle escursioni nella zona. Superato il cartello, al primo bivio, si prende a destra, seguendo le indicazioni per il passo del Venerocolo (sentiero n. 414). Il sentiero si addentra ripido in un bel bosco di abeti. In breve il fondo morbido coperto di aghi, lascia spazio ad un noioso fondo di cemento. Terminata la copertura in cemento, siamo ormai al limitare del bosco. Il sentiero si porta decisamente sul lato destro del vallone che stiamo risalendo (Valle del Venerocolino) e con alcuni tornanti, mai ripidi, guadagna quota fino a portarsi a livello di una bella conca erbosa. Con un ampio giro da destra verso sinistra, si attraversa quest'ultima, superando dapprima un torrentello e poi un secondo corso d'acqua di maggiori dimensioni, il tutto al cospetto di un verticale salto roccioso con tanto di cascatella. Superato il secondo torrente grazie ad un recente ponticello di legno, ci troviamo sul versante opposto della valle. Rientrati nel bosco di larici si torna a salire con una serie di tornati che in breve fanno guadagnare quota, fin oltre il limite della vegetazione. Sempre su tornanti, adesso ci troviamo in un ambiente aperto fatto da ripidi prati che scendono verso valle. Giunti su un evidente costone, il sentiero gira verso sinistra e poco dopo compie un'ampia curva verso destra, iniziando un lungo tratto in mezza costa che attraversa alcuni ripidi valloncelli pratosi e tratti che tagliano brevi salti rocciosi. Giunti ad una specie di muretto a secco su cui passa il sentiero, termina il tratto in mezza costa e ci troviamo a camminare tra piccole conche e zone pianeggianti. Dopo pochi minuti, verso destra, molto lontani si dovrebbero vedere i primi due laghetti del Venerocolo (io ero immerso nella nebbia e non ho visto nulla, se non al ritorno). Si prosegue oltre superando alcuni tornati ricavati con muretti a secco fino a una specie di passo dal quale, verso il basso, si vede il terzo dei laghi, decisamente più grande. Qui si incontra un bivio. Noi prendiamo a destra e con percorso in leggera salita arriviamo ad un quarto piccolissimo lago nei pressi del quale un grosso ometto piramidale ci indica la via. Il bel sentiero prosegue tra saliscendi fino ad una palina. Ormai vediamo l'ultimo lago. Qui incontriamo il sentiero n. 416. Lo seguiamo verso sinistra e camminando in mezza costa sotto un costone roccioso, pochi metri più alti dell'ultimo lago alla nostra sinistra, giungiamo in breve all'evidente intaglio del passo del Venerocolo, dove una palina ci indica l'arrivo. Qui è bellissimo il panorama verso il versante valtellinese. Dal passo, seguiamo fedelmente la dorsale pietrosa che sale in direzione est verso le pendici del Monte Venerocolo. Seguiamo quindi il percorso privo di indicazioni ed ometti, fino alla prima sommità. Ad un certo punto la discesa presenta un salto roccioso verticale ed improvviso: abbandoniamo quindi la linea della dorsale per scendere verso sinistra, con una certa attenzione. Aggirato il salto roccioso, riprendiamo la dorsale, ora più semplice fino ad una selletta erbosa. Proseguiamo lungo la cresta ovest del Venerocolo, più sottile, ma non difficile. Superiamo un primo cartello di divieto di caccia per poi raggiungerne un secondo. Da qui diviene troppo difficile proseguire lungo la cresta per via della qualità scadente della roccia. Si tratta di scaglie friabilissime e molto instabili, di un deciso colore aranciato. A questo punto ho optato per un poco piacevole traverso lungo le pendici sud del monte fino ad incrociare la sua cresta est che scende dalla cima. Si cammina tra pietre friabili e instabili e tratti erbosi, sempre su pendenze molto elevate. Giunti in cresta, al limite tra le rocce rossastre tipiche dalla parte bassa e quelle più scure e solide della parte alta. Seguiamo ora la cresta verso sinistra. Tra saltini rocciosi, blocchi da rimontare e facili roccette, con semplici passaggi di massimo I grado spesso esposti ma mai difficili, raggiungiamo la vetta del Monte Venerocolo, dove un paletto in ferro arrugginito assomiglia ad un crocefisso.
Discesa
La discesa si compie seguendo fedelmente ed integralmente la cresta est fino al Passo del Sellerino. Terminate le rocce scure, iniziano quelle rosse ed arancioni, l'esposizione diminuisce, ma la friabilità e la pendenza aumentano. Dal passo del Sellerino (2412 Mt.) scendiamo lungo il sentierino n. 161, dritti fino ad incrociare il sentiero n. 416 che porta al Passo del Gatto verso sinistra. All'incrocio con questo sentiero, noi invece andiamo a destra in direzione del Passo del Venerocolo. Giunti al passo, rifacciamo al contrario il percorso dell'andata. |