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Cima Terre Fredde |
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Zona montuosa |
Prealpi
Bresciane |
Località
di partenza |
Passo Croce
Domini - Malga Cadino (BS) |
Quota
partenza |
1800 Mt. circa |
Quota di
arrivo |
2645 Mt. |
Dislivello
totale |
+1000 Mt.
compresi i saliscendi |
Data di
uscita |
05/08/2006 |
Ore di
salita |
3 h. 15' |
Ore di
discesa |
2 h. 30' |
Sentieri utilizzati |
n. 1, 19 |
Giudizio sull'escursione |
Bella |
Sass Balòss
presenti |
Omar, Gölem |
Difficoltà |
EE |
Condizioni
climatiche e dei sentieri |
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Giornata inizialmente serena, ma verso
il pomeriggio un breve temporale ha rovinato un poco il ritorno.
Sentieri perfettamente segnalati e comodi fino al Passo della Vacca
e poco oltre, lungo il sentiero n. 1. Poco dopo che si è abbandonato
questo sentiero, ogni minimo bollino o indicazione o ometto sparisce
fino alla vetta del monte. Da qui la discesa è poco evidente fino al
termine della cresta nord, ed in seguito diviene segnalata da numerosi
bolli. |
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Eventuali pericoli |
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Con un minimo di attenzione non
incontrerete nessun pericolo oggettivo. |
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Presenza di acqua |
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Al rifugio Titta Secchi troverete acqua
e ristoro.
Dal passo della Vacca
si incontrano vari ruscelli e torrentelli dai quali attingere fresca
acqua. |
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Punti di appoggio |
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Il rifugio Tita Secchi al Lago della
Vacca, dopo circa 1 h. 45'. |
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Materiale necessario oltre al tradizionale |
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Nulla. |
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Caratteristiche dell'escursione |
Descrizione Generale
Bella escursione di medio impegno fisico in ambiente inizialmente
rilassante e tranquillo, poi tra pietraie solitarie e severe,
piccoli laghetti ed itinerari non segnalati fuori da quelli
abituali. Molto bella la parte iniziale della cresta che porta in
vetta e l'ampio giro che dalla cima scende a contornare il lago
della Vacca.
Descrizione Percorso
Lasciata l'auto in un comodo parcheggio in località Malga Cadino, a
poca distanza dal Passo Croce Domini, ci si incammina sull'evidente
strada sterrata che attraversa pianeggiante e serpeggiante la bella
val Cadino, verso il passo della Vacca. In meno di 1 ora si giunge al
bianco scoglio roccioso della Corna Bianca, curiosa e fuori luogo
struttura calcarea che sorge su un terreno fatto da finissima e
bianchissima sabbia quasi caraibica... Da qui, nei pressi di un
pannello con cartina, si percorre un breve
tratto in salita su un antica mulattiera militare e poco dopo si scende in un
valloncello erboso. Si riprende a salire verso la conca che chiude
la vallata fino ad arrivare sotto un ripido pendio un poco friabile. Con lunghi, ma poco ripidi tornati si guadagna quota fin
sotto una bastionata rocciosa. Da qui, con andamento pianeggiante in
mezza costa si arriva al Passo della Vacca, dove un grosso masso ha
le vaghe sembianze di un bovino. Dal passo si prosegue verso
sinistra lungo il bel sentiero n. 19, che perdendo leggermente quota
porta a passare sotto ad alcuni costoni rocciosi, fino ad una palina in
corrispondenza di una netta curva verso sinistra (10 minuti circa
dal Passo della Vacca). Alla palina si risale a destra entrando in un bel vallone erboso al cui centro scende un
fresco torrentello. Lo si risale rimanendo accanto al corso d'acqua
attraversando alcune zone acquitrinose. Dopo pochi minuti si
abbandonano i bolli rossi per portarsi verso destra e, con tracciato
libero, raggiungere il costone erboso sopra di noi. Da qui, si
vede la bella conca pietrosa sotto la Cima di Terre Fredde. Sempre
con percorso non obbligato, ci si porta sotto lo zoccolo della
nostra montagna, camminando tra piccoli e bellissimi laghetti
circondati da fioriture di eriofori. Superate alcune pietraie, e
dopo aver zigzagato tra massi di grigio granito, si
punta alla cresta che dalla cima scende verso destra (cresta
Sud-Est). Ci si arriva
nella sua parte più bassa e da qui si ammira il versante opposto
dove si trovano il lago della Vacca e il rifugio Secchi, sotto dalla
mole nera e imponente del Cornone di Blumone. Seguendo la
cresta verso sinistra, si inizia a guadagnare quota, portandosi
inizialmente sul versante del lago della Vacca. Aiutandosi con le
mani, si risalgono tratti fatti da grandi blocchi granitici
accatastati e taglienti. Giunti ad un evidente intaglio erboso. ci
troviamo di fronte ad una specie di diedro (qui, in teoria, si
dovrebbe scendere verso il ripido canale erboso alla nostra sinistra
e salire le balze rocciose a sinistra del diedro e poi per blocchi e traccette giungere in vetta), da qui noi siamo scesi verso il
ripido fianco destro del monte, aggirando la cresta per qualche metro
e continuando in mezza costa, fino ad individuare una possibile e
comoda via di salita non obbligata che ci ha riportato tra sfasciumi,
grosse placche e blocchi di granito, sulla cresta a pochi metri
dalla vetta. Seguendo quest'ultima verso destra, in breve si giunge
al crocefisso della vetta da cui un ampissimo panorama ci lascia
senza fiato.
Discesa
Dalla cima si scende verso Nord lungo una labile traccia tra prati
e qualche roccia affiorante. Giunti ad un colletto poco sotto la
vicinissima cima Gallinera, si seguono i
numerosissimi bolli gialli e bianchi che conducono al passo Lajone,
rimanendo sul filo del costone. Con numerosi saliscendi tra massi
granitici e zone erbose, si superano alcune costruzioni in pietra
ormai ridotte a rovine. Se la visibilità risulta buona, giunti a una
di queste costruzioni piuttosto ampia, si prosegue ancora un poco e
ad un evidente valloncello, si può decidere (come abbiamo
fatto noi) di scendere con percorso libero verso il lago della
Vacca, facendo attenzione ad evitare alcune balze rocciose. Poco
prima di arrivare sulle sponde del lago, si risale di qualche metro
ad incrociare il comodo sentiero che scende dal passo di Blumone.
Poi lo si segue fino al rifugio Secchi. Dalla casa dei guardiani
della diga (ex rifugio G. Rosa) si scende sul sentiero che
costeggia alla base la diga del lago, si risale un poco fino a percorrere la
bella zona pianeggiante tra il lago ed il passo della Vacca, raggiunto il quale
si segue il percorso fatto in precedenza. |
| Note |
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La
bassa quota dell'escursione offre, agli appassionati di flora
alpina, alcuni prati ricchi di stelle alpine ed altre specie rare.
Per chi vuole affrontare l'intera cresta finale consigliamo di
portarsi uno spezzone di corda e relativo imbrago con un paio di
dadi e cordini per superare il diedro a metà cresta in completa
sicurezza. |
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Commenti vari |
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Un bravo al Losio che ha perso un ora di
tempo per fotografare la sua amata Pinguicola Alpina (una cazzutissima
pianta carnivora...) che, a parere suo, sarebbe estremamente rara e
affascinante, ma che in realtà era ovunque e dall'aspetto
insignificante... Cosa non si fa per accontentare la morosa! |
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La vallata iniziale con la cima alla sinistra |
La cresta da seguire a destra |
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Panorama verso il Frerone |
Il Losio tra i blocchi della cresta |
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Omar in salita |
Ultimi metri con il lago della Vacca |
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In vetta |
Lungo la discesa |
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Rifugio Tita Secchi e il Corno di Blumone |
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