Monte Succotto e Cima di Lago Nero

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località  di partenza Località Bortolotti - Valgoglio (BG)
Quota partenza 1100 Mt. Quota di arrivo 2304 Mt. il Succotto
2110 Mt. la Cima di Lago Nero
Dislivello totale 1500 Mt. compresi i saliscendi Sentieri utilizzati n. 228, 229, 268
Ore di salita 2 h. 45' per il Monte Succotto
2 h. 30' dal Succotto alla Cima di Lago Nero
Ore di discesa 2 h.

Data di uscita 20/06/2025 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Baloss presenti Omar
Difficoltà F il Monte Succotto
EE la Cima di Lago Nero
Condizioni climatiche e dei sentieri

Nonostante la gufata da parte di un escursionista incontrato durante la salita alla Baita Cernello, il tempo si è mantenuto discreto per tutta la giornata, alternado sole e nuvole, ma senza mai minacciare realmente pioggia, se non quando sono arrivato all'auto. Sentieri ben segnalati ed evidenti fino alla Baita Cernello e per il successivo giro dei cinque laghi. Solo il tratto che sale al Monte Succotto si svolge su terreno non indicato e segnato solo da qualche raro ometto. Stesso discorso per la salita alla Cima di Lago Nero, comlpetamente senza indicazioni o tracce.

Eventuali pericoli
Attenzione al  tratto finale per il Monte Succotto che si sviluppa per cresta rocciosa in vari punti piuttosto esposta, anche se senza grosse difficoltà tecniche. In caso di maltempo o scarsa visibilità sarebbe meglio evitare la salita ala Cima di Lago Nero per evitare di trovarsi in punti senza via di uscita.
Presenza di acqua
Appena partiti  supereremo una casa con una fonte sulla nostra sinistra (Sorgente dei Runchei).  Nel bel mezzo del bosco troveremo una seconda fonte (Fontana di Prec) dove rifornirci di acqua fresca. Potremo trovare da bere anche presso una fontanella alla Baita Cernello  e poi alla Capanna Lago Nero.
Punti di appoggio
Lungo il Giro dei Cinque Laghi passeremo da numerosi edifici legati alle dighe che originano i laghi stessi. Ottimo punto di riparo è rappresentato dal rifugio Baita Cernello e, durante il ritorno, dal rifugio Capanna Lago Nero e dalla poco discosta Capanna Giulia.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Il Giro dei Cinque Laghi, perle racchiuse tra le cime del Cabianca, del Madonnino, del Salina e del Pradella che alimentano la centrale elettrica di Valgoglio, è una classica camminata adatta a tutti gli escursionisti con medio allenamento. Essa non presenta nessuna difficoltà. Già questa camminata è meritevole di essere affrontata anche solo per  bellissimi laghetti che si incontrano e gli ambienti che si attraversano. In aggiunta a tale percorso, per chi risulti preparato ed avvezzo a facili passaggi su roccia, sebbene esposta, o tratti privi di tracce e salite ad intuito, sarebbe buona cosa, tentare la salita alla bella cima del Monte Succotto, dalle forme turrite ed apparentemente inaccessibili, ma che presenta una via d'accesso relativamente facile (passaggi di I grado esposto su roccia di buona qualità); stesso discorso per la Cima di Lago Nero, praticamente sconosciuta alla quasi totaltà degli escursionisti, che, senza difficoltà tecniche, richiede comunque buone capacità di leggere il terreno e la via di salita e che se raggiunta, regala un inedito punto di vista sulla zona dei laghetti sottostanti.
Descrizione percorso
In auto saliamo verso Valgoglio in Valseriana. Superiamo il paese e prima che la strada molto stretta e che conduca alla centrale elettrica (da dove si parte normalmente per il Pizzo Salina o il rifugio Gianpace), andiamo a destr verso al frazione Bortolotti. Giunti all'altezza del Ristoro Dell'Orso, lasciamo l'auto nei pochi posti liberi sulla strada sul lato destro. Possiamo salire poco oltre, ma la sosta diviene a pagamento (2 euro al giorno con ticket da comprare in paese). A piedi imbocchiamo la ripida strada asfaltata poco sopra il parcheggio libero, seguendo le indicazioni per il Giro dei Cinque Laghi (sentiero n. 228). Alla nostra destra ci accompagna una condotta forzata. Superiamo una bella casa in pietra. Poco prima di una seconda casetta in pietra, sulla sinistra troveremo una bella fontana. Pochi metri oltre la seconda casetta camminiamo nell'erba per poi entrare in un fitto bosco di abeti. Saliamo nel bosco seguendo fedelmente i bolli del sentiero n. 228. Ad un certo punto un bollo è impresso sulla condotta forzata. Qui non dobbiamo passare sotto alla condotta, ma piegare a sinistra e proseguire in salita, allontanadoci dal grosso tubo verde. Saliamo fino ad incrociare nuovamente la tubatura. Questa seconda volta le passiamo sotto e continuiamo a salire fino ad incrociare una ampia sterrata che seguiamo verso sinistra. All'incrocio troviamo una palina con indicazioni. Seguiamo l'ampio sentiero. Superiamo una fonte e poi usciamo ad una ampia radura dalla quale è visibile in alto un grosso traliccio rosso e bianco della funivia di servizio alle dighe sopra di noi. Una palina ci segnala la Baita Cernello ad 1 h. e 20' di cammino. Abbandoniamo la sterrata per imboccare un ripido sentierino a gradini che seguiamo con una certa fatica fino a sbucare nello spiazzo dove si trovano vari edifici delle dighe. Il Monte Succotto ora fa bella mostra di sè e ci domendiamo come sia possible salirlo viste le sue pareti verticali. Alla palina nello spiazzo andiamo verso la Baita Cernello, mentre al ritorno proverremo dalla Capanna Lago Nero. In breve eccoci sulla riva del primo dei laghi di oggi: il Lago Sucotto (con una C). Qui andiamo a destra e saliamo per sentierino erboso con un percorso a semicerchio in senso antiorario. Arriviamo così alla Baita Cernello con le sue finestre rosse e bianche. Facciamo una meritata pausa. La superiamo poi lasciandola alla nostra destra, imboccando il sentiero n. 229 per il Passo di Aviasco. Camminiamo sopra la piccola diga del Lago Cernello e procediamo oltre. Dopo pochissimi minuti, quando il sentiero tende ad andare verso sinistra, sopra di noi si innalza un ripido vallone erboso alla cui sinistra si elevano i gradoni rocciosi del Monte Succotto. Abbandoniamo il sentiero e deviamo a destra per risalire tale vallone. Inizialmente stiamo vicini alle fasce rocciose, ma più in alto, seguendo alcuni ometti, ci spostiamo verso destra. Attraversiamo una pietraia instabile e saliamo ripidamente. Otre la pietraia torniamo su terreno a balze erbose. Puntiamo ad una evidente e larga sella sulla destra della vetta, poco oltre una cimetta rocciosa. Non andiamo alla prima bocchetta a destra della vetta (questa si trova sulla sinistra della cimetta di cui sopra) poichè questa si trova all'apice di un erto canale pietroso instabile. Arrivati alla sella erbosa andiamo verso sinistra, evitando al cresta per camminare più facilmente sul versante opposto a quello di salita. Rimontiamo le facili rocce appoggiate sotto cresta. Man mano ci spostiamo verso sinistra, ci avviciniamo alla cresta sopra pochi metri sopra di noi fino a raggiungere la bocchetta di cui parlavamo poco fa, con roccia e detriti rossicci. Da qui attacchiamo la cresta che si presenta di roccia abbastanza solida e con passaggi nell'ordine del I grado a tratti esposto. Alterniamo passi su gradini a piccole placchette appoggiate, fino ad arrivare al passaggio più delicato su roccia ben compatta. Seguiamo il filo della cresta che ora diviene appoggiata e con facili passaggi tra piccoli massi arriviao ad una breve discesa. Oltre questa è ben visible il tratto finale e la piccola croce di vetta. Dalla selletta rocciosa ai piedi della brevissima discesa, possiamo salire per sottile spigolo esposto fino in vetta, oppure percorrere una esposta ma facilissima cengia sulla sinistra. dopo una ventina di metri lungo la cengia, rimontiamo a destra le rocce intercalate a balze erbose sotto la cima, alla quale arriviamo senza difficoltà.
Discesa
Ripercorriamo con la dovuta cura lo stesso percorso fatto in salita fino alla sella erbosa sopra al ripido vallone. Discendiamo il vallone fino ad incrociare nuovamente il sentiero n. 229. Imbocchiamo tale sentiero verso destra. Proseguiamo ora per compiere il Giro dei 5 Laghi. Saliamo una breve scalinata di pietra. Proseguiamo poi su bella cengia in falsopiano attrezzata in alcuni punti da un cavo metallico di sicurezza. Perdiamo quota fino alle rive del Lago Campelli Basso. Poco sopra è visibile lo sbaramento del Lago dei Campelli Alto. Costeggiamo la sponda sinistra del piccolo specchio d'acqua (nel nostro senso di marcia) per poi tornare a salire lungo un tortuoso sentierino. Raggiungiamo così le sponde del Lago dei Campelli Alto. Proseguiamo oltre e saliamo un ripido tratto sassoso ai piedi di alcune paretine sulla destra. Salendo, alla nostra sinistra in basso è ben visibile il Lago Nero. Procediamo ora verso l'evidente diga di pietre rossastre del Lago d'Aviasco. Attraversiamo la diga stressa verso sinistra ed iniziamo la discesa verso il Lago Nero (sentiero n° 268) e l'omonima capanna (indicazioni sul muro della diga). Su terreno inizialmente erboso e pianeggiante e poi sassoso in discesa arriviamo sotto alla diga del Lago Nero e da qui in breve al Laghetto Canali e alla capanna Lago Nero. Dietro ai primi edifici che precedono la Capanna Lago Nero si nota una scaletta che sale alle spalle degli edifici stessi. Subito la scaletta piega a sinistra e sale ripida con alcuni tornantini superando alti edifici fino ad arrivare al livello della parte superiore della diga del Lago Nero. Sarebbe stato più comodo attraversare la diga partendo dal lato opposto di questa, ma non è possibile camminare su di essa per via di alcune barriere. In ogni modo, dalla diga saliamo ancora brevemente verso uno spiazzo pianeggiante ai piedi di una alta e rossasta parete rocciosa solcata da striature nere. Sul lato sinistro di questa parete c sono alcuni facili gradoni rocciosi che possiamo rimontare fino a che si vedono chiaramente alcuni fittoni d'acciaio infissi nella roccia a mo' di sentiero attrezzato. Seguiamo questi fittoni ed il cavo metallico che li collega. Percorriamo tale sentiero su placche appoggiate e cenge rocciose fino a che possiamo scendere ad una zona prativa alla nostra sinistra. Bello il panorama sul Lago Nero. Scesi a questa radura erbosa, riprendiamo a salire in direzione di un valloncello erocso che sale ripido ad una sella che divide la Cima di Lago Nero che dobbiamo salire a destra, con un'altra cimetta sulla sinistra. Puntamo ad una evidente grotta nella rocci di quest'ultima cimetta. Senza raggiungerla, pieghiamo verso destra e saliamo alla suddetta sella. Da qui rimontiamo la costa alla nostra destra fino ai piedi di una divertente placca rocciosa alta 3 metri o poco più. Tale placca presenta buoni appoggi e appigli sul suo lato destro, mentre a sinistra appere più impegnativa. Usciti dalla placchetta abbiamo ben visibile davanti a noi il tratto terminale della salita che si compie tra erba e sassi, ormai senza alcuna difficoltà. Raggiungiamo così un grosso mucchio di sassi sulla vetta della Cima di Lago Nero con ottimo panorama sulla zona attorno. Torniamo ora sui nostri passi fino alla Capanna Lago Nero. Ora costeggiamo il Lagehtto Canali alla nostra destra, accompagnati dalla condotta forzata. Puntiamo ad un grosso traliccio della funivia, scendiamo oltre la piccolissima diga di sassi del Laghetto Canali e proseguiamo la veloce discesa agli edifici sottostanti ben visibili. Il sentiero compie numerosi tornantini sassosi. Dall'alto è visibile anche il piccolo Lago Resentino, ultimo lago visibile oggi. Raggiunta la bella piana erbosa con gli edifici delle dighe, non ci resta che attraversare un ponticello di cemento e seguire le indicazioni di una palina subito oltre il ponticello. Andiamo a destra e riprendiamo il sentiero n° 228 fatto all'andata fino all'auto.

Note
Sulla cima del Monte Succotto è stata recentemente posta una piccola croce di metallo con il nome e la quota della vetta. Il nome Cima del Lago Nero è spesso assente nelle mappe, mentre la quota è quesi sempre riportata.
Commenti vari
Durante la discesa dal Monte Succotto, sono stato assalito da un gregge di capre che vagava con istinti assassini poco sotto la cima. Queste hanno malignamente pensato di lasciarmi iniziare la discesa del vallone dopo la sella erbosa, per poi niziare a venirmi incontro correndo all'impazzata, facendo così precipitare decine di sassi che rotolavano a valle con grande velocità. Fortunatamente ho intuito il pericolo e mi sono spostato il più velocemente possibile dalla loro verticale con il risultato di vedere solamente le malefiche capre colpite dalle pietre che loro stesse lanciavo verso il basso.
   

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Vista dal Lago Sucotto

Nei pressi della Capanna Cernello

   

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Salendo alla sella erbosa tra erba e pietraie

Dalla sella erbosa sguardo verso i laghi che poi visiteremo

   

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In salita tra i gradoni rocciosi della crestina del Succotto

Dalla selletta che precede la cima del Succotto
con lo spigolo finale aggirabile sulla sinistra

   

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Omar sulla cima del Monte Succotto

Le capre assassine
che poi cercheranno di lapidare l'ignaro Omar

   

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Vista verso la Cima di Lago Nero
Tra placchette, erba e cenge
lungo la salita alla Cima di Lago Nero
 

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Ormai in vetta alla Cima di Lago Nero
Bel panorama dalla Cima di Lago Nero