| Descrizione generale Il
Pizzo di Spino è la prima montagna a dividere la Valle Brembana dalla
Val Serina (attenzione, non Seriana). Alle sue pendici scorrono il
fiume Brembo ed il torrente Serina; quest'ultimo si getta nel primo,
proprio ai piedi di questa piccola montagna aguzza. La sua salita
avviene normalmente lungo sentieri ben segnalati e dalla croce di vetta
è facilmente possibile proseguire verso i vicini Pizzo Rabbioso e Croce
di Bracca. Dalla vetta, scende verso Sud una divertente cresta, in
buona
parte rocciosa, che costituisce una via di salita praticamente
sconosciuta e altrettante poco salita. Solo di recente è stata segnata
da varie frecce, consentendo così di non dover cercare l'itinerario
corretto e magari finire in qualche punto pericoloso e troppo
difficile. La salita non presenta particolari difficoltà, se non quelle
legate ad un poco di esposizione (mai elevata), un minimo di
passaggi su facile roccia e piccole incertezze di un percorso quasi
inesplorato. Per la discesa si può tranquillamente percorrere il
boscoso sentiero che conduce a Pregaroldi e da qui, con un traverso tra
boschi e radure, tornare all'auto.
Descrizione percorso
Giunti
a Zogno, paese all'inizio della Valle Brembana, si prende la deviazione
per la Val Serina e subito dopo aver attraversato il fiume Brembo su di
un breve viadotto, prendiamo a sinistra seguendo le indicazioni per
Spino al Brembo. Una panoramica strada asfaltata ci conduce con una
serie di tornanti presso la località Tessi di Spino al Brembo.
Attenzione a metà salita a non prendere la deviazione verso destra che
condurrebbe a Pregaroldi. Giunti a Tessi, si prosegue fino al termine
della stradina asfaltata e si lascia l'auto nel piccolo parcheggio
sulla destra. Da qui saliamo una evidente scalinata acciotolata che
passa in mezzo ad alcune case. Il sentiero è il n° 594. Poco dopo le
case, eccoci in una radura erbosa che tagliamo salendo verso destra.
Entriamo così, poco dopo, in un fitto bosco misto. Arrivati ad un bivio,
due cartelli ci indicano le direzioni: prendiamo a sinistra (anche a
destra si andrebbe al Pizzo di Spino), mentre al ritorno arriveremo
dalla direzione opposta, cioè da Pregaroldi. Più avanti costeggiamo un
bel muro a secco, coperto da felci e muschio. La pendenza diminuisce
poco oltre. Sulla nostra destra intravediamo tra le fitte piante una
radura erbosa con una baita. Proseguiamo su sentierino pianeggiante che
serpeggia tra le piante. Arrivati ad una freccia in legno, andiamo a
sinistra. Ora la pendenza torna ad aumentare. Giunti ad un altro bivio,
una scritta su un masso (poco visibile) ci invita ad andare verso
destra per Pregaroldi. Andando invece a sinistra si proseguirebbe per
il Pizzo di Spino lungo il versante Ovest (utilizzabile come rapida
discesa). In breve e senza sforzo eccoci ad una baita nel bosco. La
superiamo e proseguiamo fino ad intravedere in alto alla nostra
sinistra un capanno verde per la caccia. Saliamo verso il capanno e lo
lasciamo alle nostre spalle (evitare in caso di presenza cacciatori!).
Saliamo dritti verso il bosco dietro al capanno, senza alcuna traccia
presente. Superiamo un grande abete circondato da latifoglie. Poco
oltre, sempre senza sentiero, eccoci ad una radura erbosa dove vediamo
un secondo capanno mimetizzato. Attraversiamo la radura verso l'alto e
rientriamo nel bosco oltre questa. Qui vediamo un grosso rudere di
pietra. Lo superiamo puntando sempre a salire fino ad uscire dal fitto
bosco e trovarci su una vaga dorsale che seguendo, tra cespugli, erba
e piante, ci conduce alla base della cresta Sud del Pizzo di Spino.
Attenzione alla nostra sinistra, dove il dirupo è piuttosto vicino. Una
freccia azzurra ci assicura che siamo sul percorso corretto. Saliamo
senza possibilità di errore fino alle prime rocce. Qui una piccola
croce è incisa in una roccia ed un evidente (e poco piacevole...) bollo
azzurro è dipinto con vernice spray su un'altra. Sotto di noi è ben
evidente l'abitato di Pregaroldi dal quale passeremo al ritorno. Tra
balze erbose e traversini eccoci ad una serie di saltelli rocciosi che
si alternano a tratti camminabili. Le frecce azzurre sono numerose (e
non integrate nell'ambiente...) e non c'è possibilità di uscire dal
percorso corretto. Solamente nei punti rocciosi è possibile cercare una
salita alternativa, magari più impegnativa di quella consigliata dal
tracciatore, tanto per divertirci di più. Dopo un primo tratto dove
prevalgono i punti erbosi, eccoci maggiormente su facili roccette. La
cresta, salendo, tende ad assottigliarsi e divenire più continua, con
qualche breve salto, placche e piccoli monoliti calcarei, ma mai con
passaggi difficili, anzi! Come detto, però, esiste la possibilità di
trovare passi di II grado e forse qualcosina di più, comunque evitabili
seguendo le frecce. Nella terza parte della cresta, ormai in vista
della croce, la pendenza diminuisce e non ci resta che camminare
tranquillamente su un sentierino tra erba e massi fino alla vetta del
Pizzo di Spino.
Discesa
Dalla
croce di vetta, scendere lungo la ripida traccia che porta alla
evidente strada tagliafuoco che corre lungo l'ampia dorsale che dal
Pizzo di Spino prosegue verso il Monte Rabbioso. Arrivati nei pressi di
una cascina immersa nel bosco, meno di 5 minuti dalla vetta, deviamo
verso destra, seguendo i poco visibili segnali rossi e bianchi dipinti
sulle piante (n. 594A, per Pregaroldi, Ambria). Ad un primo tratto di
sentiero che taglia il bosco, ne segue uno decisamente più diretto
verso il basso, preceduto da una piccola costruzione con il tetto di
cemento quadrato e piatto, caratterizzato da numerosi tornanti stretti
e ripidi. Superiamo una pozza d'acqua tondeggiante. Poi ecco un lungo
muretto a secco. Giunti ad un evidente incrocio di sentieri, per
proseguire la discesa, andiamo a destra, mentre andando a sinistra si
salirebbe verso la vicina Croce di Bracca (30'). Noi scendiamo verso
Pregaroldi. Puù in basso passiamo accanto ad alcuni grandi massi
coperti di muschio ed edera. Da qui in breve usciamo dal bosco e ci
troviamo in alcuni prati poco prima dell'abitato di Pregaroldi.
Attraversiamo il piccolo nucleo abitato. Superiamo una fontanella dal
rubinetto a forma di vipera e poi una teca di vetro in cui vediamo la
particolare statua di un'originale Madonna con Bambino. Pochi metri
dopo, su un muro di cemento vediamo una freccia con l'indicazioni per
Spino al Brembo (30'). Passiamo per un prato preceduto da un lavatoio.
Poi rientriamo nel bosco che ora diviene di abeti molto fitti. Troviamo
poi una freccia di legno con l'idicazioni per Spino al Brembo. Il
sentiero è praticamente pianeggiante e taglia i pendii boscosi alla
nostra destra. Costeggiamo ora un muretto a secco con alcuni bolli
rossi. Poco dopo arriviamo davanti ad una baita al centro di una
piccola radura. Passimo accanto alla baita (con un cartello che avvisa
della presenza di telecamere), facendo attenzione a non perdere il
sentiero. Oltre la baita torniamo nel fitto bosco. Qui un breve tratto
di sentiero è particolarmente scivoloso. Oltre troviamo ancora un
muretto a secco. Alla nostra destra si apre un'ampia radura erbosa con
alcune baite e con bella vista sul Pizzo di Spino e la cresta appena
salita. Proseguendo sempre in falsopiano eccoci all'incrocio con i
cartelli, dal quale siamo passati all'andata. Qui andiamo verso
sinistra e con comoda discesa torniamo in breve a Tessi dove abbiamo
lasciato l'auto.
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