Monte Sasna - Canale Nord

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località  di partenza Lizzola (BG)
Quota partenza 1250 Mt. Quota di arrivo 2229 Mt.
Dislivello totale 1050 Mt.
Sentieri utilizzati

n. 322, 307

Ore di salita 4 h. Ore di discesa 2 h.
Data di uscita 08/03/2025 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Baloss presenti Omar
Difficoltà F+
Condizioni climatiche e dei sentieri

Condizioni climatriche ideali per una escursione di questo tipo: freddo e limpido. Condizioni invece non buone della neve nel canale: il manto nevoso non era ancora ben trasformato, a tratti non portante; qualche tratto ghiacciato ricoperto da un sottile strato di neve farinosa. Nel complesso comunque, sprofondamenti a parte, la situazione era sicura e gestibile. Non vi erano tracce che portassero al canale, nè tantomeno che lo risalissero, per cui ho fatto piuttosto fatica ad individuare il percorso di avvicinamento all'attacco del canale, essendo questo non visibile dal basso. Dall'uscita del canale alla cima del Monte Sasna mancavano ancora le tracce. Da qui in poi si cammina su una marcata ed evidete trccia di passaggio fatta da decine di escursionisti e scialpinisti.

Eventuali pericoli
I soliti di una escursione lungo un canale nevoso. Assicurarsi che le pareti del canale abbiano scaricato la neve in eccesso. Il resto del percorso appare tranquillo e sicuro ma necessita di condizioni stabili del manto di neve.
Presenza di acqua
Non ho trovato nulla. Ma, in discesa, dopo il Passo della Manina, nei pressi della Baita dell'Asta Bassa (1426 Mt.), si trova una fontanella che sgorga dalla roccia, ovviamente non rintracciabile in caso di neve o ghiaccio.
Punti di appoggio
Dopo circa 20-30 minuti dalla partenza passiamo accanto alla Baita Bassa di Sasna. Giunti al Passo della Manina, troviamo una cappelletta che può offrire un minimo di riparo. Anche lungo al cresta che scende dal Sasna, verso il passo della Manina, ai piedi del ripido pendio che si affronta in discesa, si scorge un baitello (in occasione era completamente sommerso dalla neve...) al quale dirigersi in caso di necessità.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Caschetto, una o due picche (la seconda picca risulta utile solo nel ripido saltino finale, poco prima dell'uscita) e ramponi.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Piacevole e divertente salita di un canale nevoso di bassa difficoltà, ma di un certo impegno fisico viste le elevate pendenze del terreno che ci porta all'attacco del canale. Tale canale non è certamente dei più frequentati e famosi della zona, ma consente di divertirsi in un ambiente solitario e su pendenze modeste e senza particolari problemi tecnici. La via termina tra il Monte Crostaro ed il Monte Sasna. Le pendenze del lungo pendio che porta all'attacco si aggirano già attorno ai 35 gradi e poco più. Lungo il canale tali pendenze sono pari a circa 45 gradi medi, ma in alcuni tratti superano i 50 gradi, con una punta superiore (60 gradi) per pochissimi metri: si tratta di un muretto di 2-3 metri, posto a meno di 30 metri dalla cresta che necessità di una certa attenzione in quanto questo si trova in corrispondenza di un piccolo saltello roccioso (forse evitabile sulla sinistra), comunque coperto di neve. Anche l'uscita supera di poco i 50 gradi, ma non crea difficoltà.
Descrizione percorso
In auto saliamo fino a Lizzola, ultimo paesello della Val Seriana, qualche chilometro di tornanti oltre Valbondione. Qui lasciamo l'auto nei pressi della scuola di sci, in un comodo parcheggio sulla sinistra (a pagamento dalla tarda primavera all'autunno). Saliamo lungo l'evidente ed unica strada  asfaltata che ci conduce ad alcuni condomini. Poco oltre, la stradina diviene sterrata. Dopo un ripido tratto, il percorso perde pendenza e tende addirittura a scendere per proseguire poi in falsopiano lungo la bella valle del torrente Bondione. Alle nostre spalle abbiamo una bella vista sul lontano Pizzo del Diavolo e del Diavolino; davanti a noi, sulla destra ci appare la lunga dorsal eche collega il Passo della manina con il monte Sasna e poi il Monte Crostaro. Superiamo una baita degli alpini sulla destra e, poco oltre, una baitella privata sulla sinistra. Proseguiamo senza possibilità di errore lungo l'ampia sterrata. Quando questa tende a riprendere leggermente a salire, restiamo sul lato destro della strada. Dalla nostra destra scendono alcuni ampi canali che paiono quasi artificiali. Arrivati all'ultio di questi canali, deviamo verso destra per rimontare un ripido pendio che ci porta sul margine del canale. Giunti su questo evidente costone, lo seguiamo verso destra. Subito le pendenze sono elevate (superiori ai 30 gradi) e la fatica si fa subito sentire. Saliamo puntando ad un larice solitario. Qui giunti proseguiamo senza soluzione di continuità verso l'alto fino a che il costone termina all'inizio di un ampio pendio aperto. Da qui ci appare finalmente il nostro canale da risalire, sulla sinistra di una evidente punta rocciosa. Continuiamo la salita puntando alla base del canale. E' probabile che dalle pareti del canale si sia originata una slavina con conseguenti blocchi di neve dura, scesi più in basso dell'attacco. Le pendenze aumentano in maniera costante aggirandosi ora sui 35-40 gradi. Finalmente entriamo nel canale e lo saliamo senza grossi problemi o difficoltà tecniche. L'ambiente è molto bello, incassato e roccioso, ma il percorso è piuttosto semplice. Restiamo al centro del canale. Man mano saliamo la pendenza tende ad arrivare a 45 gradi. Verso i tre quarti del percorso eccoci nel punto piu stretto. Qui pare esserci la possibilità di andare verso sinistra (poco conveniente a seguito di un successivo traverso), oppure proseguire dritti ed affrontare un bel saltello verticale (2-3 metri, non di più a 60 gradi) coperto di neve ma che nasconde un muretto roccioso alla cui base si trova un insidioso buco nella roccia. Superato anche questo divertente ostacolo, ci troviamo ora prossimi all'uscita che raggiungiamo su pendenze di circa 50 gradi, ma su terreno facile e lineare. Eccoci fuori dal canale. Da qui andiamo verso destra e compiamo un faticoso traverso salendo, per portarci sotto ad una piccola formazione rocciosa che aggiriamo sulla destra. Sopra di essa, terminano le fatiche e le difficoltà. Ora non ci resta che intercettare la traccia che, restando poco discosta dalla cresta, sale vicina alla cima del Monte Sasna, visibile poco dopo, sopra di noi con bella croce colorata.
Discesa
Proseguiamo lungo la dorsale verso la vicina antecima del Sasna che raggiungiamo in pochi minuti, dopo una breve discesa e relativa risalita. Qui troviamo una seconda croce più vecchia e alta. Scendiamo ora rapidamente lungo ripidi prati, sempre stando vicini alla linea che separa le due vallate. In lontananza è evidente la Cappella della Manina posta all'omonimo passo e che dobbiamo raggiungere sempre su comoda dorsale, affrontando alcune ripide discesa e qualche timida risalita. Superato un curioso "crepaccio" nella roccia (causato dal cedimento del terreno sottostante a causa di scavi minerari di cui è ricca la zona) tramite un ponticello di legno, scendiamo ora veloci e senza pensieri verso un'ultima breve risalita che ci conduce al Passo della Manina. Poco prima di arrivarci, sulla destra, in corrispondenza di una palina e una rosa dei venti, possiamo piegare verso destra, effettuare un traverso in mezzocosta e andare a raggiungere il sentiero n. 307 che scende verso Lizzola. Oppure arriviamo alla vicinissima cappelletta e poi, passandovi dietro, scendiamo a destra, tra cespugli ed arbusti fino a ritrovare il medesimo sentiero. Seguiamo il n. 307 che scende ripido nel bosco fino ad uscire in una ampia radura nei pressi della sottostante Baita dell'Asta Bassa, preceduta da una fonte d'acqua. Dalla baita, stando attenti a non perdere i bolli, proseguiamo leggermente verso sinistra. Rientriamo nel bosco che ora con alcuni tornanti piuttosto scivolosi, ci riporta sopra l'abitato di Lizzola, ai margini di un ampio prato che costeggiamo sul lato destro. Passiamo sotto ad un gruppetto di aceri e in breve arriviamo nei pressi della Scuola di Sci dove abbiamo lasciato l'auto.

Note
Ho scoperto che il mio cellulare, sebbene il Guly lo consideri un pesante mattone datato, è dotato di una applicazione che misura la pendenza del piano su cui è appoggiato: salendo ho usato tale applicazione per misurare l'inclinazione del canale, per cui fidatevi dei dati che ho riportato... Nei paraggi dell'inizio del pendio che sale all'attacco del canale Nord, dovrebbe esserci anche l'attacco del Canale Nord del Crostaro (Couloir del Crostaro), ben più impegnativo di quello qui descritto e con tratti di misto. La lunghezza totale del percorso è di poco superiore agli 8 km.
Commenti vari
A testimonianza della scarsa frequentazione del canale qui percorso, posso riportare le risposte negative degli scialpinisti a cui ho chiesto indicazioni in merito.
   

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Parte del percorso visto all'iniizo della valle

Il canale ben evidente

   

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L'attacco del canale

Omar all'inizio del canale

   

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A metà canale

Bell'ambiente nella parte alta

   

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Le picche di Omar all'uscita del canale

All'uscita, la cresta verso il Crostaro

   

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La parte finale del percorso verso la cima del Sasna
La croce del Monte  Sasna
 

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Panorama dalla vetta
Vista verso il Sasna dal Passo della Manina