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Condizioni
climatriche ideali per una escursione di questo tipo: freddo e limpido.
Condizioni invece non buone della neve nel canale: il manto nevoso non
era ancora ben trasformato, a tratti non portante; qualche tratto
ghiacciato ricoperto da un sottile strato di neve farinosa. Nel
complesso comunque, sprofondamenti a parte, la situazione era sicura e
gestibile. Non vi erano tracce che portassero al canale, nè tantomeno
che lo risalissero, per cui ho fatto piuttosto fatica ad individuare il
percorso di avvicinamento all'attacco del canale, essendo questo non
visibile dal basso. Dall'uscita del canale alla cima del Monte Sasna
mancavano ancora le tracce. Da qui in poi si cammina su una marcata ed
evidete trccia di passaggio fatta da decine di escursionisti e scialpinisti.
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| Descrizione generale Piacevole
e divertente salita di un canale nevoso di bassa difficoltà, ma di un
certo impegno fisico viste le elevate pendenze del terreno che ci porta
all'attacco del canale. Tale canale non è certamente dei più
frequentati e famosi della zona, ma consente di divertirsi in un
ambiente solitario e su pendenze modeste e senza particolari problemi
tecnici. La via termina tra il Monte Crostaro ed il Monte Sasna. Le pendenze del lungo pendio che porta all'attacco si aggirano
già attorno ai 35 gradi e poco più. Lungo il canale tali pendenze sono
pari a circa 45 gradi medi, ma in alcuni tratti superano i 50
gradi, con una punta superiore (60 gradi) per pochissimi metri: si
tratta di un muretto di 2-3 metri, posto a meno di 30 metri dalla
cresta che necessità di una certa attenzione in quanto questo si trova in
corrispondenza di un piccolo saltello roccioso (forse evitabile sulla
sinistra), comunque coperto di neve. Anche l'uscita supera di poco i 50
gradi, ma non crea difficoltà.
Descrizione percorso
In
auto saliamo fino a Lizzola, ultimo paesello della Val
Seriana, qualche chilometro di tornanti oltre Valbondione.
Qui lasciamo l'auto nei pressi della scuola di sci, in un
comodo parcheggio sulla sinistra (a pagamento dalla tarda primavera
all'autunno). Saliamo lungo l'evidente ed unica strada asfaltata
che ci conduce ad alcuni condomini. Poco oltre, la stradina
diviene sterrata. Dopo un ripido tratto, il percorso perde pendenza e
tende addirittura a scendere per proseguire poi in falsopiano lungo la
bella valle del torrente Bondione. Alle nostre spalle abbiamo una bella
vista sul lontano Pizzo del Diavolo e del Diavolino; davanti a noi,
sulla destra ci appare la lunga dorsal eche collega il Passo della
manina con il monte Sasna e poi il Monte Crostaro. Superiamo una baita
degli alpini
sulla destra e, poco oltre, una baitella privata sulla sinistra.
Proseguiamo senza possibilità di errore lungo l'ampia sterrata. Quando
questa tende a riprendere leggermente a salire, restiamo sul lato
destro della strada. Dalla nostra destra scendono alcuni ampi canali
che
paiono quasi artificiali. Arrivati all'ultio di questi canali, deviamo
verso destra per rimontare un ripido pendio che ci porta sul margine
del canale. Giunti su questo evidente costone, lo seguiamo verso
destra. Subito le pendenze sono elevate (superiori ai 30 gradi) e la
fatica si fa subito sentire. Saliamo puntando ad un larice solitario.
Qui giunti proseguiamo senza soluzione di continuità verso l'alto fino
a che il costone termina all'inizio di un ampio pendio aperto. Da qui
ci appare finalmente il nostro canale da risalire, sulla sinistra di
una evidente punta rocciosa. Continuiamo la salita puntando alla base
del canale. E' probabile che dalle pareti del canale si sia originata
una slavina con conseguenti blocchi di neve dura, scesi più in basso
dell'attacco. Le pendenze aumentano in maniera costante aggirandosi ora
sui 35-40 gradi. Finalmente entriamo nel canale e lo saliamo senza
grossi problemi o difficoltà tecniche. L'ambiente è molto bello,
incassato e roccioso, ma il percorso è piuttosto semplice. Restiamo al
centro del canale. Man mano saliamo la pendenza tende ad arrivare a 45
gradi. Verso i tre quarti del percorso eccoci nel punto piu stretto.
Qui pare esserci la possibilità di andare verso sinistra (poco
conveniente a seguito di un successivo traverso), oppure proseguire
dritti ed affrontare un bel saltello verticale (2-3 metri, non di più a
60 gradi) coperto di neve ma che nasconde un muretto roccioso alla cui
base si trova un insidioso buco nella roccia. Superato anche questo
divertente ostacolo, ci troviamo ora prossimi all'uscita che
raggiungiamo su pendenze di circa 50 gradi, ma su terreno facile e
lineare. Eccoci fuori dal canale. Da qui andiamo verso destra e
compiamo un faticoso traverso salendo, per portarci sotto ad una piccola
formazione rocciosa che aggiriamo sulla destra. Sopra di essa,
terminano le fatiche e le difficoltà. Ora non ci resta che intercettare
la traccia che, restando poco discosta dalla cresta, sale vicina alla
cima del Monte Sasna, visibile poco dopo, sopra di noi con bella croce
colorata. Discesa
Proseguiamo
lungo la dorsale verso la vicina antecima del Sasna che raggiungiamo in
pochi minuti, dopo una breve discesa e relativa risalita. Qui troviamo
una seconda croce più vecchia e alta. Scendiamo ora rapidamente lungo
ripidi prati, sempre stando vicini alla linea che separa le due
vallate. In lontananza è evidente la Cappella della Manina posta
all'omonimo passo e che dobbiamo raggiungere sempre su comoda dorsale,
affrontando alcune ripide discesa e qualche timida risalita. Superato
un curioso "crepaccio" nella roccia (causato dal cedimento del terreno
sottostante a causa di scavi minerari di cui è ricca la zona) tramite
un ponticello di legno, scendiamo ora veloci e senza pensieri verso
un'ultima breve risalita che ci conduce al Passo della Manina. Poco
prima di arrivarci, sulla destra, in corrispondenza di una palina e una
rosa dei venti, possiamo piegare verso destra, effettuare un traverso
in mezzocosta e andare a raggiungere il sentiero n. 307 che scende
verso Lizzola. Oppure arriviamo alla vicinissima cappelletta e poi,
passandovi dietro, scendiamo a destra, tra cespugli ed arbusti fino a
ritrovare il medesimo sentiero. Seguiamo il n. 307 che scende ripido
nel bosco fino ad uscire in una ampia radura nei pressi della
sottostante Baita dell'Asta Bassa, preceduta da una fonte d'acqua.
Dalla baita, stando attenti a non perdere i bolli, proseguiamo
leggermente verso sinistra. Rientriamo nel bosco che ora con alcuni
tornanti piuttosto scivolosi, ci riporta sopra l'abitato di Lizzola, ai
margini di un ampio prato che costeggiamo sul lato destro. Passiamo
sotto ad un gruppetto di aceri e in breve arriviamo nei pressi della
Scuola di Sci dove abbiamo lasciato l'auto. |