| Descrizione generale Il
Monte Sarradone è una pochissimo conosciuta cimetta boscosa posta a Sud
del gruppo calcareo della Presolana, poco sopra l'abitato di Bratto, in
Valle Seriana. Sulle pendici di questa piccola montagna sono stati
tracciati due itinerari ferrati pochissimo noti e quasi per nulla
pubblicizzati. Le due ferrate, di nuovissima realizzazione, sono molto
vicine tra loro: gli attacchi distano non più di cento metri l'uno
dall'altro ed entrambe le vie terminano presso la piccola croce di
ferro posta a 1446 metri di quota. La prima ferrata, quella più a
Ovest, si sviluppa per facilissime placche calcaree appoggiate nella
prima parte e, dopo un breve tratto di collegamento, prosegue fin sotto ad
un bel torrioncino che si risale a spirale sfruttando facili balze
rocciose e termina con un caminetto verticale che costituisce il punto
più impegnativo (per così dire...) e divertente. La seconda ferrata,
poco più ad oriente, risulta più impegnativa (certo non difficile) e
con passaggi più sostenuti e verticali. Questa inizia con un bello
sperone roccioso quasi verticale ben appigliato, per poi alternare
tratti di collegamento camminabili ad altri torrioncini e muretti da
arrampicare fino alla medesima croce di vetta. In questa escursione
andremo prima a salire la ferrata più semplice. Dalla cima del Monte
Sarradone raggiungeremo la Baita Cornetto in panoramica posizione e da
questa saliremo le pendici del Monte Cornetto senza raggiungerne la
vetta (che richiederebbe un percorso in cresta piuttosto tortuoso e
praticamente mai battuto), ma fermandoci presso il cosiddetto Trono di
Sci: un curioso monumento a forma di trono, costruito con pezzi di sci
colorati e posto sopra un piccolo poggio da cui godere una bellissima
vista. Da qui proseguiremo verso il Colle della Presolana, punto più
alto della camminata, a 1695 metri di quota, per poi ridiscendere verso
Bratto. Poco prima di ripassare dall'attacco della prima ferrata,
transiteremo presso l'attacco della seconda ferrata (nessun segnale o
indicazione in zona...). Affronteremo questa seconda via ferrata e,
giunti nuovamente alla croce, proseguiremo verso Baita Cornetto per la
seconda volta, ma prima di arrivare ad essa, scenderemo in paese. Nel
complesso si tratta di una piacevole camminata in bel ambiente di bassa
montagna, impreziosita da queste due ferratine, la prima delle due
adatta a principianti assoluti, mentre la seconda già richiede un poco
più di esperienza. Nulla vieta di fare solamente una delle due ferrate
e completare comunque il resto della camminata.
Descrizione percorso
In
auto percorriamo la strada che lungo la valle Seriana sale verso il
Passo della Presolana. Poco prima di arrivarvi, transiteremo da Bratto,
piccola frazione di Castione della Presolana. In corrispondenza del
cartello stradale che segnala l'inizio della frazione per chi scende
dal valico, sulla sinistra vediamo una sbarra metallica rossastra
che chiude una stradina in salita. Lasciamo l'auto in uno spiazzo poco
oltre la sbarra lungo la strada che conduce al passo. Torniamo indietro
a piedi fino alla sbarra e saliamo lungo la ripida stadina asfaltata.
All'imbocco del tracciato non esistono paline, frecce o indicazioni di
alcun genere. Superiamo un alto abete e proseguiamo tra alcune piante.
Incrociamo poi un sentiero ben evidente verso destra semipianeggiante.
Superiamo una casetta al margine del bosco. Pieghiamo verso sinistra e
saliamo ripidamente un sentierino tra radici di abeti. In
corrispondenza di un tornantino poco evidente del sentiero andiamo a
destra. Poco dopo sbuchiamo in una radura erbosa e proseguiamo fino ad
imbatterci in una freccia nascosta sul tronco di un piccolo acero.
Andiamo a sinistra (andando a destra si arriverebbe all'attacco della
seconda ferrata). Camminiamo per un breve tratto ed alzando lo sguardo
sarà possibile intravedere tra la vegetazione alcune paretine rocciose.
Proseguiamo fino ad un cartello di divieto di caccia su alcune
roccette. Qui aguzziamo la vista e cerchiamo uno sbiaditissimo vecchio
bollo rosso in basso su un sasso del sentiero. Davanti abbiamo un abete
che sembra in mezzo al sentiero. Cerchiamo ora sulla destra, una placca
rocciosa appoggiata sulla quale corre un cavo di acciaio. Siamo
all'attacco della prima ferrata, quella più a Ovest, a 1260 metri di
quota (coordinate attacco ferrata 45°55'39.30"N 10° 3'59.05"E). Saliamo
lungo al
placca calcarea sfruttando l'elevata aderenza della roccia. Il cavo
passa tra balze rocciose e ciuffi d'erba cresciuti sulla roccia. Man
mano saliamo i facili passaggi la vista si apre sul basso tra le case
di Bratto e la valle, fino al lontano Pizzo Formico. Il tracciato
prosegue con un traverso verso destra ed una successiva facile placca
solcata. Ora affrontiamo un tratto di collegamento tra piante ed erba
con ben visibile il torrioncino finale alla base del quale dobbiamo
arrivare. Dopo aver perso un poco di dislivello eccoci a risalire su
placche caratterizzate da grosse clessidre e buchi, fino ai piedi
dell'ostacolo finale. Questo lo affrontiamo
spostandoci verso destra per poi piegare decisamente verso sinistra e
salire dritti al punto più impegnativo della ferrata: un passaggio
verticale da fare di forza all'interno di una specie di piccolo diedro
aperto. Superato questo punto andiamo lungo una cengetta verso sinistra
per poi salire dritti su facili balze rocciose fino alla piccola croce
di vetta. Piacevole il panorama sulla media valle Seriana. Oltre la
croce proseguiamo su elementare cresta di terra ed erba puntando ad un
evidente traliccio elettrico che raggiungiamo dopo una breve discesa.
Dal traliccio saliamo per costa erbosa ripida. Ora non esiste un
sentiero vero e proprio ma una evidente traccia che percorre più o meno
fedelmente la crestina erbosa davanti a noi. In un paio di punti
occorre prestare una minima attenzione (il primo è una breve cengia
erbosa ed il secondo più avanti è un traversino sotto cresta nel bosco
di pochi metri, ma il tracciato è molto logico
e facile. Più avanti la crestina si allarga e diviene più comoda. In
breve arriviamo ad incrociare un ampia sterrata che seguiamo verso
sinistra in direzione Baita Cornetto, come da freccia di legno posta
all'incrocio. Saliamo comodamente anche se un poco ripidamente fino
alla bella baita in posizione panoramicissima, a 1523 metri di quota.
Subito dopo la baita troviamo una palina che ci indica di salire verso
destra per andare al Colle della Presolana. Saliamo ripidamente per un
prato seguendo alcune paline infilzate nel terreno. In breve la
pendenza tende a diminuire. Procediamo su traccia erbosa fino ad
incontrare un pezzo di sci posto a mò di freccia. Questo ci indica di
salire verso sinistra per ripidissimo prato privo di traccia. Stiamo
salendo verso il Trono di Sci. Saliamo fino alle piante sopra la nostr
testa. Salendo la traccia diviene più chiara, anche se molto esile. Dal
boschetto sopra di noi proseguiamo ancora pochi metri fino a sbucare
sulla cima di un dosso molto panoramico sulla cui sommità si trova una
specie di sedia costruita con vari sci colorati. Scendiamo da dove
siamo saliti fino a ritrovare la traccia erbosa che prosegue verso
sinistra in direzione del Colle della Presolana. Entriamo in un
boschetto e con pendenze modeste continuiamo a camminare fino ad uscire
nuovamente all'aperto a poca distanza dalla sella erbosa del Colle
della Presolana. Alle nostre spalle è ben visibile la cresta rocciosa
del Monte Cornetto. Dal Colle scendiamo seguendo le indicazioni di una
palina verso il Passo della Presolana (sentiero n° 319). Il percorso è
molto bello, rilassante, tra abeti e radure erbose. Scendiamo con
regolarità zigzagando tra prati e boschetti. Giunti ad incrociare la
strada sterrata che risale alla Baita Cornetto, la seguiamo verso
destra per poche decine di metri fino ad imbatterci nella freccia di
legno che indica Bratto e dalla quale siamo arrivati dopo la prima
salita al Sarradone. Ripercorriamo così il tratto tra piante, arbusti e
prati verso la croce del Sarradone, fino a quando arriviamo ad una poco
evidente freccia inchiodata sul tronco di un abete che segnala Bratto
verso sinistra. Scendiamo ora per veloce sentiero in una fitta abetaia
con vari tornanti. Al bivio successivo andiamo a destra, sempre per
Bratto. Proseguiamo la discesa, ora meno ripida e con qualche radura
dalla quale possiamo osservare il panorama. Arrivati alla base di un
costone roccioso alto una ventina di metri alla nostra destra, vediamo
un cavo metallico che risale tale tratto roccioso. Si tratta
dell'attacco (non segnalato in alcun modo) della seconda ferrata del
Sarradone: quella più ad oriente. Rimettiamo casco ed imbrago e saliamo
direttamente il costone roccioso, quasi un torrioncino. Il percorso è
molto piacevole, quasi verticale e ben appigliato. Dalla cima del
costone percorriamo una breve crestina di collegamento che ci porta ad
un secondo tratto verticale e divertente, molto simile a quello
precedente. Al termine di questo ecco che dobbiamo salire un ripido
prato, per poi traversare verso sinistra. Andiamo così a prendere una
rampa prativa a cui segue un bel tratto roccioso senza difficoltà.
Oltre questo le difficoltà terminano, ma non le fatiche: saliamo ora un
ripido prato verso una evidente sommità rocciosa. Ultimo tratto di
facile arrampicata su roccia fino alla breve crestina verso sinistra
che ci porta per la seconda volta alla croce del Sarradone. Ora ci
tocca ripercorrere il tratto tra crestine erbose e bochetti verso la
Baita Cornetto. Arrivati alla freccia semi nascosta per Bratto
attaccata al tronco di abete di cui sopra, pieghiamo a destra e
rifacciamo il medesimo percorso fatto poco prima. Ripassiamo così
nuovamente sotto all'attacco della ferrata appena salita e lo lasciamo
alla nostra destra per proseguire la discesa verso Bratto. Poche decine
di metri dopo l'attacco pieghiamo verso sinistra (andando dritti, in
breve, si arriverebbe all'attacco della prima ferrata salita) e
riprendiamo il sentiero fatto in mattina fino all'auto.
Discesa
Ora ci tocca ripercorrere il tratto tra
crestine erbose e bochetti verso la Baita Cornetto. Arrivati alla
freccia semi nascosta per Bratto attaccata al tronco di abete di cui
sopra, pieghiamo a destra e rifacciamo il medesimo percorso fatto poco
prima. Ripassiamo così nuovamente sotto all'attacco della ferrata
appena salita e lo lasciamo alla nostra destra per proseguire la
discesa verso Bratto. Poche decine di metri dopo l'attacco, pieghiamo
verso sinistra (andando dritti, in breve, si arriverebbe all'attacco
della prima ferrata salita) e riprendiamo il sentiero fatto in mattina
fino all'auto. |