Pizzo di Rodes

 
Zona montuosa Alpi Retiche Località  di partenza Località Le Piane - Piateda (SO)
Quota partenza 1532 Mt. Quota di arrivo 2831 Mt.
Dislivello totale 1300 Mt. Sentieri utilizzati n. 260
Ore di salita 4 h. Ore di discesa 3 h.
Data di uscita 12/07/2025 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Baloss presenti Omar, Golem Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Bellissima giornata di sole, con nuvole che correvano veloci in un cielo azzurro. Percorso interamente segnalato dall'inizio alla fine. Sentieri sicuri e ben tenuti.

Eventuali pericoli
Nessuno. Un minimo di attenzione all'ultimo tratto di salita su sfasciumi e massi che possono cadere su chi ci segue.
Presenza di acqua
Potrete rifornirvi di acqua al parcheggio poco prima del rifugio Le Piane, presso una bella e fresca fontana-abbeveratoio. Troverete anche l'acqua del torrente Serio lungo la salita verso Piateda di Sotto.
Punti di appoggio
Giunti all'Alpegio di Armisola possiamo ripararci preso le baite della zona. Altra baita la incontriamo all'Alpeggio Piateda di Sotto. Da qui in poi non esiste riparo.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Il Pizzo di Rodes, nonostante una quota non elevatissima, benchè di tutto rispetto, regala uno dei più grandiosi panorami sulla catena orobica, specialmente su quella parte che riunisce le sue vette principali tra cui i pizzi Coca, Redorta, Porola, Druet e compagnia varia. La sua posizione, leggermente defilata dalla catena principale delle orobie stesse, consente un punto di vista privilegiato e oltretutto facilmente raggiungibile da qualunque escursionista allenato e mediamente preparato, non presentando difficoltà tecnica alcuna e con un percorso interamente segnato, anche se comunque da non sottovalutare, vista la quota e l'ambiente isolato e severo che si incontrano. Sarà interessante ed istruttivo osservare i cambiamenti dell'ambiente man mano guadagnamo quota: dai boschi alle distese di rododendro, dalle alte zone prative alle faticose pietraie arricchite da nevai, residui di antichi ghiacciai estinti.
Descrizione percorso
In auto raggiungiamo Morbegno in Valtellina e poi imbocchiamo la strada che sale a Piateda, avendo cura di acquistare il ticket per poter parcheggiare al termine della strada stessa in località Le Piane, presso il rifugio omonimo. La strada, inizialmente asfaltata diviene sterrata, ma ben tenuta e praticabile da tutte le auto, solo negli ultimi tratti. Lasciata l'auto nell'ampio spiazzo davanti al rifugio, prendiamo l'evidente sterrata che sale, seguendo le indicazioni per il sentiero n. 260, su una palina. Saliamo tra prati e rari abeti fino ad entrare in un bel bosco di conifere. Scendiamo poi dolcemente fino ad uscire dal bosco per troverci in una grande radura. Percorriamo una passerella di legno che ci consente di attraversare una zona torbosa nei pressi dell'Alpeggio di Armisola. Al termine della discesa, dopo un pontcello di legno, attraversiamo il greto sassoso di un torrente (Serio). Qui vediamo una palina che indica anche il Pizzo di Rodes a 4 ore di cammino. Seguiamo il greto fino a che raggiungiamo alcune piante e superiamo un grosso masso alla nostra sinistra. Iniziamo ora a guadagnare quota seguendo i bolli del sentiero n. 260. Superiamo una baita in sassi (Piateda di Sotto) e continuiamo in leggera discesa in un prato, per poi piegare verso sinistra restando alti sopra il pianoro sottostante. Ora inizia una ripida e faticosa salita su traccia erbosa tra rododendri e piccoli larici. Arriviamo così a Piateda di Sopra dove una palina ci indica la località e la direzione da seguire per la Bocchetta di Santo Stefano. Eccoci ora, dopo pochi minuti in una bellissima vallata dominata dalla acuminata Punta di Santo Stefano al centro e dai contrafforti del Pizzo di Rodes sulla destra. Percorriamo questa vallata erbosa, attraversiamo il torrente, passiamo accanto ad alcune cascatelle alla nostra destra e proseguiamo fino alla Bocchetta di Santo Stefano. Qui l'ennesima palina ci invita a proseguire verso destra per il Pizzo di Rodes, dato ad 1 h. e 30' di cammino. Dobbiamo adesso addentrarci nel vallone posto tra la piramidale punta di Santo Stefano a sinistra e il Pizzo di Rodes a destra. Il nostro successivo obiettivo è la Bocchetta di Reguzzo che raggiungiamo in circa 30 minuti di faticosa salita, prima per prati, poi tra lisci sassi affioranti e poi su pietraia. Questo è un tratto molto bello, aspro e severo, ma privo di difficoltà. Pochi metri prima di giungere alla bocchetta, pieghiamo a destra, evitando in tal modo la difficile prima parte della cresta che collega la Bocchetta di Reguzzo con il Pizzo di Rodes. Camminiamo sotto cresta su scomoda pietraia a lame procedendo in falsopiano e più avanti in salita. Ora la cima del Rodes ci appare, finalmente, dopo esserci sempre stata celata. Saliamo verso di essa seguendo alcuni ometti e bolli rossi e bianchi su terreno sassoso. Facciamo attenzione a non uscire dal percorso segnato, per evitare di trovarci su terreno instabile o per evitare tratti più impegnativi. La salita si sviluppa tra pietre, placchette inclinate e qualche cengia detritica, il tutto da seguire con attenzione, ma senza reali difficoltà. In ultimo eccoci all'ultimo breve tratto ripido che conduce tranquillamente al grande mucchio di sassi sulla cima del Pizzo di Rodes con il suo magnifico panorama.
Discesa
Ripercorriamo a ritroso i sentieri fatti all'andata.

Note
Una volta tornati alla Bocchetta di Santo Stefano, anzi prima di giungere a questa, è possibile salire anche la ripida costa che conduce al Pizzo di Santo Stefano stesso. Il ticket per percorrere la strada che conduce al rifugio Le Piane è a pagamento (5 euro) e deve essere acquistato prima di iniziare la salita su asfalto verso Pianteda, presso i bar del paese; oltre il paese non esiste possibilità di comprare il permesso.
Commenti vari
Il pagamento della strada per il rifugio Le Piane non è ben specificato a fondovalle e qualcuno (vero Guly e Omar...) potrebbe pensare di acquistare il biglietto più avanti lungo la strada, ma oltre non troverete più nulla e sarete costretti a ripercorrere la strada fino al paese.
   

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Vista dal fondovalle verso la testata

Guly in salita verso la Bocchetta di Santo Stefano

   

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Sguardo sui contrafforti del Rodes

Verso  la Bocchetta di Reguzzo

   

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Tra pietrie e nevai

Finalmente la vetta si fa vedere

   

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L'ultimo tratto sotto la cima

Sguardo in basso ormai dalla vetta

   

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Guly contempla il paesaggio poco prima della cima
Vista sulle Orobie verso Sud
 

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Il gruppo dello Scais
Foto ricordo dalla cima