| Descrizione generale
Il Pizzo di Rodes, nonostante una quota non elevatissima, benchè di
tutto rispetto, regala uno dei più grandiosi panorami sulla catena
orobica, specialmente su quella parte che riunisce le sue vette
principali tra cui i pizzi Coca, Redorta, Porola, Druet e compagnia
varia. La sua posizione, leggermente defilata dalla catena principale
delle orobie stesse, consente un punto di vista privilegiato e
oltretutto facilmente raggiungibile da qualunque escursionista allenato
e mediamente preparato, non presentando difficoltà tecnica alcuna e con
un percorso interamente segnato, anche se comunque da non
sottovalutare, vista la quota e l'ambiente isolato e severo che si
incontrano. Sarà interessante ed istruttivo osservare i cambiamenti
dell'ambiente man mano guadagnamo quota: dai boschi alle distese di
rododendro, dalle alte zone prative alle faticose pietraie arricchite da nevai, residui di antichi ghiacciai estinti.
Descrizione percorso
In
auto raggiungiamo Morbegno in Valtellina e poi imbocchiamo la strada
che sale a Piateda, avendo cura di acquistare il ticket per poter
parcheggiare al termine della strada stessa in località Le Piane,
presso il rifugio omonimo. La strada, inizialmente asfaltata diviene
sterrata, ma ben tenuta e praticabile da tutte le auto, solo negli
ultimi tratti. Lasciata l'auto nell'ampio spiazzo davanti al rifugio,
prendiamo l'evidente sterrata che sale, seguendo le indicazioni per il
sentiero n. 260, su una palina. Saliamo tra prati e rari abeti fino ad
entrare in un bel bosco di conifere. Scendiamo poi dolcemente fino ad
uscire dal bosco per troverci in una grande radura. Percorriamo una
passerella di legno che ci consente di attraversare una zona torbosa
nei pressi dell'Alpeggio di Armisola. Al termine della discesa, dopo un
pontcello di legno, attraversiamo il greto sassoso di un torrente
(Serio). Qui vediamo una palina che indica anche il Pizzo di Rodes a 4
ore di cammino. Seguiamo il greto fino a che raggiungiamo alcune piante
e superiamo un grosso masso alla nostra sinistra. Iniziamo ora a
guadagnare quota seguendo i bolli del sentiero n. 260. Superiamo una
baita in sassi (Piateda di Sotto) e continuiamo in leggera discesa in
un prato, per poi piegare verso sinistra restando alti sopra il pianoro
sottostante. Ora inizia una ripida e faticosa salita su traccia erbosa
tra rododendri e piccoli larici. Arriviamo così a Piateda di Sopra dove
una palina ci indica la località e la direzione da seguire per la
Bocchetta di Santo Stefano. Eccoci ora, dopo pochi minuti in una
bellissima vallata dominata dalla acuminata Punta di Santo Stefano al
centro e dai contrafforti del Pizzo di Rodes sulla destra. Percorriamo
questa vallata erbosa, attraversiamo il torrente, passiamo accanto ad
alcune cascatelle alla nostra destra e proseguiamo fino alla Bocchetta
di Santo Stefano. Qui l'ennesima palina ci invita a proseguire verso
destra per il Pizzo di Rodes, dato ad 1 h. e 30' di cammino. Dobbiamo
adesso addentrarci nel vallone posto tra la piramidale punta di Santo
Stefano a sinistra e il Pizzo di Rodes a destra. Il nostro successivo
obiettivo è la Bocchetta di Reguzzo che raggiungiamo in circa 30 minuti
di faticosa salita, prima per prati, poi tra lisci sassi affioranti e
poi su pietraia. Questo è un tratto molto bello, aspro e severo, ma
privo di difficoltà. Pochi metri prima di giungere alla bocchetta,
pieghiamo a destra, evitando in tal modo la difficile prima parte della
cresta che collega la Bocchetta di Reguzzo con il Pizzo di Rodes.
Camminiamo sotto cresta su scomoda pietraia a lame procedendo in
falsopiano e più avanti in salita. Ora la cima del Rodes ci appare,
finalmente, dopo esserci sempre stata celata. Saliamo verso di essa
seguendo alcuni ometti e bolli rossi e bianchi su terreno sassoso.
Facciamo attenzione a non uscire dal percorso segnato, per evitare di
trovarci su terreno instabile o per evitare tratti più impegnativi. La
salita si sviluppa tra pietre, placchette inclinate e qualche cengia
detritica, il tutto da seguire con attenzione, ma senza reali
difficoltà. In ultimo eccoci all'ultimo breve tratto ripido che conduce
tranquillamente al grande mucchio di sassi sulla cima del Pizzo di
Rodes con il suo magnifico panorama.
Discesa
Ripercorriamo a ritroso i sentieri fatti all'andata.
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