| Descrizione generale
Con i suoi 3163 metri di quota, il pizzo Stella rappresenta uno dei punti panormici migliori di tutta la Valle Spluga, nonché una delle più belle e ambite cime della zona. Raggiungerne la vetta, oltre che grande soddisfazione, regala una vista eccezionale in ogni direzione dalle prealpi attorno al Lago di Como, ai maestosi gruppi montuosi della zona del Badile e del Bernina, fino all'Oberland bernese. Non da meno è lo spettacolo offerto dai pascoli e dai laghetti posti più in basso. Questa escursione, visto il dislivello e la quota, richiede un discreto allenamento ed una minima esperienza su terreni sassosi ed instabili, anche se privi di difficoltà reali. Resta possibile, anche se non indispensabile, spezzare in due la camminata, pernottando al bel rifugio Chiavenna, posto in un delizioso pianoro con tanto di alpeggio e laghetto.
Descrizione percorso
In auto risaliamo a bella Valchiavenna e proseguiamo verso la Valspluga. Giunti a Campodolcino, deviamo a destra per Fraciscio. Oltrepassiamo il paese e continuiamo fino alla località Le Soste a 1442 metri di quota. Qui lasciamo l'auto in uno spiazzo sterrato, nei pressi di una santella. Una palina ci indica la direzione per il rifugio Chiavenna. Subito entriamo in un bosco umido e fresco per poi proseguire su sterrata sassosa. Alterniamo tratti riposanti ad altri più ripidi, sempre tra bosco e radure. Arrivati ad una bella cengia camminiamo sulla sinistra del torrente che scorre al di sotto a salti e cascatelle. Sulla parete rocciosa alla nostra sinistra, una scritta indica che mancano 10 minuti al rifugio. Entriamo ora in un ampio pianoro erboso, con grossi massi sparsi. In breve eccoci al cospetto di un bel gruppo di baite di pietra (Alpe Angeloga, 2040 Mt.) ed al nostro rifugio. Un pittoresco laghetto (Lago dell'Angeloga) sulla destra completa l'idilliaco posto in cui ci troviamo, dominato dalla possente mole del Pizzo Stella (versante Nord-Ovest), dritto davanti a noi. Dopo una dovuta pausa, scendiamo sulle rive del lago e lo costeggiamo sul suo lato sinistro, lasciando le ultime baite di pietra alla nostra sinistra. Una evidente traccia pianeggiante nell'erba ci conduce fino al punto in cui il sentiero torna a salire e si alza sopra il laghetto, lungo un costoncino con arbusti di rododendro e qualche sparuta conifera. Saliamo seguendo i bolli bianchi e rossi, non sempre ben visibili. Poco sopra, entriamo in un ampio vallone, facendo attenzione a non smarrire la giusta via. Su un grosso masso vediamo indicato il bivio verso destra per il Pizzo Stella, mentre a sinistra si proseguirebbe per la Val di Lei, prestare bene attenzione in questo punto a non perdere la traccia, perché i primi metri di sentiero dal bivio non sono evidentissimi. L'ambiente si apre ed i bolli si riducono, ma con un minimo di attenzione, riusciamo a seguire la giusta direzione verso la spalla Sud-Ovest del Pizzo Stella davanti a noi. Proseguiamo su terreno erboso, cosparso di massi e sassi, tra dossi e conche, sempre su modeste ed alterne pendenze. Man mano che saliamo, le pietre prendono sempre più il posto dell'erba, fino a trovarci a camminare su ampie pietraie rossicce. Dalla sommità di uno di questi dossi sassosi, dal forte color ruggine, proseguiamo in leggera discesa, sempre restando verso destra, evitando quindi di muoverci sul nevaio alla nostra sinistra, anche se parrebbe più comodo risalire quest'ultimo. Saliamo con maggior fatica, sia per la pendenza aumentata che per il terreno instabile. Arrivati ai piedi della costa Sud-Ovest del Pizzo Stella, proseguiamo ora su una erta e faticosa pietraia, seguendo una lunga serie di stretti tornantini, evitando di smuovere troppo i sassi che calpestiamo. Dopo aver traversato in diagonale verso destra un breve nevaio (attenzione poichè la pendenza è discreta e alla nostra sinistra lo scivolo è poco rassicurante), arriviamo sulla spalla della cresta del Calcagnolo. Ora deviamo verso sinistra e percorriamo la facile e pietrosa cresta, fatta di blocchi e pietre, massi e rocce rotte. Difficoltà tecniche non ne esistono, occorre solo trovare la via più logica e con meno sassi mobili possibile. Alcuni ometti ben mimetizzati ci aiutano a trovare il percorso più comodo, anche se spesso troviamo qualche incertezza e confusione nella posizione di tali segnali. Arriviamo poi ad una piccola croce di ferro (Croce Garlaschelli) che segnala la nostra ormai prossima meta: la vetta vera e propria, alla quale mancano ormai pochi minuti. Continuiamo sempre su terreno simile, tra sassi e pietre e finalmente ecco la massiccia croce di ferro sulla cima del Pizzo Stella, posta al termine di un ultimo tratto semi pianeggiante caratterizzato da rocce rossastre.
Discesa
Ripercorriamo fedelmente i nostri passi fino all'auto.
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