Pizzo del Vento e Monte Azzaredo

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Loc. Riva - Mezzoldo (BG)
Quota partenza 1340 Mt. Quota di arrivo 2235 Mt. - Pizzo del Vento
2112 Mt. - Monte Azzaredo
Dislivello totale 1000 Mt. compresi i saliscendi
Sentieri utilizzati n. 111, 124, 101
Ore di salita 2 h. 15' per il Pizzo del Vento
1 h. per il Monte Azzaredo
Ore di discesa 2 h.
Data di uscita 23/09/2024 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E, tratti di EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Dopo numerosi giorni di abbondanti piogge, i torrenti e i corsi d'acqua della zona sono risultati molto ingrossati, creando non poche difficoltà nell'attraversarli. Fitte nebbie hanno, a tratti, limitato la visuale. A metà camminata alcune aperture hanno reso più piacevole l'escursione; ma ben presto il tempo si è guastato nuovamente minacciando un improvviso temporale. Sentieri perfettamente segnalati lungo quasi tutto il percorso, tranne in alcuni punti (tratti finali delle salite alle due cime), ma comunque ben intuibili.

Eventuali pericoli
Nessun pericolo oggettivo. Un minimo di attenzione lungo la breve e irta crestina del Pizzo del Vento. Il vero pericolo di questa camminata è stato l'ingrossamento dei torrenti che dovevano essere attraversati a seguito dei temporali verificatisi nella notte precedente.
Presenza di acqua
Potrete trovare acqua presso il rifugio Balicco e poco più avanti, troverete una fontana accanto al Bivacco Zamboni. Durante la discesa, arrivati al laghetto di Cavizzola, ecco che vediamo una fontana; più avanti, poco prima della Casera Siltri, si trova anche un abbeveratoio.
Punti di appoggio
Durante la salita transitiamo presso alcune baite e casere. Giunti al bivacco Zamboni possiamo trovare riparo, essendo esso sempre aperto anche se decisamente spartano (in realtà in questa occasione un cartello presso il bivacco avvisava gli escursionisti che il riparo era chiuso...). Il bivacco offre 3 o 4 posti letto; mancano i materassi e le coperte; all'interno ci sono un tavolo, alcune panche ed un armadio con poche scorte; la struttura è di proprietà del CAI sezione Alta Val Brembana; numero di telefono 0345-82244. Poco prima del bivacco si trova il bel rifugio Balicco con possibilità di ristoro e pernotto.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Il Pizzo del Vento è una modesta montagna posta appena a Nord della linea di confine tra le province di Bergamo e Sondrio, poco a Est del valico di Passo San Marco. La sua caratteristica principale è quella di possedere una breve e sottile cresta meridionale, parzialmente rocciosa, che viene facilmente percorsa partendo dalle vicinanze della Bocchetta di Budria. Quest'ultima mette in collegamento le province suddette e si trova a settentrione del rifugio Balicco, posto in alta Val Brembana. Molto bello il panorama che è possibile ammirare dalla sua cima, specialmente sulla lunga dorsale che dal Passo San Marco si sviluppa ad Est fino al Monte Tartano, passando dal Pizzo della Segade e dal Monte Fioraro. Saliremo anche il facile Monte Azzaredo, nelle immediate vicinanze della Bocchetta di Piedivalle, per poi scendere a valle lungo un tratto della Via delle Casere, piacevolissimo itinerario che attraversa queste zone, passando per una serie di baite presso le quali vengono prodotti i latticini ottenuti dagli ampi pascoli sopra Mezzoldo. Escursione nel complesso semplice e di limitato sviluppo, che necessita solo di un minimo di attenzione nelle brevissima crestina finale per il Pizzo del Vento.
Descrizione percorso
Risaliamo la Valle Brembana fino a Mezzoldo. Ai piedi della salita che porta al Passo di San Marco, in località Riva, si trova il rifugio Madonna delle Nevi. Qui lasciamo l'auto e ci incamminiamo lungo il sentiero n. 111 che in questo tratto coincide anche con il 124. Una palina ci indica la direzione corretta per il Bivacco Zamboni ed il rifugio Balicco dai quali dobbiamo passare. Saliamo camminando a fianco del fiume Brembo che qui è stato imbrigliato in un ampio alveo di massi e cemento. Il sentiero poco dopo si inoltra in un boschetto misto che attraversa alcune radure. Ad una palina deviamo verso sinistra seguendo il sentiero n. 124. Questo si inerpica ripido in un fitto bosco di abeti rossi e bianchi. In breve passiamo da una bella e spartana baita in legno e pietra aperta a tutti. Ci troviamo nella foresta del Casù, in parte danneggiata da attacchi di bostrico, con ampie zone di alberi morti o abbattuti. Usciti dal bosco ci troviamo davanti alla stazione a monte di una teleferica per il trasporto di legname, dalla quale ci godiamo un'ampia vista sulla valle sottostante ed i monti attorno a noi. Proseguiamo ora per prati e pascoli puntinati da abeti. Una palina ci indica la direzione corretta. Passiamo nei pressi di una casera poco discosta dal sentiero verso sinistra. Saliamo per tornantini erbosi fino alla Baita Arletto dalla quale ci godiamo ancora una volta il panorama. Poco dopo il sentiero riprende a salire, ma per poche decine di metri. Ora affrontiamo un comodo sentiero in falsopiano a mezzacosta. Dopo un'altra breve salita eccoci al cospetto del rifugio Balicco preceduto da tre grandi ometti di pietra e da una installazione artistica raffigurante una sagoma umana seduta. Il rifugio si trova in una idilliaca conca tra ruscelli e ripiani erbosi. Lo superiamo lasciandolo alla nostra sinistra per proseguire verso il vicinissimo e spartano bivacco Zamboni (1995 metri di quota su alcune mappe; 2007 metri sulla palina fuori dal bivacco stesso). Dal bivacco ora, imbocchiamo il sentiero n. 101 verso sinistra (viso al bivacco) e saliamo per prati fino ad un lungo muretto a secco. Costeggiamo il muretto a secco verso sinistra. Superiamo un grande ometto di pietra. Poco dopo sul terreno si trova una pietra con l'indicazione per la soprastante Cocchetta di Budria, ben visibile da qui. Saliamo il ripido valloncello erboso sotto la bocchetta seguendo una ripida e labile traccia. Giunti allo stretto intaglio, dove un ometto di sassi ci accoglie, ben visibile davanti a noi ecco l'appuntita vetta del Pizzo del Vento, con la sua sottile crestina Sud. Scendiamo quindi lungo un sentierino pietroso che si sposta vesro Ovest, attraversando una pietraia, per poi scendere diretto alla base della suddetta cresta. Qui vediamo un bel ometto di sassi che ci indica l'inizio della breve salita finale. Il percorso non è segnalato, ma è sufficiente restare sul filo della cresta per non sbaglare. Non esistono difficoltà di sorta, solo qualche semplice roccetta da rimontare e qualche gradino roccioso frammisto a tratti erbosi. Occorre però prestare un minimo di attenzione alla lieve esposizione. L'ultimo tratto di salita si svolge per comoda crestina erbosa fino allo striminzito ometto di vetta dove qualcuno ha lasciato un tenero pupazzetto di peluche. Ridiscendiamo alla base della cima per poi risalire alla bocchetta di Budria. Da qui torniamo, per lo stesso itinerario, al Bivacco Zamboni, dove ci godiamo una meritata pausa. Rprendiamo il cammino seguendo il sentiero n. 101. Ci dirigiamo verso un'ampia conca pietrosa chiusa dalle pendici del Monte Azzaredo Meridionale all'estrema destra e dal Monte Tartano all'estrema sinistra. Alla sinistra del Monte Azzaredo Meridionale è ben evidente la Bocchetta di Piedivalle, nostra prossima meta. Da qui, verso sinistra parte una lunga, articolata e divertente crestina rocciosa che passa dal Monte Azzaredo Settentrionale e poi dal Monte Tartano, da questo, poi, degrada più agevole fino alla Bocchetta di Budria. Giunti nella conca petrosa, chiamata apparato morenico di Azzaredo-Casù; si tratta dei resti di un antica pietraia nei cui interstizi tra le rocce si trovava del ghiaccio perenne (Rock Glacier); tali rocce assumono una disposizione a semicerchio a causa dello scivolamento favorito dal ghiaccio, creando delle formazioni particolari, ben visibili dall'alto. Attraversata la pietraia, iniziamo la breve ma ripida salita alla Bocchetta di Piedivalle, lungo alcuni tornantini erbosi, frammisti a pietre. Presso la bocchetta, quotata 2112 Mt., troviamo una palina. Ora andiamo a destra e per facili passaggi tra balze erbose e qualche elementare roccetta, in pochi minuti eccoci sulla cima del Monte Azzaredo, dove un ometto di sassi e la fotografia a ricordo di un escursionista ci attendono. Bello il panorama sulla zona appena percorsa e su quella che ora andremo a percorrere, scendendo lungo il versante opposto della Bocchetta di Piedivalle.
Discesa
Torniamo allora alla boccehtta e scendiamo verso destra per comodo sentierino fino ad arrivare ad un ampio pianoro prativo che dobbiamo attraversare facendo attenzione alle zone umide in cui si sprofonda facilmente. Camminiamo quindi sulla morbida ed umida erba fino al torrente sul lato opposto del pianoro. Attraversiamo il corso d'acqua e risaliamo brevemente fino ad una vicina baita rimodernata, posta sulla destra del sentiero (Baita Pian Val). Ritorniamo poi sul sentiero e proseguiamo seguendo le indicazioni di una palina per il Laghetto di Cavizzola ad una ventina di minuti di cammino. Il sentiero prosegue agevole etranquillo in mezzacosta lungo i pendii prativi alla nostra sinistra. Arrivati al piccolo laghetto tra le rocce, una palina ci segnala di proseguire lungo il sentiero n. 111 per la Casera Siltri a 30' di marcia. Superiamo una fontana sulla sinistra. Proseguiamo in discesa per prati fino ad una breve risalita del sentiero che qui è costeggiato da una  palizzata di fil di ferro. Scendiamo poi ad una baita (Baita Casera) posta a 1800 metri di quota. Una palina ci invita a proseguire. Arrivando così alla Casera Siltri, preceduta da un abbeveratoio e da un bel pascolo semipianeggiante. Dalla casera andiamo a destra, come da palina in luogo, seguendo il sentiero n. 111 per il rifugio Madonna delle Nevi dato ad 1 ora di discesa. Puntiamo ad un sottostante bosco di larici, nel quale in breve entriamo. Scendiamo facendo attenzione a non smarrire i bolli. Il bosco ora diviene misto di abeti e larici. Il sentiero poi attraversa alcune radure cespugliose. Eccoci ora davanti al primo guado da superare. Poco dopo usciamo dal bosco e ci troviamo sopra ad un grande prato, costeggiato dal bosco sulla sinistra. Scendiamo fino ad un secondo ben più ampio guado. Poi risaliamo fino ad una baita sulla destra del sentiero. Qui ora procediamo in discesa tra boasco e radure accompagnati alla nostra sinistra dal fragoroso fiume Brembo (ramo di Mezzoldo). Superiamo il bivio che abbiamo imboccato durante l'andata per il sentiero n. 124 e restiamo sul nostro n. 111 fino all'ormai prossimo rifugio Madonna delle Nevi e da qui in breve all'auto.

Note
Su alcune cartine e mappe, il nome Monte Azzaredo viene riportato per due cime diverse. In alcune relazioni in rete, le troviamo indicate come Meridionale quella più bassa, immediatamente ad Ovest della Bocchetta di Piedivalle (ossia quella salita in questa camminata) e Settentrionale quella più alta e a Nord-Est della medesima bocchetta. In altre il vero Monte Azzaredo è quello più basso, mentre l'altro è chiamato Falso Azaredo. Nella maggior parte delle mappe solo la cima più bassa è nominata come Monte Azzaredo, lasciando la sola quota priva di nome per quella settentrionale. In ogni caso, tra le due cime vi è una piacevole e divertente cresta rocciosa che presenta un paio di impegnativi passaggi e che prosegue poi più agevole verso il vicino Monte Tartano.
Commenti vari
Peccato che, ancora una volta, la nebbia abbia limitato panorama e vista. Attraversare i torrenti della zona è risultato particolarmente difficile ed anche pericoloso, a seguito delle forti piogge dei giorni precedenti.
   

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Salendo poco prima di Baita Arletto

Ormai in vista del rifugio Balicco

   

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L'installazione artistica presso il Balicco

La crestina del Pizzo del Vento

   

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I facili tratti rocciosi del Pizzo del Vento

La zona del rifugio Balicco vista dalla bocchetta di Budria

   

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Dal bivacco Zamboni verso il Monte Azzaredo

Omar accanto all'ometto di vetta dell'Azzaredo

   

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Dalla Bocchetta di Piedivalle sguardo verso la discesa L'attraversamento del neonato fiume Brembo ingrossato