Pizzo Castello

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località  di partenza Valbondione (BG)
Quota partenza 875 Mt. Quota di arrivo 2089 Mt.
Dislivello totale 1600 Mt. compresi i saliscendi
Sentieri utilizzati n. 331, 334, 330, 325. 301
Ore di salita 2 h. 45'
Ore di discesa 5 h. 30'
Data di uscita 07/06/2025 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Baloss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Sfortuna ha voluto che in questa giornata la facessero da padrone la pioggierella, il vento, le nebbie veloci, le nuvole basse ed il freddo, creando così le condizioni meno indicate per una piacevole escursione in montagna. Tutto sommato il percorso è ben indicato fino al pozzo dell'Enel e poco sopra. Bolli e segnali spariscono lungo la salita al Pizzo Castello, salvo alcuni provvidenziali ometti di sassi ben mimetizzati. Una volta ridiscesi dal Pizzo Castello e tornati al pozzo piezometrico, imbocchiamo l'evidente, ben segnato, ma non banale sentiero n° 330 per il rifugio Merelli al Coca e da lì, sempre con bolli si sale comodamente al Lago di Coca (sentiero n. 325). Discesa dal rifugio Merelli a Valbondione lungo il frequentato sentiero n. 301.

Eventuali pericoli
Un pochino di attenzione al tratto finale per il Pizzo Castello, vista la leggera esposizione di alcuni facili passaggi su sassi e roccette. Non sottovalutiamo il sentiero per il rifugio Merelli che sebbene segnalato e privo di difficoltà e di pericoli oggettivi, si snoda su terreni molto ripidi e pendii erbosi che non perdonano, specie in caso di maltempo e condizioni bagnate.
Presenza di acqua
Potrete trovare acqua nei pressi del pozzo dell'Enel. Ovviamente nel caso il rifugio Merelli fosse aperto troverete da bere anche lì.
Punti di appoggio
Il primo ricovero di fortuna lo troviamo nei pressi della Baita Rigù: si tratta di una tettoia ai margini del bosco (meno di 1 ora dall'auto),  Più su potremo ripararci in una piccola grotta poco prima del pozzo dell'Enel (1 ora e 40 minuti dalla partenza). Nessun riparo salendo al Monte Castello e nemmeno lungo il tratto che conduce al rifugio Merelli. Presso il rifugio troverete riparo e ristoro. Nient'altro sia salendo al Lago di Coca che scendendo verso Valbondione.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Oggi andiamo ad esplorare la bellissima Val della Foga e la cima che rappresenta l'ultimo sperone roccioso a valle che chiude la lunga costiera che scende dal Pizzo Redorta e la divide dal vallone che ospita il rifugio Coca. Ci troviamo in Val Seriana, nella zona ad occidente del Pizzo di Coca. Partendo da poco prima di Valbondione andremo a risalire la selvaggia Val della Foga, arriveremo al tetro pozzo piezometrico dell'Enel che si trova proprio ai piedi del Pizzo Castello, nostra principale meta, per poi spostarci verso Est ed arrivare al rifugio Merelli al Coca lungo un affascinante sentierino in mezzocosta che taglia ripidi e verdeggianti fianchi erbosi; in ultimo raggiungeremo anche il bel Lago di Coca, incastonato in una conca pietrosa e severa contornata dai Giganti delle Orobie bergamasche. Si tratta di una escursione adatta a persone con medio allenamento e discrete capacità nel muoversi su terreni pietrosi e con brevi tratti esposti (per la sola salita al Pizzo Castello), ma priva di reali difficoltà tecniche. Considerate che la brevità della salita al Pizzo Castello (2h30'/2h45') è compensata dalla lunga seconda parte che conduce al Lago di Coca e poi in discesa a Valbondione.
Descrizione percorso
Poco prima di Valbondione in alta Valle Seriana, qualche centinaio di metri dopo la piazzola d'atterraggio dell'elisoccorso (alla nostra destra), sulla sinistra troverete un ampio spiazzo sterrato con alcuni capannoni (dovrebbe essere un deposito di autobus); qui si trova una palina seminascosta indicante il sentiero n. 331 per il Lago d'Avert. Lasciamo l'auto nello spiazzo ed iniziamo a camminare lungo il sentiero che si immette subito in un boschetto misto. Saliamo quindi con calma nel bosco con un comodo sentierino che subito supera un piccolo vigneto (alquanto inconsueto da queste parti...). Raggiungiamo una serie di tornantini posti sotto ad una fascia rocciosa. Circa 15 minuti dalla partenza sbuchiamo ad un incrocio con sentiero che proviene dall'azienda agricola "Salvasecca". Andiamo a destra e poco dopo eccoci ad un ampio sentiero sterrato che seguiamo verso destra (5 minuti dopo il primo bivio). Proseguiamo lungo la sterrata che sale regolare e con poco pendenza regalandoci ampie viste tra le piante verso la zona di Lizzola ed i monti soprastanti (Vigna Soliva, Ponmolo, Cimone, Pizzul, ecc.). Ignoriamo un bollo rosso e bianco che ci invita a tagliare i tornanti della sterrata e continuiamo lungo di essa, arrivando in breve nei pressi di una ampia parete rocciosa dalla quale si getta una delicata ed alta cascata: si tratta della cascata Della Foga che merita senz'altro una breve vista al ritorno. Andiamo avanti lungo la sterrata con panorami sempre più aperti ed ampi sulle piste di Lizzola. Superiamo una zona con un parapetto sulla nostra sinistra ed eccoci ad una freccia in legno indicante la Baita Rigù, poco prima di arrivare ad incrociare il corso di uno spumeggiante torrente che genera la cascata Della Foga appena intravista più in basso. Abbiamo due possibilità: proseguire lungo la sterrata, attraversare il corso d'acqua e proseguire fino al successivo bivio ben indicato per il Pozzo piezometrico dell'Enel, il lago d'Avert e il Simal, distante altri 15 minuti di marcia, oppure deviare subito a destra seguendo le indicazioni per la Baita Rigù. Optiamo per la prima alternativa. Per arrivare al bivio della Baita Rigù abbiamo impiegato circa 45 minuti. Proseguiamo sullaa sterrata fino ad un punto in cui pare scollinare. Qui vediamo una freccia su un albero a destra che ci invita ad andare verso il Pozzo Enel a destra (sentiero n. 331). Poco dopo superiamo un breve e semplice tratto attrezzato da una fune d'acciaio. Arriviamo ad una piccola baita con un'antenna molto alta ed alcuni ripetitori. Poco discosto dalle baite vediamo dei bolli su un masso piatto. Seguiamo le indicazioni per l'incrocio del sentiero 330. Affrontiamo una semi pianeggiante cengia verso destra. Ora ci appare il pozzo ben mimetizzato tra le rocce scure e alla sua destra in alto ecco la curiosa forma del Monte Castello. Poco dopo il sentiero torna a salire verso il pozzo. Lo raggiungiamo su ripida salita, passando poco prima nei pressi di una grotticella artificiale alla nostra sinistra (1h45' dall'auto). Saliamo alcune rampe di gradini ed eccoci al cospetto del pozzo. Qui troviamo alcune scritte che indicano tre sentieri: a destra per il rifugio Merelli al Coca (si tratta del sentiero "basso" n. 330 che unisce i due rifugi Coca e Brunone lungo il Giro delle Orobie, in alternativa al sentiero "alto" che incontreremo più avanti verso il Simal), in basso il n. 331 appena incontrato per Valbondione; dritti il n. 334 verso l'alto per il Lago d'Avert. Saliamo quindi verso l'alto tra balze erbose e tornantini su terreno spesso umido e scivoloso con massi sparpagliati. Facciamo molta attenzione a cercare un bollo giallo sbiadito su di un masso. Quando lo troviamo dobbiamo deviare a destra e pochi metri dopo superiamo un torrentello che scende spumeggiante dall'alto. Attraversiamo il corso d'acqua su massi scuri. Proseguiamo tra prati punteggiati di sassi. Passiamo accanto ad una alta parete rocciosa striata con un bollo cancellato. Entriamo ora in una piccola pietraia fatta da sassi a scaglie. Ecco poi di nuovo una zona erbosa. Il tracciato, con fondo terroso, sale moderatamente fino ad una selletta dove vediamo un bollo molto sbiadito. Ora davanti a noi abbiamo la sassosa, facile e divertente cresta che sale verso il Monte Castello. Alcuni provvidenziali ometti ci aiutano nel trovare l'itinerario migliore. Senza difficoltà alcuna arriviamo ai piedi di un salto roccioso fatto da gradini svasati e larghe fessure, piuttosto impegnativo ed esposto (da farsi solo con roccia asciutta) che possiamo affrontare direttamente (II/III grado). Sulla destra del salto è ben visibile una profonda fenditura rocciosa che rappresenta la via di salita più facile e sicura. Entriamo in questa spaccatura, perfettamente liscia e squadrata, abbassandoci quasi a gattoni e ne usciamo dal lato opposto con una certa fatica ma senza nessuna difficoltà. Ora non facciamoci ingolosire dal salire verso sinistra per tornare in cresta: questa infatti poco dopo presenta un salto verticale da dover scendere. Meglio proseguire dritti lungo una cengettina erbosa che fiancheggia una paretina rocciosa alla nostra sinistra. Al suo termine pieghiamo a sinistra e senza difficoltà eccoci al cospetto della piccola croce in ferro color rosso della cima.

Discesa
Ripercorriamo i nostri passi fino alla sella posta all'inizio della parte finale della salita e da qui torniamo per il medesimo itinerario fino al pozzo piezometrico. Dal pozzo andiamo a sinistra seguendo le indicazioni per il sentiero n. 330 che conduce al rifugio Merelli al Coca. Poco dopo lasciamo alla nostra sinistra una alta e scura parete rocciosa con un  muretto in cemento. Seguiamo il tracciato in mezzacosta tra erba e terra puntando ad un evidente costone che scende direttamente dal Monte Castello alla nostra sinistra, notando al suo termine un piccolo torrioncino roccioso. Giriamo il costone e scendiamo sul suo versante opposto seguendo una labile traccia con numerosi ripidi tornantini erbosi misti a tratti si sassi e pietre. Un bollo ci conferma che siamo sul sentiero corretto. Qui incontriamo anche alcuni tratti attrezzati con una catena, utile in caso di neve. Superiamo una piccola galleria in una nicchia nella roccia chiusa da una grata (possibile riparo in caso di maltempo). Attraversiamo un torrente e proseguiamo sul versante successivo di una velletta. Superiamo il rudere di un edificio di pietre. Proseguiamo su bella ed esile traccia in mezzacosta che taglia i ripidi pendii erbosi davanti a noi, dominati più in alto da scure fasce rocciose incombenti. Pare di essere in territori islandesi o irlandesi. L atraccia prosegue ardita e sottile ma mai difficile anche se alla nostra destra lo scivolo erboso appare decisamente poco invitante. Aggirato l'ennesimo costone ci troviamo ora in uno sparuto boschetto di latifoglie miste che affrontiamo in discesa. Torniamo in breve a risalire per erti prati in maniera più decisa. Attraversiamo un corso d'acqua ed eccosi ad una piccola croce in ferro, ormai prossimi al rifugio Merelli. Eccolo infatti poco dopo visto dall'alto. Ci arriviamo in pochi minuti scendendo un comodo sentiero. Dopo un meritato riposo torniamo indietro verso la croce in ferro, ma ben prima di arrivarci imbocchiamo il chiaro sentiero n. 325 per il Passo di Coca, indicato da una palina. Subito superiamo una struttura di pierte a secco con segnali sui muri. Saliamo nell'evidente vallone davanti a noi, aspro e severo. Oltrepassiamo una baita isolata su un poggio per poi scendere in direzione del vicino torrente che nasce dal soprastante Lago di Coca. Scesi nella bella piana del torrente, dobbiamo attraversare il corso d'acqua cercando il punto più comodo. Continuiamo in falsopiano verso monte fino a raggiungere un gradone nella vallata. Rimontiamo tale gradone su terreno sassoso e pietroso. Al suo termine proseguiamo per poche decine di metri ed eccoci al cospetto del Lago di Coca, attorniato da alte e scure cime rocciose, incombenti sulle sue acque. Siamo in un luogo decisamente severo, ma al tempo stesso rilassante e ce lo godamo meritatamente. Torniamo a malincuore al rifugio Merelli e da qui imbocchiamo il frequentato e ripido sentiero n. 301 che scende a Valbondione. Il tracciato si abbassa velocemente lungo un paio di gradoni, supera un ponticello in un tratto in piano e torna a scendere velocemente. Superiamo una palina con indicazioni di 1 ora e mezza di cammino per Valbondione. Costeggiamo uno spumeggiante torrente che si getta poi da un salto. Affrontiamo alcuni tronanti che ci portano ai piedi di una piccola diga dove troviamo un riparo sotto ad un roccione. Poco più in basso iniza un tratto con catene e parapetti che agevolano passaggi su placche rocciose e gradoni ripidi. Ecco ora una lunga serie di tornantini stretti e ripidi che ci conducono nel sottostante bosco misto. Scendiamo su pendenze più dolci e all'ombra dell'umido bosco fino ad uscirne nei pressi di una palina. Proseguiamo in discesa tra radure e alberi su terreno sassoso fino al fiume Serio che attraversiamo su un ponte di cemento e ferro. Da qui risaliamo una breve rampa ed eccoci sull'asfalto (bella bacheca con cartina) della località Sambughera. Da qui scendiamo verso destra per portarci a Valbondione che raggiungiamo in una quinicina di minuti. Oltrepassiamo il centro fino ad incrociare la strada che scende verso Pontenossa; la percorriamo per poche centinaia di metri ed eccoci allo spiazzo dove abbiamo lasciato l'auto alla nostra destra.

Note
In alcune cartine e mappe, nonchè relazioni in rete, il Pizzo Castello è indicato come Monte Castello. In una precedente escursione è stata salita la Cima di Avert (vedi relazione del 23-07-2018) che come detto costituisce la parte terminale di quella lunga cresta che unisce le due montagne: Avert e Castello; potete raggiungere entrambe in una unica escursione, addirittura, per chi ha le capacità, percorrere la stessa cresta rocciosa che le unisce, con difficoltà attorno al II-III grado su roccia malsana; in questo caso conviene ovviamente evitare il Lago di Coca.
Commenti vari
Fino a poco  tempo fa, il Pizzo Castello era una vetta praticamente sconosciuta alla maggior parte degli escursionisti. Di recente pare che questa cimetta rocciosa e di forme inconsuete, stia godendo di una certa fama, sicuramente meritata, visto che io stesso ho incontrato 4-5 persone che ne risalivano i fianchi, sebbene la giornata fosse decisamente poco invitante.
   

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La bella e delicata cascata della Val della Foga

In vista del Pizzo Castello

   

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La sella da raggiungere e da cui inizia
la crestina del Pizzo Castello

Omar davanti al salto roccioso più impegnativo, ma evitabile

   

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Il salto evitabile con la spaccatura
in cui entrare in basso a destra

Lungo la crestina a facili balze e gradini rocciosi

   

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Omar in vetta al Pizzo Castello

Lungo il sentiero che porta al rifugio Merelli

   

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Alte fasce rocciose incombono sul sentiero verso il Merelli
Il rifugio Merelli al Coca
   
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Salendo al Lago di Coca Un infreddolito Omar davanti al Lago di Coca