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SPECIALE PATAGONIA 2005
"Gli anni passati in Patagonia passano tanto presto,
che ci si ritrova ad averne molti dietro le spalle senza che ci si sia accorti del loro trascorrere.
Forse perché qui l'uomo ritrova la sua vera vita,
che è bastare a se stesso,
che è la solidarietà col prossimo nella lotta contro la Natura avversa e scatenata,
e non lotta col prossimo e distruzione di ogni bene e ideale umano;
che è soprattutto verità e amore e non ipocrisia e odio."
Martin Bierg
LA PATAGONIA
Un trekking oltreoceano è sicuramente il sogno di tanti piccoli alpinisti. La Patagonia ci affascinava e ci affascina tuttora. Tantissimi parchi nazionali da visitare, il Cerro Torre, il Fitz Roy, le Torri del Paine... Tantissimi panorami da ammirare, da contemplare e da fotografare.
Luca e Matteo ce l'hanno fatta! Hanno raggiunto questo angolo di mondo ‘remoto' e per un po' di tempo hanno girovagato per sentieri raggiungendo anche delle facili vette.
Se si vuol parlare di Patagonia è impossibile dimenticare di citare
alcuni grandi uomini la cui vita è legata e allo stesso tempo imprigionata a queste terre. Vi raccontiamo in breve chi sono e cos'hanno fatto. Di seguito illustriamo il nostro viaggio iniziato alla fine del mondo e concluso a Santiago del Cile.
I PERSONAGGI
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PADRE ALBERTO DE AGOSTINI
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Padre De Agostini con il capo Pacheco della tribù Ona |
Padre Alberto De Agostini nasce nel 1883 a Torino. Giovanissimo diviene sacerdote missionario. Appassionato di montagna, il giovane prete viene subito mandato oltreoceano nella sua missione. E' il 1910 quando De Agostini approda a Punta Arenas (oggi il museo salesiano ospita una sezione dedicata al sacerdote). Conciliando perfettamente gli impegni ecclesiali con la passione per l'alpinismo, il giovane si dedica alla scoperta degli angoli più remoti della terra del fuoco. Grazie alla sua abilità di cartografo/fotografo molte zone diventano accessibili. A lui si devono le prime esplorazioni della zona del Fitz Roy, delle Torri del Paine e della Cordillera Darwin. Nel 1930 Padre De Agostini guida un piccolo gruppo di andinisti nella prima traversata da est verso ovest dello Hielo Continental. Le grandi imprese alpinistiche iniziano nel 1941 con Alex Hemmi e Herilberto Schmoll quando conquistano la vetta del Cerro San Lorenzo (3706 Mt.). Nei cinquant'anni successivi a questa prima salita solo dieci cordate riusciranno a portare a termine la scalata. |
| De Agostini resta in Patagonia per circa 50 anni. Come fotografo redige un'accurata documentazione sulle popolazioni indigene che ancora vivevano nella Terra del Fuoco. A lui oggi sono dedicati un fiordo, un monte ed un parco nazionale. |
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CESARE MAESTRI
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Cesare Maestri |
Cesare Maestri nasce
a Trento il 2 ottobre del 1929. Nel 1951 inizia ad arrampicare
e subito privilegia le salite e discese in solitaria affrontando
senza problemi vie di V° grado. Nel 1952 dopo numerose solitarie
Marino Stenico gli appiccica il soprannome di “Ragno delle Dolomiti”.
Il 1954 è l'anno dei concatenamenti ed effettua la traversata
Ambiez-Tuckett salendo 16 cime in sole 18 ore. Sempre nel '54
Maestri salva in parete Luciano Eccher rifiutandosi di tagliare
la corda.
Nel 1959 Maestri con Tony Egger superano i 1200 metri della parete nord del Cerro Torre. Durante la discesa Egger è travolto e ucciso da una valanga. Con lui scompare anche la macchina fotografica che rappresenta la prova della conquista. Maestri verrà invece trovato in fin di vita sul ghiacciaio e portato in salvo da Cesarino Fava. Molti dubbi sono poi stati sollevati sulla veridicità dell'impresa. Maestri nel 1970 ritorna in Patagonia con Ezio Alimonta e Carlo Claus per mettere a tacere tutte le polemiche salendo per il pilastro sud-est. I tre aprono la famosa “Via del Compressore”. Un gesto provocatorio che fece riaprire le polemiche. Il compressore è ancora sul Cerro Torre a 30 metri dalla vetta. Molti sostengono che non abbia raggiunto la cima del fungo di ghiaccio ma che si sia fermato al termine del granito. Lui stesso in un'intervista ha affermato che “La montagna termina dove finisce la roccia”.
Maestri da allora odia il Cerro Torre e si augura che crolli.
Nella sua vita di alpinista ha pubblicato diversi libri di cui uno scritto con la moglie Fernanda (Duemila metri della nostra vita) che racconta l'esperienza del Cerro Torre. |
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ERMANNO SALVATERRA |
Ermanno Salvaterra durante il tentativo
alla parete Est del Torre nel 2001 |
Parlando di
Patagonia, ed in particolare di Cerro Torre, non potevamo
dimenticare una grande guida alpina trentina che ha passato sulle
pareti del Torre probabilmente più giorni di qualsiasi altro
scalatore. Ermanno Salvaterra nasce a Pinzolo il 21 gennaio del
1955. La sua famiglia gestisce il rifugio XII Apostoli già dal '48 e
quindi si trova immerso nella montagna fin da piccolo. A 11 anni
effettua la sua prima vera scalata in cordata alle Torri d'Agola.
Gli anni passano ed Ermanno trascorre le estati al rifugio dedicando
sempre più tempo alle arrampicate e gli inverni tra scuola e gare di
sci. A 20 anni diventa maestro di sci e a 24 guida alpina. Iniziano
le scalate in solitaria e nel 1980 trascorre quasi tre mesi tra
Colorado e California. Nel 1982 si reca per la prima volta in
Patagonia e raggiunge il compressore sulla Via Maestri al Cerro
Torre, ma arriverà in vetta solo l'anno successivo con Maurizio
Giarolli.
Da questo momento il richiamo per la Patagonia diventa sempre più forte tanto da effettuare fino ai giorni nostri 20 spedizioni in quella terra inospitale e desolata ma allo stesso tempo fantastica ed attraente. Arriva in vetta al Torre 5 volte, 2 a
meno di 50 metri dalla vetta e una a cento. Apre 3 nuove vie:
"Infinito Sud", "Quinque anni ad paradisum" e "El Arca de los Vientos". Vanta la prima
invernale a questa guglia lungo la Via del compressore nel '85 ed
una variante diretta alla stessa via aperta nel '99 con Mauro
Mabboni. Nonostante il Cerro Torre sia la montagna che attira di più
Ermanno, non è stata l'unica meta di tutti questi anni. Fitz Roy,
Aguillaumet, Poincenot, Torres del Paine (vie nuove, prime
ripetizioni e prime solitarie). C'è stato anche un tentativo in
Himalaya. L'obiettivo era il Makalu 8645 Mt. ma è stata raggiunta
solo quota 7000.E poi ancora scalate in Alaska, all'isola di Baffin e California.
Nel 1988 con 211,640 Km/h mantiene il record italiano per 5 anni di
chilometro lanciato. |
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Durante tutte queste esperienze ha girato 11 filmati prima in 16 mm
e poi in video che hanno girato il modo partecipando a vari festival
e che utilizza per presentare serate in Italia. Attualmente mantiene ancora la sua
attività di guida alpina e maestro di sci. |
UN PUNTO DI PARTENZA – LA TERRA
DEL FUOCO
La terra del fuoco è l'isola più grande del Sud America ed è divisa
quasi equamente tra Argentina e Cile. La zona settentrionale dell'isola
viene ancora oggi utilizzata per il pascolo, ma ha anche importanti
giacimenti di petrolio. La zona meridionale è invece costituita dall'imponente Cordillera Darwin.
La zona cilena presenta diverse carenze in merito ad infrastrutture e traghetti. La parte argentina invece è dotata di una buona rete stradale che copre quasi tutta l'isola.
Ushuaia è la città più a sud del mondo, creata inizialmente con la funzione di “città carcere” per internare i criminali più pericolosi, ma con il passare degli anni la città si è sviluppata ed è diventata una nota meta turistica. Oggi il carcere è utilizzato come museo.
PARQUE NACIONAL TIERRA DEL FUEGO
Il parco forma una striscia di selvaggio terreno montuoso che si estende verso nord in corrispondenza
del confine cileno.
Situato a circa 15 Km. da Ushuaia il parco ha una
buona rete di sentieri da percorrere in giornata.
PARQUE NACIONAL LOS GLACIARES
Il parco situato in Argentina e precisamente nella zona sud della provincia di Santa Cruz rappresenta uno dei luoghi più spettacolari e appaganti di tutta l'Argentina. Il Parco si estende a cavallo dello Hielo Continental fino al confine con il Cile anche se i due stati non hanno ancora delineato precisamente i confini.
Il parco creato nel 1937 è stato dichiarato nel 1982 patrimonio dell'umanità obbligando lo stato argentino a porre forti limitazioni all'accesso al parco. L'unica zona dove è possibile effettuare trekking è quella dove è situato il
Cerro Fitz Roy e il Cerro Torre. Il parco ha un clima molto rigido perché lo Hielo blocca completamente l'influenza marittima.
Se avete un giorno da spendere vale la pena visitare il Glaciar Perito Moreno (partenza da El Calafate). Si tratta dell'unico ghiacciaio
che tiene testa all'effetto serra e ancora non retrocede. Nelle ore più calde è possibile assistere alla caduta di giganteschi pezzi di ghiaccio che si staccano da torri alte
fino 50 metri.
PARQUE NACIONAL TORRES DEL PAINE
Situato nell'estremo sud del Cile a 100 Km di distanza da Puerto Natales il parco prima del suo riconoscimento avvenuto nel 1959 veniva utilizzato come zona di pascolo per il bestiame. Nel 1978 l'Unesco lo dichiarò riserva della biosfera internazionale. Oggi il turismo in questa zona è molto cresciuto al punto che oltre ad intensificare il personale di controllo sono nate delle infrastrutture per i turisti tra cui alberghi e rifugi.
L'origine del nome del parco non è ancora stata accertata. C'è chi sostiene che Paine sia una parola di origine tehuelche che significa ‘azzurro chiaro' (in riferimento ai sei grandi laghi glaciali nella zona). Altre persone sostengono che Paine sia un alpinista gallese che per primo si avventurò nella zona del parco. Il clima del parco è piuttosto instabile.
PARQUE NACIONAL VINCENTE PERES ROSALES
Parco nazionale creato nel 1926 è il più grande situato in Cile nella regione dei laghi. Il nome del parco vuole essere un ricordo di un attivo uomo di affari e magnate dell'industria mineraria. Durante la sua vita si affermò come scrittore e diede vita ad una grossa cittadina d'affari che ancora oggi porta il nome di Puerto Montt.
Il Parco si estende intorno al Lago Todos Los Santos che è l'unico (ad eccezione del Lago Pirehueico) che penetra profondamente nelle Ande. Il parco gode del privilegio di non avere strade che lo attraversano. Chiunque da Petrohué intenda raggiungere Peulla per poi sconfinare in Argentina deve necessariamente utilizzare un costoso vaporetto.
La meta più ambita nel parco è il Volcan Osorno. Noi non avendo a disposizione l'attrezzatura per effettuare la scalata ci siamo accontentati di raggiungere il Paso Desolation.
PARQUE NACIONAL HUERQUEHUE
Il parco è considerato una delle gemme della regione e si estende su 12.400 ettari comprendendo fiumi, laghi, cascate e foreste di araucaria. Molti trekker raggiungono questo parco per fare un trekking (a volte di più giorni) lungo il Sendero Los Lagos.
PARQUE NACIONAL VILLARICA
Fondato nel 1940 per conservare l'ambiente intorno al Volcan Villarica. Il parco comprende anche il Volcan Quetrupillàm (2360 Mt.) e il Volcan Lanìn (3746 Mt). Quest'ultimo vulcano è per metà territorio Argentino.
Villarica in lingua mapuche significa "casa degli spiriti". I Mapuche credevano che il Volcan Villarica fosse la dimora dei loro avi.
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