| Zona montuosa |
Prealpi comasche |
Località di partenza |
Loc. Alpe del Vicerè - Albavilla (CO) |
| Quota partenza |
910 Mt. |
Quota di arrivo |
1320 Mt. il Bolettone
1436 Mt. il Palanzone |
| Dislivello totale |
840 Mt. |
Sentieri utilizzati |
n. 23
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| Ore di salita |
1 h. 30' per il M. Bolettone
1 h. 15' dal M. Bolettone al M. Palanzone |
Ore di discesa |
1 h. 30' passando dal Pizzo dell'Asino |
| Data di uscita |
20/02/2021 |
Giudizio sull'escursione |
Sufficiente |
| Sass Balòss presenti |
Omar, Gölem, Bertoldo |
Difficoltà |
E |
| Condizioni climatiche e dei sentieri |
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Abbiamo
incontrato molta meno neve del previsto, vista la quantità presente
alle stesse quote in altre zone; infatti il manto nevoso non superava i
30 centimetri, salvo in alcuni punti d'accumulo, e lungo la maggior
parte del percorso si procedeva senza neve. Neve che per altro è
risultata piuttosto fradicia e pesante, quindi anche instabile.
Itinerario ben segnalato (anche se non numerato) ed evidente. Numerose
paline lungo il percorso, poste nei punti giusti a tutti agli incroci
incontrati. |
| Eventuali pericoli |
| Nessun
pericolo incontrato, ma è probabile che con grandi (ed eccezionali) accumuli di neve, alcuni punti
del tragitto possano risultare soggetti a possibili valanghe, specialmente lungo
il pendio finale del Palanzone, e più ancora lungo il sentiero che ne
taglia i fianchi Sud-Ovest. Proprio qui un'ordinanza del sindaco
vietava di transitare lungo il sentiero che conduce al rifugio Riella. |
| Presenza di acqua |
| Alla
partenza sono presenti svariati bar e ristoranti. Poco oltre il rifugio
Cacciatori, dopo 15 minuti di cammino, ecco una fontanella. Altra acqua
la potrete trovare presso il rifugio stesso. Più avanti, circa 30
minuti dopo, arriviamo al rifugio Capanna Mara (1130 metri di quota).
Presso i due rifugi ripassiamo anche al ritorno. |
| Punti di appoggio |
| I
suddetti rifugi. Dalla cima del Bolettone, inoltre, in pochi passi è
possibile scendere verso Sud al sottostante rifugio Bolettone che,
sebbene chiuso in inverno, può offrire un minimo di riparo. |
| Materiale necessario oltre al tradizionale |
| Come in tutte le escursioni invernali meglio avere con sé un paio di ramponi, anche se noi non ne abbiamo avuta la necessità. |
| Caratteristiche dell'escursione |
| Descrizione generale
Il
Triangolo Lariano è una zona compresa tra i due rami del Lago di Como.
Qui sono presenti cime prevalentemente dolci ed erbose nella parte
alta, boscose nella parte bassa. A parte alcune eccezioni, come la zona
dei Corni di Canzo, ci si trovano, come detto, cime dolci ed ondulate,
collegate da ampie e facili dorsali aperte molto panoramiche. Tutte
queste caratteristiche le troviamo anche nel percorso odierno ad una
delle cime più frequentate della zona: il Monte Palanzone (la seconda
più alta del Triangolo Lariano, dopo il Monte San Primo). Escursione
adattissima per il periodo invernale, con limitato dislivello e
sviluppo, anche se le pendenze finali possono risultare piuttosto faticose
con elevate quantità di neve fresca. Ampio il panorama dalla cima, sia
sul Lago di Como, sui monti vicini (Monte San Primo, Cornizzolo, ecc)
che su quelli lontani e lontanissimi, fino alle Alpi piemontesi. Per
aumentare un poco tempi e dislivelli, abbiamo aggiunto anche la salita
al panoramico Monte Bolettone, fattibile prima o dopo quella al
Palanzone, nonché quella al poco interessante e boscoso Pizzo
dell'Asino.
Descrizione percorso
Nelle
vicinanze di Erba, in provincia di Como, andiamo fino ad Albavilla e da
qui, seguendo una comoda stradina asfaltata saliamo all'Alpe di Vicerè
seguendo le chiare indicazioni in paese. Qui arrivati, troveremo
numerose strutture tra cui bar, ristoranti, parcheggi ed un ampio parco
avventura con percorsi attrezzati tra alte piante. Lasciamo l'auto nei
pressi del parco avventura e cominciamo a camminare lungo la stradina
asfaltata in leggera salita. Superiamo una sbarra, normalmente aperta,
e passiamo accanto al rifugio-ristorante Cacciatori. Da qui il fondo
della strada diviene sterrato, ma sempre ampio. Entriamo nel bosco
misto e proseguiamo su pendenze variabili. Una freccia ci segnala il
rifugio Capanna Mara a 40 minuti di cammino. Lasciamo una fontanella
con acqua non potabile alla nostra sinistra. Più avanti troviamo una
panchina a bordo sentiero. Salendo, il tracciato diviene più stretto,
ma sempre comodo e adatto anche a mezzi forestali. Eccoci ora in
località Pra dal Panza, come recita un cartello in legno affisso sui
numerosi abeti di questo tratto di percorso. Superiamo un crocefisso in
legno per poi camminare su fondo lastricato di pietre e cemento nei
punti più ripidi, con tratti protetti da staccionate di legno. Giunti
ad una palina, ci troviamo a pochi metri dal rifugio Capanna Mara.
Senza arrivare al rifugio, deviamo a sinistra seguendo le indicazioni
della palina stessa per la Bocchetta di Lemna che raggiungiamo in 5
minuti di salita, prima tra abeti e poi su prati aperti. Poco sopra
ecco una seconda palina che ci invita a sinistra per il rifugio
Bolettone, posto sotto la cima del Monte Bolettone, nostra prima meta
odierna. Giunti davanti ad un cartello di metallo sbiadito andiamo a
sinistra per sentierino ed iniziamo una salita che supera alcune
panchine fatte con massi sdraiati. Il percorso è accompagnato da una
staccionata di legno. Già iniziamo a vedere un poco di panorama ed in
lontananza vediamo anche la croce del Monte Bolettone, preceduta dal
dosso erboso chiamato Doss Maio o Punta Caldera. Saliamo senza
possibilità di errore tra piante e cespugli. Usciti dal bosco ci
troviamo ai piedi del prativo pendio del Doss Maio. Da qui proseguiamo
su un tratto in mezzacosta che ci consente di ammirare un bel panorama
sul Lago di Como verso destra e sul Monte Palanzone alle nostre spalle.
Saliamo fino ad una selletta tra il Bolettone ed il Doss Maio Da qui
non ci resta che un breve tratto fino alla croce del Bolettone. Bella
la vista sul Resegone, le Grigne, il Monte Rosa, il Legnone, la zona
del Bregagno ed altro ancora: una piastra di metallo riporta le
numerose cime visibili. Torniamo sui nostri passi fino alla selletta
col Doss Maio che raggiungiamo lungo una brevissima costa erbosa (1304
Mt.). Scendiamo liberamente lungo il pendio opposto verso
destra fino a reincrociare il sentiero fatto in salita verso la
Bocchetta di Lemna, alla quale arriviamo in poco tempo. Qui, a 1115
Mt., una bella palina di metallo ci indica la strada per il
Monte Palanzone, nostra successiva meta. Scendiamo su ampia sterrata
fino ad un bivio. Qui prendiamo verso destra, ignorando la salita per
il Pizzo dell'Asino che raggiungeremo al ritorno dal versante opposto.
Il tracciato torna ampio ed alterna tratti ripidi ad altri semi
pianeggianti. Passando sotto le pendici orientali del Pizzo dell'Asino,
arriviamo alla Bocchetta di Palanzo (1210 metri). Saliamo ancora fuori
dal bosco per arrivare ad una successiva fascia di faggi. Qui, ad un
bivio, ignoriamo il sentiero che si dirige verso sinistra e conduce al
rifugio Riella (molto esposto a slavine in caso di neve fresca e non
assestata). Prendiamo invece la ripida (a tratti ripidissima...)
dorsale davanti a noi e che senza possibilità di errore ci condurrà
sulla sommità del Palanzone con notevole fatica, ma bella
soddisfazione. La salita si svolge su prati aperti con qualche pietra
affiorante. A circa metà salita, un brevissimo tratto ci consente di
riprendere fiato. Poi la pendenza torna più ripida di prima, ma ormai
mancano pochi minuti al piccolo mausoleo posto sulla cima. Qui ci
aspetta un panorama ancora più ampio di quello del Bolettone.
Istruttiva la vista su l'intero percorso fatto dal Bolettone al
Palanzone e sulla successiva metà da farsi al ritorno: il modesto Pizzo
dell'Asino.
Discesa Torniamo
sui nostri stessi passi fino alla base della ripida costa del
Palanzona. Superiamo poi la Bocchetta di Palanzo. Poco oltre
abbandoniamo il sentiero che porta alla Bocchetta di Lemna, per deviare
verso destra e salire la boscosa dorsale che ci condurrà sulla cima del
Pizzo dell'Asino. Il sentierino sale zig-zagando tra le fitte piante di
questo modesto dosso. In circa 10-15 minuti di costante salita che
versante opposto a quello di salita affrontando un ripidissimo prato
solcato dal una profonda traccia di passaggio. Rientrati nel bosco
sottostante, in breve eccoci ad una bocchetta presso la quale
riprendiamo il sentiero che ci riporterà alla Bocchetta di Lemna e da
qui al rifugio Capanna Mara e poi all'Alpe del Vicerè, su percorso
ormai noto. |
| Note |
Il giro è davvero molto frequentato dai brianzoli e dai residenti della zona dell'hinterland milanese. Di per sé non è particolarmente interessante, se non per il bel panorama che regala sul basso Lago di Como. Tuttavia in inverno con la neve questa escursione può regalare maggiori soddisfazioni. Avendo
tempo a disposizione si può facilmente prolungare l'escursione
proseguendo dalla cima del Palanzone fino alla Colma di Sormano lungo
comoda e panoramica dorsale e da qui tornare lungo il sentiero per il
rifugio Riella. Su alcune cartine ed in molte relazioni il Monte
Bolettone viene indicato come Monte Bollettone, con due “elle”, mentre
sulla cartellonistica della zona ha una sola elle. |
| Commenti vari |
Al
ritorno all'Alpe del Vicerè, vista l'ora, ma soprattutto a causa della
malefica influenza del buon Bertoldo, ci siamo fatti tentare da un
ristorantino dalla cucina del quale provenivano deliziosi profumini.
Facile è stato per il diavoletto-Bertoldo convincerci ad una veloce
“merenda-abbuffata” di gnocchetti, polenta e formaggi. Il tutto rigorosamente a
distanza anti-Covid, cioè all'aperto.
La lunghezza totale del percorso è di 13 Km. La nostra velocità media abbastanza sostenuta rispetto alla nostra media abituale, comprese le soste è stata di 2,6 Km/h. |
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Cima del Monte Bolettone |
Panorama verso il Lago di Como dal Bolettone |
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Dal Bolettone sguardo verso il Palanzone |
La ripida costa finale del Palanzone |
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Panorama dal Palanzone |
Dal Palanzone vista verso il Bolettone e il Pizzo dell'Asino |
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Bertoldo e Guglielmo al Palanzone |
Tre Sassi Balossi al Palanzone |
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Rilievi GPS |
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