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SPECIALE NAMIBIA 2007
"Un'esperienza in
Namibia non riguarda soltanto la natura ed il panorama.
Riguarda anche uno stile di vita, a contatto con i suoni, gli odori ed i
sapori della natura."
Se a qualche amico dite che siete in partenza per la Namibia con l'attrezzatura d'arrampicata questo quasi certamente vi porrà due domande. La prima: dov'è la Namibia? La seconda: Si arrampica anche lì?
Forse lo stato meno popolato del mondo, appena 2,2 abitanti per kilometro quadrato.
Le principali località dove si è sviluppata l'arrampicata sono l'Ameib Ranch e lo Spitzkoppe. Noi, per la prima volta partivamo dall'Italia con un saccone pieno di materiale. Avevamo con noi tutto quello che ritenevamo necessario:
imbraco, scarpette, corde, friend, microfriend, dadi... persino tutta una serie di diavolerie per tentare l'arrampicata artificiale su alcune vie grandiose aperte sulla parete sud dello Spitzkoppe (Herero Arch per citarne una).
Il periodo migliore per avventurarvi non è sicuramente quello che abbiamo scelto noi. Chi vuole arrampicare dovrà partire tra aprile e novembre. L'inverno italiano corrisponde in Namibia con la stagione delle piogge
e del caldo!!! Noi, fortunatamente ci siamo scontrati con un tempo anomalo in quanto di acqua ne è caduta veramente poca e ciò ci ha concesso di godere a pieno della vacanza e di arrampicare (o
quanto meno tentare di farlo). La temperatura quotidiana è stata di 40° e l'arrampicata in placca non è proprio il massimo... Il granito che troverete è perlopiù cotto dal sole e occorre mettere in conto che qualcosa potrebbe sgretolarsi tra le mani o sotto i piedi.
Si narra che sulle vie lunghe, per economia, a volte manchino alcune
piastrine e si renda necessario strozzare dei nuts attorno al tassello
(oppure avvitarci una piastrina).
Arrampicata a parte, chiunque decida di avventurarsi per questo stato, non può non visitare alcune regioni che sono certamente tra le più remote del mondo.
Noi, pur avendo a disposizione un bel periodo di ferie, non siamo
riusciti a toccare tutti i luoghi di interesse. Qui di seguito
riportiamo ciò che abbiamo visitato nel nostro viaggio, purtroppo
mancano alcune località di interesse del sud del paese, come ad esempio
Luderitz ed il Fish River Canion.
Il
CAPRIVI è ora una regione tranquilla e vale la pena di attraversarlo per raggiungere le Cascate Victoria (evitate di raggiungerle attraverso lo Zambia
perché risulterà più costoso e accontentatevi di vederle dallo Zimbawe).
Visitate
L'ETOSHA NATIONAL PARK, una riserva naturale grande quasi
quanto la Lombardia e il Veneto che vi farà provare lebrezza di scontrarvi
con dei leoni a meno di un paio di metri e vi permetterà di osservare
svariate tipologie di animali da vicino ed in completa calma. Considerato
tra i migliori parchi al mondo per osservare gli animali.
Chi ama l'avventura nel vero senso della
parola non può di certo andarsene senza aver visitato la
remotissima regione del
KAOKOVELT ed essersi confrontato con la dura realtà Himba...
In questa regione scordatevi qualsiasi comodità e possibilità di aiuto,
se non quello che possono fornirvi gli stessi Himba!!!
E, dulcis in fundo, la
meta definita come il "non plus ultra del turismo namibiano". E' quasi
d'obbligo fare avanzare qualche giorno per visitare
SOSSUSVLEI, una parte del deserto del Namib dove
si possono ammirare le rosse dune di sabbia più alte del
modo. Questo luogo, all'alba ed al tramonto, regala uno spettacolo di
luce ed ombra al quale pochi turisti sanno resistere.
AMEIB RANCH
Ameib Ranch è una grande fattoria privata dove sono state aperte diverse vie d'arrampicata. Una rivista italiana qualche anno fa in un articolo interamente dedicato alla Namibia parlava dell'Ameib Ranch come un sito in forte espansione dove i circa 100 itinerari aperti sarebbero nel giro di pochi anni raddoppiati. Effettivamente lungo i confini del ranch c'è davvero di tutto... dalle placche, alle fessure, agli strapiombi... peccato però che nessuno abbia ancora effettuato delle salite. La maggior parte è dunque terreno vergine. Al momento del nostro passaggio nel ranch erano presenti 'solamente' una trentina di vie.
Il sito internet di questa guestfarm diceva che sul posto era possibile
reperire la guida con la descrizione degli itinerari... ma sfortuna volle che al nostro passaggio la guida era esaurita. Nel nostro girovagare siamo riusciti a scovare solo due vie, nonostante avessimo setacciato in lungo e in largo quasi tutte le pareti. Una di queste è Ameibfalle... che pare sia una delle vie più ripetute del gruppo. La via è spittata lungo i passaggi in placca ma necessita di essere protetta lungo la progressione in fessura. Tutte le soste sono attrezzate con spit ed anelli di calata.
Prima di lasciare questo grazioso sito vale la pena effettuare una camminata sino alla Philipp's Grotte dove è possibile ammirare la pittura rupestre dell'elefante bianco, oggi monumento nazionale e percorrere la ferrata che sale in vetta alla faccia d'elefante.
SPITZKOPPE
Lo Spitzkoppe è un gruppo di montagne situato nella regione del Damaraland raggiungibile con poche ore di macchina dalla capitale Windhoek che si erge al di sopra di polverose pianure.
La cima principale del gruppo è il Great Spitzkoppe che raggiunge i 1728 Mt. di altezza. La leggenda narra che nel 1904 un soldato della Royal Schutztruppe fece in solitaria la prima ascensione della cima. Qualcuno narrò persino di aver visto dei segnali di fumo... ma questo militare non fece mai ritorno dalla cima e chiunque tentò di ripetere la salita non trovò mai traccia di un suo passaggio.
Tra gli anni '20 e '30 dapprima gli scout di Karibib e successivamente quelli di Swakopmund fecero diversi tentativi ma senza risultato. Nel 1940 una spedizione proveniente da Cape Town (Città del Capo - Sud Africa) guidata da S. Le Roux arrivò allo Spitzkoppe e attaccò la montagna seguendo la cresta Sud-Ovest ritenendo che le altre pareti fossero impenetrabili. Scrutando attentamente dal basso Le Roux intravide nella parete nord una gola e decise che la salita avrebbe dovuto partire da questa debolezza ma una volta raggiunta, la spedizione dovette proclamare il dietro-front.
Il successivo tentativo fu nel 1945 quando un gruppo di alpinisti tedeschi provenienti da Swakopmund ritentò la salita seguendo la linea di salita indicata dai Sud-Africani ma anche loro dovettero fermarsi in corrispondenza della gola. Nel giugno del 1946 un gruppo composto da P. O'Neil, O. Shilpley e L. D. Shaff installò un campo alla base del Great Spitzkoppe. I tre fecero diversi tentativi superarono la famosa gola e proseguirono la salita vincendo una serie di camini e fessure. Salirono il grande camino dell'attuale terzo tiro e dopo aver strisciato lungo la caratteristica feritoia di 50 Cm. discesero sino a raggiungere una piccola cengia con dell'erba. Dato che fu per loro impossibile proseguire in salita decisero di piantare un chiodo ed effettuare una calata di 10 metri raggiungendo così la sottostante cengia. Camminarono per circa 50 metri e raggiunsero una parete impossibile da salire. I tre furono talmente frustrati dal vedere la cima così vicina che decisero che avrebbero ritentato la salita violando le regole della montagna sino a quando avrebbero messo piede sulla vetta.
Tornarono così quattro giorno dopo; questa volta avevano con loro una grossa quantità di cibo, di acqua, e uno scalpello. Bivaccarono poco prima del secondo camino ma il giorno seguente presero un grande spavento durante la calata di 10 metri. Mentre il secondo membro stava scendendo il chiodo uscì. Il gruppo fu scioccato. Cosa sarebbe successo se il chiodo fosse uscito mentre l'ultimo membro della cordata stava effettuando la calata? Iniziarono comunque a scavare gli appigli ma il brutto tempo li obbligò rifugiarsi nel precedente camino. Trascorso il temporale arrivò la notte con i versi delle iene e dei cani selvaggi. I tre erano terrorizzati. Nei seguenti sette giorni tentarono ancora la salita proseguendo l'accurato lavoro
di scavo degli appigli, ma il vento gelido li costrinse ad abbandonare l'ideale.
Passarono diversi mesi e il 13 Novembre del 1946 Hans e Else Wongtschofsky e J. De V. Graaf arrivarono allo Spitzkoppe e su consiglio della precedente spedizione salirono con tutta l'attrezzatura necessaria a proseguire il lavoro di scavo degli appigli. Il 14 Novembre raggiunsero la vetta a mezzogiorno.
Ovviamente questa via è diventata la "Normale" ma seppure presenti un percorso a volte discontinuo non va assolutamente sottovalutata.
Oggi sia sullo Spitzkoppe che sull'adiacente gruppo dei Pontoks sono presenti numerose vie che attendono di essere ripetute.
Noi, abbiamo una copia cartacea sia della guida d'arrampicata dell'Ameib Ranch sia dello Spitzkoppe, ma per maggiori informazioni è possibile contattare Stephan e Anita de Wet, due membri della sezione Namibiana del Club Alpino Sud-Africano che conoscono a menadito l'intera Namibia e che non vi negheranno di certo il loro aiuto.

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