| Descrizione generale Piacevole
escursione nel gruppo dell'Adamello meridionale, tra monti e creste di
scarsa fama e frequentazione, ma al tempo stesso di grande effetto
scenografico. Il percorso si snoda tra ridenti pianure contornate da
foreste, valli sospese percorse da torrenti, pietraie, creste affilate
di granito, il tutto con la presenza di numerosissimi ruderi di guerra,
strade e villaggi militari in buono stato di conservazione.
Descrizione percorso
Raggiungere
in auto la piana del Gaver – bellissima località di soggiorno montano
dell'alta Valsabbia – discendendo dal Passo Crocedomini (se si proviene
dalla Valle Camonica), oppure provenendo dal Lago d'Idro e Bagolino (se
si viene da Brescia). Si parcheggia nei pressi del bar Bruffione. Qui
imboccare la strada pianeggiante, bianca e sterrata, che si inoltra
verso al testata della valle del Caffaro, costeggiando ampi prati e
foreste di monumentali abeti rossi con aree attrezzate per il picnic, e
conduce dapprima alla locanda Gaver e al Rifugio Nikolajewka, e poi
infine al grande edificio della centrale idroelettrica (20' di cammino,
1,7 Km dalla macchina), dove finisce questo lungo tratto pianeggiante,
e dove (volendo) è solitamente possibile arrivare in automobile, nei
periodi di bassa frequentazione. Qui si inizia a salire abbastanza
ripidamente, lungo il sentiero n. 26, che compie due ampi tornanti, e
si inerpica, sempre ben percorribile, nel bosco di abeti e larici,
diminuendo di pendenza mentre si addentra nella parte superiore della
valle. Il bosco si fa meno fitto, mentre il torrente Caffaro scorre
spumeggiante al di sotto. Si attraversano dei prati, e mentre si
prosegue in leggera salita, è possibile osservare, incombente e
possente alla nostra sinistra, la mole massiccia del Cornone di
Blumone, che domina l'intera vallata. Si giunge alla malga Blumone di
Sopra (1709 Mt., 1 h. dalla partenza, in realtà è poco più di un
rudere), poi si prosegue in falsopiano, iniziando poi a salire con
alcuni piccoli tornanti, tra rododendri e rocce, guadagnando quota in
modo abbastanza ripido, per poi riprendere unandamento più pianeggiante
nei pressi di una cascata. Dopo vari tratti di sentiero in salita tra
gradoni di roccia e piccoli tornanti, si transita attraversando
condotte forzate della centrale idroelettrica che tagliano il pendio,
poi si segue il torrente, che qui scorre incassato in una profonda forra
rocciosa, poi si perviene al Bivacco Casinello di Blumone (2090 Mt., 1
h. 45' dalla partenza), posto all'inizio di una piana di alta quota,
sospesa sopra un alto gradone, sotto una cascata. Sotto il bivacco, si
attraversa il torrente, per risalire sul versante opposto, compiendo un
ampio tornante, per poi salire il ripido costone con numerosi
tornantini. Occorre risalire 300 metri di dislivello, fino a portarsi
sotto al largo valico del Passo di Serosine (2428 Mt., 2 h. 45' dalla
partenza), dove si trova un gruppo di ruderi di pietra risalenti alla
Prima Guerra Mondiale. Dal Passo, si inizia a percorrere la cresta
rocciosa verso sinistra (direzione Nord Est), che dapprima è larga e
costituita da facili lastroni di granito appoggiati, poi si fa
improvvisamente più tecnica e alpinistica. Noi siamo risaliti lungo un
diedro arrivando a pochissimi metri dal filo di cresta, per poi
rinunciare e ridiscendere (con estrema attenzione) poche
decine di metri più in basso, riuscendo a risalire poco più avanti,
dove abbiamo percorso un po' di cresta, che qui si fa lunga e affilata,
molto estetica, e circondata da un superbo ambiente alpino, e dominante
il bellissimo Lago Nero, posto in fondo alla solitaria vallata verso
destra, sul versante trentino. La cresta invita a proseguire oltre, ma
ben presto un nuovo ostacolo, nelle sembianze di un difficile salto
verticale da discendere, ci ha invitato a ridiscendere (un ometto posto
su una cimetta poco più a sud farebbe tuttavia supporre che un
passaggio sia in qualche modo possibile), sempre sul versante
occidentale, per ritentare più a nord un nuovo approccio lungo la
cresta. Qui la stessa si fa un po' meno esposta e più percorribile, pur
rimanendo il percorso particolarmente audace e gradevole, e con
numerosi ma mediamente facili passi di arrampicata, facendo attenzione
ai precipizi che incombono soprattutto verso destra, si giunge sul
Monte Serosine (2577 Mt., 4 h. 15' dalla partenza), che in realtà è una
sommità un po' più pronunciata della altre, posta lungo la (lunga)
cresta che unisce il Monte Bruffione e il Monte Gelo. Si scende dalla
cima di circa 50 metri di quota seguendo ancora la cresta verso Nord,
fino a giungere ad un evidente valico che prelude l'ultima salita che
dovremo affrontare: l'ascesa alla cima del Monte Gelo. Dapprima si
perviene ad una palina posta in prossimità di un sentiero che sale da
sinistra (lo percorreremo al ritorno), poi si segue l'evidente sentiero
che in un ventina di minuti su facili roccette e tratti su terreno
sconnesso e moto ripido, con un ultimo brevissimo tratto su delle
placche quasi verticali, ma ben appigliate, si giunge in cima al Monte
Gelo, (2621 Mt., 4 h. 45' dalla partenza), dove la vista spazia sulle
cime dell'Adamello meridionale, come il Monte Bruffione (più a Sud),
l'onnipresente mole nera del Cornone di Blumone (a Sud-Ovest), lo Cima
e lo Scoglio di Laione (a Ovest), il Monte Listino e la vicinissima
piramide di roccia “levigata” della Cima Blumone (a Nord e Nord-Ovest);
più lontano (a Nord-Est), separato dal profondo solco della trentina
Val Daone/Val di Fumo, il sotto-gruppo del Carè Alto, con il suo
entourage di grandi cime glaciali.
Discesa
Dalla
cima del Monte Gelo, ridiscendere fino alla palina dove si era
pervenuti provenendo dalla cresta del Monte Serosine, e ridiscendere
il versante occidentale della nostra montagna su sfasciumi e facili
tratti accidentati, che lasciano presto il posto a pascoli ripidi con
grossi massi affioranti. In meno di mezzora di discesa dalla cima si
arriva al valico erboso del Passo del Gelo (2318 Mt.), dove spicca una
tomba isolata dedicata ad un militare della Guerra Bianca, lasciata
qui, tra le montagne dove tanti come lui hanno perso al vita in un
conflitto durissimo tra difficoltà per noi oggi inimmaginabili. Dal
passo discendere la valletta lungo il comodo sentiero, e in 20' si
arriva in un grande pianoro umido, dove un limpido torrente, compiendo
vari meandri, fuoriesce da
una laghetto semi intorbato: una delle tante zone umide che l'Adamello
offre tra le sue numerose valli. Dal laghetto, proseguendo ancora in
discesa lungo il sentiero, in meno di 10' ci si ricongiunge al sentiero
fatto in salita, giusto poche decine di metri più in alto del Bivacco
Casinello di Blumone. Dal bivacco ripercorrere in discesa il percorso
già fatto all'andata; da qui sono solo 1 h. e 20' di discesa. |