Monte Gardena, Monte I Colli, I Colli

 
Zona montuosa Alpi Orobie
Località  di partenza Loc. Rifugio Cimon della Bagozza - Strada per il Passo del Vivione - Schilpario (BG)
Quota partenza 1570 Mt. Quota di arrivo 2117 Mt. il Monte Gardena
2087 Mt. il Monte I Colli
2135 Mt. I Colli
Dislivello totale 900 Mt. con le risalite
Sentieri utilizzati n. 428
Ore di salita 1 h. 45' per il Gardena
altri 45' per il Monte I Colli
altri 30' per I Colli
Ore di discesa 2 h. 30'
Data di uscita 24/05/2025 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Baloss presenti Omar, Gölem Difficoltà E, EE la discesa dai Colli al rifugio Vivione
Condizioni climatiche e dei sentieri

Giornata tra sole e nuvole. Sentieri non sempre segnalati, ma comunque intuibili e facilmente rintracciabili fino a I Colli. Discesa verso il rifugio Passo del Vivione priva di segni, bolli e tracce. Risalita verso la Conca dei Campelli e relativo ritorno all'auto ben indicato.

Eventuali pericoli
Nessuno. Un minimo di attenzione lungo la ripidissima discesa dai Colli al rifugio Vivione, specialmente in caso di scarsa visibilità: infatti il percorso non è segnalato e non esiste nemmeno una labile traccia; risulterà facile sbagliare e trovarsi sopra alcuni alti salti rocciosi.
Presenza di acqua
Troverete di che bere al rifugio Cimon della Bagozza e al rifugio Passo del Vivione.
Punti di appoggio
A parte il rifugio Cimon della Bagozza alla partenza (lo potremo trovare aperto per la maggior parte dei giorni dell'anno, anche in inverno, nei fine settimana), all'inizio della salita al Monte Gardena, dopo aver abbandonato l'ampia strada sterrata che prosegue verso il Passo dei Campelli, troveremo un paio di baite con tettoia. Giunti al Passo del Vivione eccovi il rifugio omonimo.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
In quella che forse è una delle zone più belle delle Orobie Bergamasche, tra cime rocciose aguzze e percorse da profondi canali, tanto da apparire come un gruppo dolomitico, si eleva questa modesta ma molto panoramica e remunerativa montagna dal bonario carattere erboso: il Monte Gardena. Tanto severe appaiono le cime a lei dirimpettaie, tanto dolce e facile ci risulta la sua mole e la sua salita. Raggiungere la vetta del Monte Gardena non presenta difficoltà alcuna, essendo buona parte del percorso su facili pendii aperti e fianchi ripidi. Dopo questa vetta, è d'obbligo proseguire verso le sue due compagne: il Monte IColli e la successiva cima de I Colli, sempre per panoramica e facile ampia dorsale erbosa. Da qui scendiamo con attenzione al sottostante rifugio Passo del Vivione, per risalire poi alla sella tra il Gardena ed il Monte Colli e scendere rilassati nella Conca dei Campelli e da qui tornare all'auto, compiedno così un facile e poco faticoso anello adatto a quasi tutti.
Descrizione percorso
Da Schilpario, in Valle di Scalve, la più orientale ed isolata delle valli bergamasche, si prende la bella strada che conduce al Passo del Vivione. Dopo pochi chilometri, questa arriva in località Fondi (dove viene chiusa nel periodo invernale) e da qui comincia la ripida e stretta stradina che conduce al Passo del Vivione. Dopo una decina di minuti di auto, arriveremo presso il rifugio Cimon della Bagozza e al ristoro Baracca Rossa. Lasciamo l'auto sul ciglio della strada ed iniziamo la nostra camminata. Una palina di metallo ci indica il sentiero n. 428 per il Passo Campelli verso destra. Deviamo quindi a destra, abbandonando definitivamente la strada per il Passo del Vivione che qui inizia a compiere un lunga traversata verso sinistra. In breve lasciamo alla nostra sinistra la deviazione che porterebbe al vicino rifugio (meno di 200 Mt. di distanza su sentiero pianeggiante). Altri cinque minuti di cammino ed usciamo anche dal bosco di abeti per trovarci finalmente nella splendida conca dei Campelli. Ci guardiamo attorno e vediamo alla nostra destra le dolomitiche cime del Cimon della Bagozza, del Pizzo Camino, della Cima Mengol, del Corno Baione, ecc. Dritti davanti a noi sono invece riconoscibili il Monte Campione ed il Campioncino, separati da una profonda sella. A sinistra, si eleva benevolo il nostro Monte Gardena e più ad ovest il Monte Colli. Poche decine di metri ed incontriamo la deviazione per il Gardena a sinistra, rappresentata da una palina di legno (tempo di salita indicato 1 ora e mezza). Andiamo a sinistra dunque. In breve raggiungiamo un paio di baite e le lasciamo alla nostra destra. Saliamo senza particolare fatica sul fianco della nostra montagna, tendendo verso sinistra. Una palina di metallo ci invita ad andare verso sinistra verso il rifugio Passo del Vivione. Tagliamo i ripidi pendii alla nostra destra, superando alcuni abeti e qualche larice. Più in alto, la traccia piega verso destra e prosegue il taglio del pendio, sempre con modesta fatica. Sopra di noi è possibile scorgere una sghemba croce di legno fatta con rami legati. Bellissimo il panorama attorno a noi. Ora passiamo dall'aperto pendio ad una situazione più sicura, salendo verso la lontana antecima, ben visibile sopra di noi. Dopo circa altri 20 minuti, eccoci su quest'ultima, dove un crocefisso triangolare in metallo lavorato fa bella mostra di sè. Ci godiamo un poco il panorama per poi riprendere la marcia verso la vicina vetta vera e propria. Per raggiungerla, non ci resta che seguire la facile ed abbattuta linea di cresta, facendo ben attenzione al baratro sulla destra. Senza alcuna difficoltà, con alcuni saliscendi dolci, arriviamo così sulla vetta del Monte Gardena, dalla quale ci appare anche la vista verso i monti sopra al Passo del Vivione (Monte Pertecata, Costa di Valbona, ecc...). Scendiamo ora verso l'evidente sella che divide il Gardena dal Monte Colli (Passo Glaiola), dove un edificio in rovina fa brutta mostra di sè: si tratta delle ex miniere di metalli ferrosi (barite) presenti in queste zone molti anni fa. Ci arriviamo con facile percorso tra prati e vallette erbose. Incrociamo un comodo sentiero che proviene dalla sinistra e che avremmo potuto seguire anche per la salita al Gardena. Ora seguiamo tale sentiero verso destra ed in breve eccoci al rudere delle miniere. Da qui saliamo per la ripida costa cespugliosa alle spalle dell'edificio stesso seguendo un sentiero che poi prosegue verso il rifugio Passo del Vivione. Abbandoniamo tale sentiero e saliamo dritti verso l'alto, quando questo tende a proseguire sul versante settentrionale della montagna. La pendenza è notevole. Inizialmente camminiamo tra cespugli ed erba, poi per faticose balze erbose. Giungiamo così senza difficoltà sulla vetta del Monte Colli, dove non si rinviene nemmeno un simbolo od un ometto di pietra. La lunga costa erbosa davanti a noi ci invita a proseguire questa panoramica cavalcata con alcuni saliscendi, che senza fatica o problemi ci porterà in pochi minuti sulla cima de I Colli, di poco superiore a quella precedente e dove un ometto di sassi ci attende, circondato da pietre e massi.

Discesa
Per scendere verso il sottostante rifugio Passo del Vivione ( aNord rispetto alla cima), posto al passo omonimo, occorre proseguire per poche decine di metri lungo la dorsale tendendo leggermente verso sinistra (Ovest, considerando la nostra direzione di provenienza). Appena possibile svoltiamo a destra e pieghiamo verso il passo. Scendiamo con attenzione e cura poichè le pendenze sono elevate e le balze erbose possono nascondere insidie. Sotto di noi è ben visibile la striscia di asfalto della strada che conduce al passo. Prendiamo tale strada come riferimento, avendo cura di non dirigerci subito verso il rifugio, ma cercando do scendere dritti, senza spostarci a destra. Infatti più a destra è presente una fascia rocciosa verticale, invisibile dall'alto. Solamente quando saremo molto bassi potremo iniziare a spostarci verso il laghetto nelle vicinanze del rifugio. Man mano scendiamo la vegetazione si intensifica e ora non camminiamo solo su erba, ma tra cespugli prima e lrici poi. Quando siamo ormai fuori dal pericolo di incappare nella fascia rocciosa, iniziamo ad andare a destra, districandoci tra pietraie, larici e rododendri. L'asfalto è ben visbilile ed anche il laghetto davanti al rifugio. Improvvisamente ci imbattiamo in un sentiero segnato da bolli bianchi e rossi: lo seguiamo verso destra, arrivando in breve alla cisterna d'acqua sopra al rifugio. Da qui in pochi minuti eccoci alla strada e quindi al rifugio. Dopo una meritata pausa, imbocchiamo il sentiero n. 428 per il Passo di Giovetto (che non rggiungeremo). Questo sentiero sale graduatamente per boschi e radure, superando alcuni vallette che potrebbero essere ingombre di neve anche in tarda primavera. Saliamo senza fatica e con pendenze costanti cn direzione Est, fino ad una ampia sella dalla quale ci troviamo sul versante meridionale tra il Gardena ed il Monte I Colli. Sotto di noi abbiamo la Conca dei Campelli con il Cimon della Bagozza. Imbocchiamo l'ampio sentiero che ci porta nei pressi delle miniere viste in salita e da qui con comodità arriviamo sul sentiero di fondovalle della conca che seguiamo verso destra fino all'auto.

Note
Volendo, lungo la risalita dal rifugio Passo del Vivione, è possibile proseguire altre la selletta a cui siamo arrivati noi e portarci fino al Passo del Giovetto; da qui scendere comunque nella conca dei Campelli e quindi al rifugio Bagozza. Oppure dal suddetto passo, risalire verso il Monte Campioncino  escendere al rifugio Campeli e da qui al passo omonimo  e poi al rifugio Bagozza per il comodo sentiero che percorre l'intera conca. Per latre foto della zona e del Gardena potete leggere la recente relazione di questo inverno del 15 febbraio 2025
Commenti vari
Contrariamente al periodo invernale, quando la partenza è posta ben più in basso in località Fondi, dalla tarda primavera non è necessario pagare il costoso parcheggio per l'auto (ben 5 euro!).
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Un rilassato Guglielmo ai piedi del Gardena

Al crocefisso dell'anticima del Gardena

   

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I due vecchi sassi sul Gardena

Dal Gardena il percorso verso le altre due cime
ed il ritorno dal Passo del Vivione

   

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Sul Monte I Colli

La comoda dorsale verso I Colli

   

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Arrivati su I Colli

Le ripide balze erbose verso il Passo del Vivione

   

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Dal passo vista su I Colli appena discesi
La splendida conca dei Campelli al ritorno