| Descrizione generale In
quella che forse è una delle zone più belle delle Orobie Bergamasche,
tra cime rocciose aguzze e percorse da profondi canali, tanto da
apparire come un gruppo dolomitico, si eleva questa modesta ma molto
panoramica e remunerativa montagna dal bonario carattere erboso: il
Monte Gardena. Tanto severe appaiono le cime a lei dirimpettaie, tanto
dolce e facile ci risulta la sua mole e la sua salita. Raggiungere la
vetta del Monte Gardena non presenta difficoltà alcuna, essendo
buona parte del percorso su facili pendii aperti e fianchi ripidi. Dopo
questa vetta, è d'obbligo proseguire verso le sue due compagne: il
Monte IColli e la successiva cima de I Colli, sempre per panoramica e
facile ampia dorsale erbosa. Da qui scendiamo con attenzione al
sottostante rifugio Passo del Vivione, per risalire poi alla sella tra
il Gardena ed il Monte Colli e scendere rilassati nella Conca dei
Campelli e da qui tornare all'auto, compiedno così un facile e poco
faticoso anello adatto a quasi tutti.
Descrizione percorso
Da
Schilpario, in Valle di Scalve, la più orientale ed isolata delle valli
bergamasche, si prende la bella strada che conduce al Passo del
Vivione. Dopo pochi chilometri, questa arriva in località Fondi (dove
viene chiusa nel periodo invernale) e da qui comincia la ripida e
stretta stradina che conduce al Passo del Vivione. Dopo una decina di
minuti di auto, arriveremo presso il rifugio Cimon della Bagozza e al
ristoro Baracca Rossa. Lasciamo l'auto sul ciglio della strada ed
iniziamo la nostra camminata. Una palina di
metallo ci indica il sentiero n. 428 per il Passo Campelli verso
destra. Deviamo quindi a destra, abbandonando definitivamente la strada
per il Passo del Vivione che qui inizia a compiere un lunga traversata
verso sinistra. In breve lasciamo alla nostra sinistra la deviazione che
porterebbe al vicino rifugio (meno di 200 Mt. di distanza su sentiero
pianeggiante). Altri cinque minuti di cammino ed usciamo anche dal
bosco di abeti per trovarci finalmente nella splendida conca dei
Campelli. Ci guardiamo attorno e vediamo alla nostra destra le
dolomitiche cime del Cimon della Bagozza, del Pizzo Camino, della Cima
Mengol, del Corno Baione, ecc. Dritti davanti a noi sono invece
riconoscibili il Monte Campione ed il Campioncino, separati da una
profonda sella. A sinistra, si eleva benevolo il nostro Monte Gardena e
più ad ovest il Monte Colli. Poche decine di metri ed incontriamo la
deviazione per il Gardena a sinistra,
rappresentata da una palina di legno (tempo di salita indicato 1 ora e
mezza). Andiamo a sinistra dunque. In breve raggiungiamo un paio di
baite e le lasciamo alla nostra destra. Saliamo senza particolare
fatica sul fianco della nostra montagna, tendendo verso sinistra.
Una palina di metallo ci invita ad andare verso sinistra verso il
rifugio Passo del Vivione. Tagliamo i ripidi pendii alla nostra destra,
superando alcuni abeti e
qualche larice. Più in alto, la traccia piega verso destra e prosegue
il taglio del pendio, sempre con modesta fatica. Sopra di noi è
possibile
scorgere una sghemba croce di legno fatta con rami legati. Bellissimo
il
panorama attorno a noi. Ora passiamo dall'aperto pendio ad una
situazione più sicura, salendo verso la lontana antecima, ben visibile
sopra di noi. Dopo circa altri 20 minuti, eccoci su quest'ultima, dove
un crocefisso triangolare in metallo lavorato fa bella mostra di sè. Ci
godiamo un poco il panorama per poi riprendere la marcia verso la
vicina vetta vera e propria. Per raggiungerla, non ci resta che seguire
la facile ed abbattuta linea di cresta, facendo ben attenzione al
baratro sulla destra. Senza alcuna difficoltà, con alcuni saliscendi
dolci, arriviamo così sulla vetta del Monte Gardena, dalla quale ci
appare anche la vista verso i monti sopra al Passo del Vivione (Monte
Pertecata, Costa di Valbona, ecc...). Scendiamo ora verso l'evidente
sella che divide il Gardena dal Monte Colli (Passo Glaiola), dove un
edificio in rovina fa brutta mostra di sè: si tratta delle ex miniere
di metalli ferrosi (barite) presenti in queste zone molti anni fa. Ci
arriviamo con facile percorso tra prati e vallette erbose. Incrociamo
un comodo sentiero che proviene dalla sinistra e che avremmo potuto
seguire anche per la salita al Gardena. Ora seguiamo tale sentiero
verso destra ed in breve eccoci al rudere delle miniere. Da qui saliamo
per la ripida costa cespugliosa alle spalle dell'edificio stesso
seguendo un sentiero che poi prosegue verso il rifugio Passo del
Vivione. Abbandoniamo tale sentiero e saliamo dritti verso l'alto,
quando questo tende a proseguire sul versante settentrionale della
montagna. La pendenza è notevole. Inizialmente camminiamo tra cespugli
ed erba, poi per faticose balze erbose. Giungiamo così senza difficoltà
sulla vetta del Monte Colli, dove non si rinviene nemmeno un simbolo od
un ometto di pietra. La lunga costa erbosa davanti a noi ci invita a
proseguire questa panoramica cavalcata con alcuni saliscendi, che senza
fatica o problemi ci porterà in pochi minuti sulla cima de I Colli, di
poco superiore a quella precedente e dove un ometto di sassi ci
attende, circondato da pietre e massi.
Discesa
Per scendere verso il sottostante rifugio Passo del Vivione ( aNord
rispetto alla cima), posto al passo omonimo, occorre proseguire per
poche decine di metri lungo la dorsale tendendo leggermente verso
sinistra (Ovest, considerando la nostra direzione di provenienza).
Appena possibile svoltiamo a destra e pieghiamo verso il passo.
Scendiamo con attenzione e cura poichè le pendenze sono elevate e le
balze erbose possono nascondere insidie. Sotto di noi è ben visibile la
striscia di asfalto della strada che conduce al passo. Prendiamo tale
strada come riferimento, avendo cura di non dirigerci subito verso il
rifugio, ma cercando do scendere dritti, senza spostarci a destra.
Infatti più a destra è presente una fascia rocciosa verticale,
invisibile dall'alto. Solamente quando saremo molto bassi potremo
iniziare a spostarci verso il laghetto nelle vicinanze del rifugio. Man
mano scendiamo la vegetazione si intensifica e ora non camminiamo solo
su erba, ma tra cespugli prima e lrici poi. Quando siamo ormai fuori
dal pericolo di incappare nella fascia rocciosa, iniziamo ad andare a
destra, districandoci tra pietraie, larici e rododendri. L'asfalto è
ben visbilile ed anche il laghetto davanti al rifugio. Improvvisamente
ci imbattiamo in un sentiero segnato da bolli bianchi e rossi: lo
seguiamo verso destra, arrivando in breve alla cisterna d'acqua sopra
al rifugio. Da qui in pochi minuti eccoci alla strada e quindi al
rifugio. Dopo una meritata pausa, imbocchiamo il sentiero n. 428 per il
Passo di Giovetto (che non rggiungeremo). Questo sentiero sale
graduatamente per boschi e radure, superando alcuni vallette che
potrebbero essere ingombre di neve anche in tarda primavera. Saliamo
senza fatica e con pendenze costanti cn direzione Est, fino ad una
ampia sella dalla quale ci troviamo sul versante meridionale tra il
Gardena ed il Monte I Colli. Sotto di noi abbiamo la Conca dei Campelli
con il Cimon della Bagozza. Imbocchiamo l'ampio sentiero che ci porta
nei pressi delle miniere viste in salita e da qui con comodità
arriviamo sul sentiero di fondovalle della conca che seguiamo verso
destra fino all'auto. |