Monte Vaccaro e Monte Forcella

 
Zona montuosa Alpi Orobie
Località  di partenza Località Campela - Parre (BG)
Quota partenza 675 Mt. Quota di arrivo 1957 Mt. Monte Vaccaro
2088 Mt. Monte Forcella
Dislivello totale 1500 Mt. compresi i saliscendi
Sentieri utilizzati n. 241
Ore di salita 2 h. 30' per il Monte Vaccaro
1 h in più per il Monte Forcella
Ore di discesa 2 h.
Data di uscita 29/11/2025 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Baloss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Una recente nevicata ci ha regalato una bella giornata luminosa e con manto nevoso di circa 30 cm abbondanti. Davanti a me, fortunatamente, avevo la traccia fatta da due escursionisti poco distanti. Sentieri ben segnalati fino ai piedi del Monte Vaccaro. Salita a quest'ultimo priva di difficoltà, ma che necessita di neve abbastanza stabilizzata. Dorsale che prosegue dopo il Vaccaro semplice, ma che in caso di neve fresca può risultare non facilissima, così come il breve tratto di cresta che porta in vetta al Monte Forcella. Discesa dal Forcella non segnalata, con pochissima neve (lato assolato e con neve spazzata via dal vento) da farsi a vista lungo ripidi pendii erbosi, da evitare con neve abbndante e instabile.

Eventuali pericoli
La dorsale che prosegue oltre la cima del Vaccaro, assume piacevoli caratteristiche che possono però rilevarsi un poco impegnative in caso di neve instabile ed abbondante: valutate bene tali condizioni.
Presenza di acqua
Alla partenza, presso il parcheggio in località Campella, si trova un bel fontanino. Durante il periodo estivo, in località Monte Alino, presso la chiesetta di Sant'Antonio, si trova un ristoro. Sempre qui, è stato recentemente aperto un punto d'accoglienza che all'interno dispone di ogni ben di Dio: bibite, merendine, gelati, il tutto ad offerta libera; sono disponibili anche libri, cartine, ed altro ancora; il tutto è usufruibile liberamente e tutti i giorni dell'anno, nella speranza che chi ne trarrà assistenza e conforto non ne approfitti, obbligando alla chiusura della meravigliosa occasione offerta agli escursionisti e ai turisti di passaggio. Una nuova fontanella è stata recentemente costruita nei pressi della prima baita del Vaccaro, con anche un bel tavolino di legno. Altra acqua la troveremo al rifugio Monte Vaccaro dove una fontana ci disseterà.
Punti di appoggio
Nella parte bassa saranno numerose le baite e i casolari che incontreremo. Dopo un'oretta eccoci alla bella chiesetta di Sant'Antonio al Monte Alino (1045 Mt.) dove troveremo eventuale riparo e ristoro. Dopo circa 2 ore di cammino dalla partenza arriveremo al rifugio Monte Vaccaro (vedi relazione del 2 marzo 2013), preceduto da un paio di baite isolate, dotato di locale invernale con stufa, tavolo, sedie e letti (senza coperte né materassi). Più sopra, pochi minuti dipo, ecco la Terza Baita del Vaccaro. Dopo la discesa dal Monte Forcella, arriveremo alla grande costruzione di Baita della Forcella (1719 Mt.) dotata di un lungo portico sotto il quale ripararci e di un piccolo locale aperto ove poter entrare in caso di bisogno.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Soliti materiali da escursionismo invernale.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Tra la cima del Monte Vaccaro, meta frequantata e di facile raggiungimento anche nella stagione invernale, e l'antecima del Monte Secco con la sua bella ed alta croce di metallo, si sviluppa una estetica e divertente cresta. Tale cresta risulta facilmente percorribile e molto remunerativa in assenza di neve, ma diviene un poco delicata nella stagione invernale, anche se la neve ne amplifica notevolmente il fascino e la soddifazione di chi la percorre. A circa metà di questa cresta, sulla sinistra si stacca una breve e ben più abbordabile dorsale che in pochi minuti, dopo una breve discesa ad una sella erbosa ed una altrettanto breve risalita, porta sulla cima erbosa e tondeggiante del poco conosciuto Mote Forcella. In questa escaursione adremo a salire prima il battuto Monte Vaccaro e poi il suddetto Monte Forcella. Scenderemo poi dal versante Sud-Ovest di quest'ultimo per raggiungere la piccola altura della Madonna del Simet su cui è eretto un monumento, per poi tornare verso il rifugio Vaccaro e da qui al punto di partenza. Camminata adatta alla maggior parte degli escursionisti, priva di reali difficoltà o tratti delicati, anche nella stagione invernale, salvo particolari condizioni del manto nevoso. Panorami molto belli, sopratutto sul roccioso gruppo del Fop e del Secco.
Descrizione percorso
In auto risaliamo la Valle Seriana fino al bivio tra Clusone ed il Passo della Presolana a destra e Valbondione a sinistra. Andiamo a sinistra e dopo poche centinaia di metri saliamo ripidi verso sinistra per il paesello di Parre (terra di produzione degli scarpinocc, un tipico e gustoso tipo di ravioli). Arrivati davanti alla chiesa del paese, andiamo a destra eseguiamo strada in salita fino a dove possibile. Al termine di questa ci troviamo in località Campella. Qui, una bella bacheca riporta i sentieri e i monti della zona. Seguiamo a destra e parcheggiamo nei pressi di una piccola isola ecologica. A piedi scendiamo lungo una strada asfaltata con divieto alle automobili. In fondo ad un valloncello, superate un ponticello e iniziate a salire, sempre su asfalto, fino ad incontrare una freccia che indica la mulattiera sassosa per il rifugio del Monte Vaccaro. Si entra in un bosco camminando su ciottoli e gradini sassosi con moderata pendenza. Dopo circa 30 minuti sbucherete, nei pressi di una vecchia baita con alcuni cavalli, su una stradina asfaltata. Seguite l'asfalto in salita per circa 10 minuti, superando alcune belle baite ristrutturate fino ad arrivare alla bella chiesetta di Sant'Antonio (40-45' dalla partenza). Lasciate la chiesa alla vostra destra e proseguite lungo la strada in salita per un paio di tornanti. Quando il percorso lo consente, prendete a destra e tagliate lungo i pascoli salendo fino a sbucare nuovamente sull'asfalto nei pressi di una sbarra che chiude la strada. Superate la sbarra e proseguite dritti fino ad incontrare i primi rari abeti. Il percorso perde pendenza e attraversa una bella fascia boscosa di abeti e faggi. Riprende poi a salire e giunge dinanzi ad un capanno – mimetizzato dalle piante – adibito ad osservatorio faunistico dall'Università di Milano (Roccolo Alvit, 1380 Mt.). Qui un tornante piega a sinistra e poco dopo si raggiunge la prima baita del monte Vaccaro (1412 Mt.) con vicino tavolo e panche, nei pressi della quale si trova una bella pozza con vista sulla Presolana ed una fontana-abbeveratoio. Il panorama si fa bello ed ampio. Dopo pochi minuti tra pascoli, si raggiunge la seconda baita (1496 Mt.) posta sotto le pendici del monte Vaccaro. Da qui, andando verso sinistra, in pochi minuti quasi pianeggianti si arriva al rifugio del Monte Vaccaro (1519 Mt.). Noi invece proseguiamo dritti verso l'alto sempre lungo l'evidente stradina sterrata. Giunti ad una palina, ad un cartello indicante il Parco delle Orobie e ad una nuova pozza d'acqua (a circa 1650 Mt.) svoltiamo nettamente a destra verso l'evidente dorsale del Vaccaro. In questi paraggi sorge anche la terza baita del Vaccaro. Saliamo comodi e senza troppa fatica fino alla dorsale stessa. Qui una freccia in legno ci indica a destra verso il basso il giro delle baite del Secco, ma noi la ignoriamo. Da qui seguiamo fedelmente, invece, il filo erboso verso sinistra che, con una certa costante e marcata pendenza, ci porta all'ampia e allungata vetta del Monte Vaccaro, tra balze erbose e qualche pietra affiorante, ma senza la minima difficoltà. Sulla cima troviamo una piccola croce in ferro, una seconda croce poco più avanti ed un curioso alberello in ferro più avanti ancora. Dopo aver goduto del bel panorama dalla cima del Vaccaro, proseguiamo l'escursione seguendo la lunga dorsale davanti a noi. Camminiamo quasi in piano, senza fatica, ma facendo attenzione alle eventuali cornici verso destra. Poco oltre il crinale inizia a salire leggermente, ma per pochi metri. Seguono ora una serie di comodi saliscendi, privi di difficoltà. Solamennte in un paio di punti le pendenze aumentano, ma si tratta di brevi tratti. Ad un certo punto, invece ci troviamo di fronte ad un lungo tratto in salita, sempre sul crinale. Quasi al termine di questo, sulla sinistra si stacca, bene evidente una dorsale secondaria che scende ad una vicina selletta erbosa. Deviamo quindi verso sinistra, seguendo tale dorsale fino alla selletta. Da questa riprendiamo a salire, sempre sul filo di questa semplice cresta fino ad arrivare, dopo uno strappo abbastanza ripido, sulla cupola erbosa del Monte Forcella. Nessun ometto ci attende e si fatica a capire quale sia il punto più elevato della sommità su cui ci troviamo. Bellissimo il panorama verso il gruppo del Secco e del Fop.
Discesa
Scendiamo ora dalla parte oppsta a quella di salita, lungo l'ampio e non troppo ripido versante meridionale. Scendendo facciamo attenzione a non spostarci troppo verso sinistra. Inizialmente stiamo sull'ampio costone erboso, poi man mano perdiamo quota, ci spostiamo verso destra. Entriamo in un tranquillo vallone tenendo come punto di riferimento una ampia pozza d'acqua sotto di noi. Arrivati al termine della discesa, fatta senza un percorso obbligato, proseguiamo con alcuni saliscendi fino alla pozza e da qui al vicino ampio sentiero che proviene dalla zona del rifugio Vaccaro; sentiero che abbiamo abbandonato per salire al Monte Vaccaro. Seguiamo tale sentiero, in realtà si tratta di una strada sterrata che serve gli alpeggi della zona, verso destra. Dolcemente perdiamo quota e ci dirigiamo verso la Baita Forcella, ben visibile poco dopo sotto di noi. Per arrivarci compiamo un ampio giro in senso antiorario. Poco distante dalla baita si vede un dosso erboso sormontato da un monumento in pietra dedicato alla Madonna: si tratta della Madonna del Simet. Per salirci seguiamo la breve, evidente e poco ripida dorsale davanti a noi. Pochi minuti di salita ed eccoci al cospetto del monumento suddetto. Dopo aver riposato un poco e guardato il panorama, torniamo alla baita Forcella  e da qui ripercorriamo il tracciato già fatto fino alal pozza e da qui scendiamo senza fatica fino ad oltrepassare il poco distante dal sentiero rifugio Vaccaro. Sempre sul medesimo tracciato sterrato proseguiamo fino ad Alino e da qui a Parre come all'andata.

Note
Per altre foto ed informazioni sulla zona potrete leggere le relazioni del 2 marzo 2013, del 23 dicembre 2017 e del 2 luglio 2021. Poco sopra la località di Alino, qualche anno fa è stata posta una panchina gigante facente parte di un circuito internazionale: ci passaimo a pochi metri di distanza e vale la pena fare una piccolissima deviazione per darle un occhuo da vicino.
Commenti vari
Un sentito ringraziamento ai due escursionisti che erano davanti a me durante la salita al Vaccaro e fino al bivio per il Monte Forcella: battendo la traccia mi hanno risparmiato fatiche e difficoltà; loro poi hanno proseguito verso la croce dell'antecima del Secco, mentre io mi sono diretto al più vicino e bonario Monte Forcella, sul quale non ero mai salito.
   

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Il Monte Forcella visto poco dopo il rifugio Vaccaro

Dalla vetta del Monte Vaccaro

   

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Lungo la dorsale dopo il Vaccaro con il Forcella sulla sinistra

La dorsale dopo il Vaccaro
vista dal punto in cui parte la dorsale per il Monte Forcella

   

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La crestina che sale al Monte Forcella

Tratto finale per il Monte Forcella

   

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Omar sulla cima del Monte Forcella
con il Monte Secco sullo sfondo

il versante di discesa dal Monte Forcella
visto salendo al Monumento del Simet

   

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Il Monumento della Madonnina del Simet
Il Monte Secco