Monte Corru

 
Zona montuosa Alpi Orobie
Località  di partenza Località Piazzolo - Ardesio (BG)
Quota partenza 783 Mt. Quota di arrivo 1823 Mt.
Dislivello totale 1050 Mt.
Sentieri utilizzati n. 312
Ore di salita 2 h. 30'
Ore di discesa 2 h.
Data di uscita 08/11/2025 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Baloss presenti Omar
Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Clima freddo, brinate diffuse e cieli limpidi. Tracciato ben segnalato fino agli impianti di sci, poi occorre aguzzare un poco la vista. Salita al Corru non segnalata nè bollata, ma evidente e logica su lieve traccia di capre sempre presente.

Eventuali pericoli
Lungo la crestina dal Monte Corru vi sono tratti leggermente esposti (uno in particolare) su ripidissimi pendii da entrambi i lati, qui occorre fare una certa attenzione. La cresta diviene piuttosto delicata in caso di neve o terreno bagnato.
Presenza di acqua
Appena cominciato a camminare si supera una fontanella nei pressi di un piccolo acquedotto. Nei pressi del nucleo di casette di Ave di Ardesio si trova una grande fontana simile ad un lavatoio, ma qui l'acqua non è controllata, come recita severamente un cartello. Anche nel centro di Ave è presente una fontanella.
Punti di appoggio
Lungo il percorso si incontrano numerose baite, più o meno accoglienti. Ovviamente ad Ave di Ardesio avrete la possibilità di trovare riparo. Giunti in località Vodala, poco distante dal sentiero si trovano un paio di stazioni d'arrivo degli impianti di risalita delle vicine piste da sci, nonché un paio di baite. Sempre dalla località Vodala, con una deviazione verso destra è possibile arrivare all'omonimo rifugio. Oltre non si trova più nulla.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Il Monte Corru, a Nord Est dell'abitato di Ardesio, non rientra certamemte nella cerchia delle più famose e salite vette di questa bella zona della medio/alta Valle Seriana. Posto nelle vicinanze dei ben più frequentati monti della zona del Timogno risulta sconosciuto ai più, ma rappresenta comunque una piacevole salita ad una panoramicissima vetta, che richiede anche un minimo di attenzione nel percorrere la sua aerea crestina erbosa. Abbinando la salita a quella del dirimpettaio e bonario Monte Redondo, ne risulta una ancor più valida camminata adatta alle mezze stagioni, con un dislivello ed uno sviluppo comunque limitato.
Descrizione percorso
Qualche chilometro prima di Clusone, in Valle Seriana, si prende la deviazione per la Valbondione. Si prosegue dritti fino al paese di Ardesio per poi salire alla piccola frazione di Piazzolo (da non confondere con il paese di Piazzolo in Val Brembana). Lasciata l'auto poche centinaia di metri prima dell'abitato, in una serie di parcheggi posti davanti ad alcuni garage, si inizia a camminare su asfalto dirigendosi verso le case di Piazzolo. Alla prima stradina a destra (palina indicante il sentiero 312), si sale ripidi su fondo ciotolato. Superiamo una fontanella con annesso acquedotto. Arrivati ad una seconda fontanella davanti a noi, la strada piega verso sinistra. La seguiamo lasciando alla nostra sinistra un bel casolare ristrutturato e poco più in alto, una seconda casa con un affresco raffigurante la crocefissione di Cristo. Finalmente la pendenza diminuisce, fino a camminare in piano e poi in leggera discesa. La strada diviene ora più stretta e sterrata ed è affiancata da una rete metallica verde. In breve arriviamo sopra ad un profondo valloncello alla nostra sinistra. Continuiamo a scendere fin sul fondo del valloncello. Qui attraversiamo il torrente su un piccolo ponticello per poi riprendere a salire su ampio sentiero sterrato. Tutto attorno a noi si alzano fitti boschi da abeti. Una lunga fila di tralicci della corrente rovina un poco l'ambiente. Giunti davanti ad una paretona rocciosa, il sentiero piega a sinistra ed entra in una stretta valletta dominata da alte rocce alla nostra sinistra. Usciti da questa zona eccoci arrivati ad una santella con disegnata la Sacra Famiglia (ed una palina che ci invita a proseguire verso sinistra al primo bivio, ignorando il sentiero che scende verso destra. Prendiamo per Ave e Baita Vodala, sempre lungo il 312 (45' dalla partenza). Lasciata una prima bella baita alla nostra destra, eccoci arrivati davanti ad una fontana-lavatoio posta sotto una volta di pietre. Con una breve deviazione verso destra andiamo a visitare l'affascinante borgo di Ave di Ardesio, con la bella chiesa dedicata a San Rocco e numerose case in ristrutturazione. Tornati alla fontana, proseguiamo dritti lungo il sentiero ai margini del bosco. La pendenza diviene subito sostenuta. Con una serie di tornanti eccoci arrivare al cospetto di una baita ed un vicino rudere. Qui il sentiero spiana per alcune decine di metri, passando sotto ad alcuni imponenti alberi. Improvvisamente il percorso devia a sinistra (bollo su un muro a secco), abbandonando il sentiero pianeggiante per Vodala (cartello poco più avanti del bivio). Saliamo quindi in un bellissimo bosco di aceri con pendenze a tratti molto ripide. Giunti nei pressi di un gruppetto di baite proseguiamo senza raggiungerle, sempre nel bosco, fino ad un baitello poco distante dal sentiero alla nostra destra. Qui occorre fare attenzione perché i bolli sono poco visibili. Occorre tenere la destra tra faggi ed aceri, senza addentrarsi nel bel bosco di abeti verso sinistra. Pochi metri ed il sentiero diviene pianeggiante, tra imponenti faggi. Usciti dal bosco per un breve tratto, attraversiamo un piccolo rivolo d'acqua. Ammiriamo il panorama alla nostra destra. La vegetazione ora è meno rigogliosa e i faggi lasciano il posto a cespugli, abeti e ginestre. Attraversiamo un secondo misero corso d'acqua e l'ambiente cambia nuovamente: siamo ora circondati da abeti e prati. Attorno si alzano anche piccole formazioni rocciose. Eccoci ora in una bellissima radura erbosa attorniata da abeti. La traccia nel prato è ben marcata. In breve eccoci davanti ad una piccola stazione di partenza di una piccola funivia che sale verso destra. Sul muro della stazioncina si vede un bollo. Lasciamo la stazione alla nostra destra e proseguiamo dritti fino a sbucare all'ampia sella in località Vodala (meno di 2 ore dalla partenza). Sotto di noi si vedono gli impianti di salita delle piste da sci che salgono da Spiazzi di Gromo e rovinano il bellissimo panorama davanti ai nostri occhi: un ampissimo arco di monti che spazia dalla Valcanale, alla Val Brembana, dalla Val Seriana alla Valle di Scalve. Dalla sella andiamo verso sinistra, verso due baite a poca distanza. Le superiamo e proseguiamo lungo il comodo e pianeggiante sentiero. Arrivati all'ennesima stazione d'arrivo delle piste da sci del Timogno Ski Spiazzi, a sinistra del sentiero si vede una palina in legno con l'indicazione per il Monte Redondo. Seguiamo la freccia ed entriamo in un fitto boschetto di conifere per uscirne poco dopo. Camminiamo ora tra piccole radure erbose e una rara vegetazione di abeti e larici. Giunti sotto le ripide e franose pendici del Monte Corru, il percorso procede in falsopiano verso una evidente sommità erbosa. Saliamo alla ampia sella erbosa che si trova sulla sinistra dellla suddetta sommità. Tale sella divide il Monte Corru a sinistra con il Monte Redondo sulla destra. Dalla sella, pieghiamo verso sinistra ed iniziamo a salire per ripido prato restando il più vicino possibile alla linea della dorsale. Con una certa fatica ci portiamo ai piedi di una balza ancora più ripida, con qualche sasso affiorante. Saliamo anche questo breve tratto oltre il quale la pendenza diminuisce e proseguiamo seguendo la sottile ma facile crestina erbosa. La pendenza dei due fianchi ai lati della cresta non ci deve impressionare visto che non esistono difficoltà reali. Il bel panorama tutto attorno non ci deve comunque distrarre e cerchiamo di tenere gli occhi sull'esile ma ben presente traccia fatta da animali. Percorriamo una serie di saliscendi fino ad un larice solitario poco a sinistra del filo di cresta. Qui siamo di fronte al tratto più impegnativo ed esposto della cresta: si tratta di una ventina di metri rocciosi da superare, con l'aiuto della mani, in discesa su salti e gradini esposti, ma non difficili. Alla nostra destra il fianco della montagna cade verticale per una decina di metri. Potremmo aggirare tale tratto sulla sinistra, ma si perderebbe il punto più bello della crestina. Oltre di questo, riprendiamo a camminare più agevolmente sempre su sottile crinale più o meno erboso. Ads un certo punto riusciamo a scorgere in lontananza un paletto metallico su cui è posta una piccola corona: si tratta della nostra meta. Dopo alcuni piacevoli saliscendi ed un incantevole vista sulla Presolana davanti a noi, eccoci arrivati sul Monte Corru.

Discesa
Torniamo sui nostri passi fino all'auto, senza tralasciare una breve visita del borgo di Ave di Ardesio, raggiungibile con una deviazione di meno di 5 minuti seguendo le evidenti indicazioni in loco.

Note
Per altre foto ed info sulla zona, potete leggere la relazione della salita al vicino Monte Redondo, in data 1 novembre 2016. Proprio a questo monte potrete proseguire facilmente, dopo la salita al Corru ed il ritorno alla sella erbosa tra le due cime, al fine di rendere più completa ed interessante questa altrimenti breve escursione. Dalla corona di vetta del Corru, la traccia sul filo di cresta prosegue oltre di essa e tende a scendere verso il basso. E' possibile scendere anche da questa parte, ma una volta che ci siamo abbassati, occorre poi evitare un evidente salto mistro roccia e bosco, spostandosi verso destra lungo un percorso da improvvisare a vista.
Commenti vari
Curiosa e molto originale la corona dorata posta sulla cima del Monte Corru. La seconda foto qui sotto è stata scattata in una precedente escursione al Monte Redondo.
   

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La costa iniziale del Corru

Il Corru visto salendo al Redondo

   

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Il tratto ripido ad inizio crestina

Il Redondo visto salendo al Corru

   

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Inizia la crestina in saliscendi

Breve tratto in discesa

   

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Il  tratto più delicato della crestina del Corru

Lo stesso punto visto dopo averlo superato

   

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Verso la fine della cresta volgendosi indietro
Ultimo tratto in vista della corona della cima
 

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Omar accanto alla coroncina del Corru
Il gruppetto montuoso del Redondo e del Corru visti da Ardesio