Cima della Malgina

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località  di partenza Valbondione (BG)
Quota partenza 900 Mt. Quota di arrivo 2767 Mt.
Dislivello totale 1900 Mt.
Sentieri utilizzati n. 305, 310
Ore di salita 4 h. 30'
Ore di discesa 3 h. 30'
Data di uscita 16/08/2025 Giudizio sull'escursione Buona
Sass Baloss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Condizioni ideali per una lunga e bella camminata a quote medio elevate: sole, cieli limpidi e temperature non elevate. Sentieri segnalati e ben tenuti fino al Lago di Malgina. Da qui il percorso, sebbene ancora segnato da bolli, diviene meno evidente e su terreno sassoso spesso infido, ma mai difficile. Cresta finale elementare.

Eventuali pericoli
Solamente un poco di attenzione alle elevate pendenze dell'ultimo tratto del vallone che termina al Passo del Bondone.
Presenza di acqua
Troverete acqua in un paio di punti prima del rifugio Curò ed al rifugio stesso dove è posta una fresca fontanella. Anche proseguendo oltre il rifugio si potrà trovare acqua poco dopo il torrente che scende dalla Valcerviera. Acqua abbondante anche salendo al Lago di Malgina.
Punti di appoggio
Arrivati al rifugio Curò (uno dei più frequentati delle Orobie Bergamasche), troverete tutto quanto occorre per mangiare, bere e ripararsi. Nelle immediate vicinanze si trova un ostello. Proseguendo lungo il sentiero che costeggia il Lago del Barbellino arriverete nei pressi del rifugio al Lago Naturale del Barbellino, anche se la deviazione per la Cima di Malgina si trova pochi minuti prima del rifugio.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
La Valle di Malgina si sviluppa breve e ripida a partire dal punto più a monte del Lago Artificiale del Barbellino, in alta Valle Seriana. Oltre ad essere arricchita dalla presenza di un bel lago a circa metà del suo territorio, la valle termina in una conca circondata da belle cime. Una di queste è la Cima di Malgina, sorella minore del Pizzo del Diavolo di Malgina, ben più possente e appariscente. Proprio la vicinanza di questo scomodo fratellone, la relega a comprimario poco conosciuto e frequentato dagli escursionisti che salgono da queste parti. Tuttavia, a chi cerca una vetta meno frequentata, la Cima di Malgina, riesce ad offrire piacevoli emozioni, un facile percorso di salita ed un panorama che nulla ha da invidiare alle vette più famose che le stanno vicine. In generale questa escursione, sebbene non presenti difficoltà alcuna, è adatta a camminatori ben allenati, visti i comunque non pochi metri di dislivello necessari per calcarne la sommità.
Descrizione percorso
In auto raggiungiamo Valbondione, in alta Valle Seriana. Lasciamo l'auto in uno dei numerosi parcheggi a pagamento.Poco dopo il centro del paese la strada sale verso Lizzola. Poche centinaia di metri dopo il primo tornante verso destra, una bacheca con cartina della zona ci indica l'inizio del sentiero 305 che in meno di 2 ore porta al rifugio Antonio Curò. Dopo il primo tratto tra casette e baite, Inizialmente si cammina nel bosco, poi, sempre su comodo e ampio sentiero, si fuoriesce da questo per iniziare un lungo tratto tra prati. Il percorso taglia i ripidi pendii che scendono dall'alta vallata in cui siamo immersi. La zona del rifugio è ben presto visibile, poco a destra del salto delle cascate del fiume Serio (aperte varie volte durante l'anno, quando vengono rilasciate per alcuni minuti le acqua imprigionate nel bacino artificiale del Lago Barbellino), ma il tragitto è ancora lungo, anche se non faticoso e compie un ampio giro verso destra per poi tornare a sinistra, passare lungo una comoda ed ampia cengia tagliata nella roccia verticale del Monte Verme e quindi arrivare alle soglie del rifugio Curò (1915 Mt.) da poco affiancato dall'ostello Barbellino. E' anche possibile salire lungo la variante più breve e ripida chiamata "dello scarico", quando siamo ormai sotto la verticale del rifugio, ben più in alto rispetto a noi. Il rifugio è posto sopra il bellissimo invaso artificiale del Barbellino, dal colore turchese intenso. Seguiamo ora la pianeggiante e comoda strada sterrata militare che costeggia il lago sul lato destro (per chi sale) e porta in circa 1 ora al lago Naturale del Barbellino dove si trova il rifugio Barbellino (2130 Mt.). Poco prima di arrivare a quet'ultimo rifugio, dobbiamo abbandonare il sentero n. 305 per imboccare verso sinistra il traccoato n. 310 che sale verso il pittoresco e selvaggio Lago della Malgina. Si attraversa il fiume serio (nato qualche centinaio di metri più in alto) sopra ad un ponticello in cemento e ci si porta sul versante opposto della valle, entrando nella ripida Valle di Malgina. Subito dopo una palina ci indica il sentiero 310 per il bel lago. Altre indicazioni ci invitano ad andare verso sinistra, mentre a destra ci si incamminerebbe verso la zona del Passo di Caronella. Saliamo quindi a sinistra tra prati e massi. Ci dirigiamo verso una evidente gola che scende dalla stretta valle sopra le nostre teste. Attraversiamo la gola su di un ponticello e continuiamo a salire lungo il lato sinistro orografico del torrente che riattraversiamo ancora un paio di volte. Dopo un breve traverso su erba, risaliamo la parte finale della valle e sbuchiamo nei pressi del Lago di Malgina (2239 Mt.) in una zona caratterizzata da alti massi levigati alla nostra destra. Già da qui il panorama è grandioso: in lontananza, sul lato opposto della valle, in direzione sud-est, si vede il Monte Gleno con la i miseri resti della vedretta del Trobio, la sottile cresta verso il Pizzo Tre Confini e la parete scura del Recastello Arrivati al lago, lo costeggiamo in falsopiano verso destra in senso antiorario, abbandonando il sentiero che sale ripido al Lago Gelt alla nostra destra. Man mano avanziamo ci alziamo un poco ripsetto al lago. Arrivati ai piedi di un evidente vallone che scende dal Passo del Bondone, lo imbocchiamo e con una cert fatica lo risaliamo stando attenti a non perdere i bolli presenti in numero limitato. Tale vallone compie una curva verso sinistra e aumenta di pendenza man mano si risale. Inizialmemte il vallone è caratterizzato da terreno erboso e sassoso, ma nella parte alta diviene molto ripido e principalmente sassoso. Facendo attenzione a non smuovere sassi o peggio ancora scivolare, arriviamo all'integlio del Passo di Bondone (2720 Mt.). Da qui deviamo decisamente verso sinistra e per elementare dorsale che alterna tratti erbosi ad altri pietrosi, su pendenze molto limitate arriviamo all'ometto di vetta della Cima di Malgina. Ampissimo il panorama e bellissima la vista sul Pizzo del Diavolo di Malgina.

Discesa
Ripercorriamo a ritroso i nostri passi.

Note
Per chi ha le capacità e l'allenamento, una volta tornati al Passo del Bondone, vi troverete davanti il bellissimo ed ardito spigolo di rocce che segna l'inizio della cresta che porta al Corno del Bondone. Tale spigolo si erge quasi verticale per oltre 20 metri di altezza e presenta passaggi di III grado esposti e rappresenta il punto più impegnativo del percorso per raggiungere il suddetto Corno. La discesa dello spigolo al ritorno avviene con una doppia per la quale è già allestita la sosta. Pare comunque che tale spigolo possa essere aggirato scendendo per un centinaio di metri di dislivello sul versante valtellinese, tagliare a mezzacosta e risalire per rocce rotte alla cresta oltre lo spigolo. La maggior parte degli escursionisti raggiunge la Cima della Malgina dal versante valtellinese, soprattutto con gli sci d'alpinismo.
Commenti vari
Mentre ero sulla vetta della Cima di Malgina ho sentito forti urla e richiami e dopo qualche minuto ho visto sorvolare la zona del dirimpettaio Pizzo del Diavolo di Malgina da parte dell'elicottero del Soccorso Alpino. Durante la discesa l'elicottero è atterrato poco sopra il Lago di Malgina. L'intervento si è reso necessario a seguito della rovinosa caduta da parte di un ragazzo che stava salendo al Pizzo del Diavolo di Malgina. Fortunatamente l'escursionista solitario se l'è cavata con numerosi tagli, escoriazioni e forti contusioni; se lo sfortunato avesse continuato ancora per pochi metri la caduta, sarebbe precipitato da un salto verticale che non gli avrebbe lasciato scampo. La penultima fotografia di questa relazione è stata scattata in una precedente escursione al Pizzo Recastello. L'ultima fotografia invece ritrae il mio grande amico Guglielmo...
   

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La stretta e ripida Valle di Malgina

Dal Lago di Malgina

   

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Parte della salita al Passo di Bondone e alla Cima di Malgina

Sguardo in basso  verso il Lago di Malgina

   

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Ultimo tratto di ripida salita al Passo di Bondone

Il facile crinale verso la Cima di Malgina

   

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Tratto finale alla Cima di Malgina
con il Pizzo del Diavolo di Malgina sullo sfondo

Omar accanto all'ometto di vetta della Cima di Malgina

   

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Panorama verso il Lago Gelt ed il Monte Bondone
L'ardito spigolo che segna l'inizio della cresta
verso il Corno di Bondone
 

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I monti attorno alla Cima di Malgina
visti salendo dal Canale Nord del Recastello
Primo piano del Guglielmo...ah no! Scusate!