Monte Golla, Cima Foppazzi e Cima di Grem

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Località Alpe Grina - Frazione Villasio - Gorno (BG)
Quota partenza 1115 Mt. Quota di arrivo 1982 Mt. il Monte Golla
2097 Mt. la Cima Foppazzi
2049 Mt. la Cima di Grem
Dislivello totale 1100 Mt. con i saliscendi
Sentieri utilizzati n. 260, 263
Ore di salita 2 h. 30' per il Monte Golla
45' dal Monte Golla alla Cima Foppazzi
30' dalla Cima Foppazzi alla Cima di Grem
Ore di discesa 2 h. 
Data di uscita 28/01/2023 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Fredda e luminosa giornata invernale. Meno neve del previsto; il manto nevoso, molto variabile a seconda degli accumuli dovuti al vento, ha raggiunto un massimo di 30-40 cm. Spesso la neve non era portante. Lungo la cresta della Cima di Grem, come al solito, la traccia era ben fatta, nel resto della camminata spesso occorreva batterla. Sentieri ben segnalati da numerose paline,  visibili anche con neve.

Eventuali pericoli
Solo un minimo di attenzione lungo la ripida salita e discesa dalla Cima Foppazzi.
Presenza di acqua
I due rifugi che si incontrano lungo il percorso sono risultati chiusi ed anche al bivacco Telini non è presente acqua.
Punti di appoggio
Durante la salita si transita dalla Baita Foppelli, dopo circa 1 ora di cammino. Poi si arriva alla Baita Golla (1756 metri di quota), di proprietà del CAI di Leffe, molto carina ed in bella posizione. Durante la discesa dalla Cima di Grem, passiamo dal rifugio privato Mistri, che ha un locale invernale. Più avanti eccoci al bivacco Telini, con una veranda sempre aperta.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Consiglio di evere i ramponi per la salita alla Cima Foppazzi e per la discesa dal Grem, anche se le condizioni del resto della camminata  potrebbero non essere tali da richiedere di portarli con sè: in questi tratti, infatti, la neve è spesso dura, battuta e ventata.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Piacevole camminata invernale che ci porta a raggiungere tre belle cimette delle prealpi Orobie, che nel periodo estivo poco hanno da raccontare, ma che con la neve ci regalano bellissimi panorami e interessanti ambienti. La quota relativamente contenuta, il dislivello medio basso e l'alta frequentazione, rendono l'escursione adatta anche con un'abbondante quantità di neve, se ben assestata, magari muniti di ciaspole, alternandole ai ramponi ove necessario.
Descrizione percorso
Risaliamo la Valle Seriana fino a Ponte Nossa e da qui deviamo a sinistra, provenendo da Bergamo, verso il Passo di Zambla che mette in comunicazione le due principali valli bergamasche (Seriana e Brembana). Dopo pochi chilometri abbandoniamo la strada di fondovalle e saliamo a sinistra con direzione Miniere di Gorno. Proseguiamo lungo la salita fino al termine della strada asfaltata in località Grina, a circa 1110 metri di quota. Qui un cartello di divieto di transito ci impedisce di proseguire. Parcheggiamo presso uno spiazzo sulla sinistra, o poco dopo sulla destra. Nelle vicinanze vediamo una bacheca con una bella mappa della zona che ci apprestiamo a percorrere. Dopo i primi metri su asfalto, deviamo a destra e risaliamo un pendio erboso punteggiato di cespugli di rose selvatiche e di ginepri. Siamo sul sentiero n. 260, come indicato dalla palina alla partenza. Superiamo una bella pozza d'acqua circondata da una palizzata di legno con bella vista sul Monte Alben. In breve arriviamo ad una palina; qui il sentiero si divide in due, noi andremo a destra lungo il n. 260, poi al ritorno scnederemo da quello a sinistra n. 263. Saliamo dolcemente su bel sentierino tra abeti e cespugli. Arrivati in località Forcella Bassa, a 1306 metri di quota, una palina ci invita ad andare a sinistra per la Baita Golla, data ad 1 ora e mezza di cammino. Costeggiamo alcuni abeti sulla destra e pendii erbosi sulla sinistra. Arriviamo in prossimità di un roccolo per poi abbassarci verso destra ed entrare in una fitta abetaia. Perdiamo un poco di quota fino ad arrivare in una grande e bella radura con una piccola pozza. Qui incrocimo il sentiero che porterebbe al bivacco Telini. Noi invece proseguiamo verso destra. Compiamo poi un semicerchio in senso antiorario tra bosco e radure. Superiamo un grosso abete solitario per poi risalire una valletta. Giunti ad una palina, andiamo a destra, per la Baita di Golla, ora a 40 minuti di distanza. Andando a sinistra arriveremmo al bivacco Telini. Passiamo accanto ad alcuni grossi faggi, di cui uno veramente imponente. Risaliamo poi una valletta fino alla Baita Foppelli (1608 metri), superando poco prima una pozza rotonda. Salendo, è possibile scorgere la bandiera del bivacco Telini, in alto sulla sinistra. Dalla baita andiamo verso destra, per prati e pascoli, lungo un sentiero in mezzacosta. Arrivati su una costa erbosa, la seguiamo verso sinistra, risalendo alcuni bolli ed una freccia cn inidcato il sentiero 260. Ad un certo punto, abbandoniamo la costa per percorrere un mezzacosta verso destra (attenzione in caso di forte innevamento). Qui la traccia taglia un ripido pendio, portandoci verso la valletta dove sorge la Baita di Golla. È possibile evitare questo sentiero in mezzacosta e restare sulla dorsale, per poi abbassarci più in alto e dirigerci direttamente verso la Baita di Golla. La baita è ben visibile e così anche il Monte Golla sulla destra, dalla sommità piramidale. Raggiunta la baita, proseguiamo seguendo le indicazioni di una palina. Da qui il Monte Golla viene dato a meno di un ora di cammino. Doppiamo entrare in un bel vallone poco oltre la baita, preceduto dall'ennesima pozza. Dalla baita è anche ben visible una cimetta senza nome con una piccola croce di ferro sulla vettada cui transiteremo al ritorno. Dopo la pozza iniziamo a salire l'evidente e ampio vallone alla cui selletta è ben visibile una palina. Nel salirloconviene restarne prima al centro e poi spostarsi verso destra, per evitare possibili distacchi di neve dal ripido fianco sinistro per chi sale. Più in alto torniamo al centro del vallone e sbuchiamo ad un'ampia selletta (Bocchetta di Golla, 1903 metri). Alla nostra sinistra abbiamo la tondeggiante sommità del Matto di Golla, raggiungibile in meno di 10 minuti, mentre a destra la cima del Monte Golla. Saliamo verso quest'ultima restando il più possibile nei pressi della ripida ma bonaria dorsale che alla nostra destra cade ripida. Saliamo con una certa fatica, ma senza difficoltà alcuna. Dopo meno di 15' eccoci al cospetto della piccola croce in legno del Monte Golla. La cima appare tondeggiante ed ampia, ma poco oltre la croce, la montagna precipita verticale verso la Val Gorgolina. Attenzione quindi in caso di nebbia. Dopo aver gustato il panorama, con bela vista sulla zona della Cima del Fop e del Vaccaro, nonchè sulle prossime nostre mete odierne: la Cima Foppazzi e il Grem, torniamo alla Bocchetta di Golla. In breve saliamo anche il Matto di Golla su facile pendio regolare. Torniamo nuovamente alla Bocchetta di Golla, dalla quale proseguiamo verso la selletta che divide la Cima Foppazzi dalla Cima di Grem (Bocchette di Grem). Per arrivarci, in caso di neve, non esite un percorso obbligato, ma occorre districarsi tra dossi, conche, doline e tratti più aperti. Si tratta di un a zona molto tormentata, come appare chiaramente se vista dall'alto. Dopo meno di venti minuti dovemmo avvistare una palina che ci indica la direzione da cui veniamo (Monte Golla a 30'). Proseguiamo tra altri su e giù fino ad un ultimo evidente traverso pianeggiante (attenzione in caso di neve instabile) che ci porta alla Bocchetta di Grem a 1976 metri di altezza. Da qui saliamo direttamente il ripido pendio alla nostra destra, verso la Cima Foppazzi. Saliamo dritti come scritto sulla freccia alla bocchetta. Poi pieghiamo leggermente verso sinistra, per tornare nuovamente a destra. Qui incontreremo un tratto molto ripido, ma privo di difficoltà. Più in alto, le pendenze decrescono. Arriviamo alla facile dorsale che in dopo una lieve salita finale, ci porta al pianeggiante tratto finale, fino alla nuova croce metallica. Panorama ampissimo. Torniamo sui nostri passi fino alla Bocchetta di Grem. Da qui saliamo dritti verso la Cima di Grem, seguendo la ripida e facile costa, restandone leggermente sulla sinistra. In meno di 15 minuti di fatica eccoci sulla sommità del Grem. L'Arera è proprio di fronte a noi che pare di poterlo toccare.
Discesa
Spalle alla croce, iniziamo la discesa lungo la bella e comoda cresta della Cima di Grem, semi pianeggiante e quasi sempre decorata da una aggettante cornice verso destra. Dopo il lungo tratto con scarse pendenze, che è anche il più bello e rilassante, iniziamo a scendere con maggior decisione, e contemporaneamente la cresta diviene una più ampia dorsale. Scendiamo restando alla sinistra della dorsale, fino ad arrivare ad un pianoro. Qui rinveniamo una palina che verso sinistra segnala il bivacco Mistri. Seguiamo la freccia ed in breve scendiamo in mezzacosta verso l'evidente bivacco. Un ultimo traverso che taglia un ripido pendio (attenzione cn neve abbondante) ed eccoci al cospetto del bel bivacco dalle ante azzurre alle finestre. Proseguiamo scendendo oltre il bivacco ad una vicina palina. La nostra direzione sarebbe quella del sentiero n. 263 verso il bivacco Telini, ma possiamo optare per una breve ma piacevole salita alla cimetta ben visibile davanti a noi, senza nome ma con una piccola e interessante croce in ferro. La salita avviene prima per una facile costa , poi piegando a destra e affrontando un ripido pendio (da evitare in caso di neve non assestata), aggirando una fascia rocciosa sopra le nostre teste. Saliamo con percorso libero fino a raggiungere una più agevole dorsale che seguiamo verso sinistra in vista della vicina croce. L'intera salita alla cimetta, non richiede più di 15-20' dal bivacco e ci consente poi di scendere direttamente verso l'evidente e dolce pendio con direzione della costa che precede il bivacco Telini. Dopo i primi metri semi pianeggianti, il pendio diviene più ripido ma senza alcun problema. Con percorso libero arriviamo ai piedi del pendio, in una ampia conca e alal successiva selletta con palina indicatrice, dalla quale risaliamo verso una dorsale che diviene una elementare cresta ed in pochi minuti eccoci alla bandiera tricolore ed al monumento a pochi metri dal bivacco. Dopo una piacevole pausa riprendiamo la discesa lungo un ripido prato punteggiato di sassi affioranti. Più in basso incontriamo alcuni abeti. Pieghiamo leggermente verso destra e riprendiamo una ripida discesa su erba a gradoni. Arrivati alla fine del prato ci troviamo in una bella valletta con abeti e radure erbose. Scendiamo nella evidente valletta tra due ali di abeti. Poi andiamo leggermenet verso destra, transitando nelle vicinanze di un capanno da caccia alla nostra destra (loacalità Forcella Alta, 1440 metri). Da qui iniziamo a scendere, ancora tra due ali di abeti, percorrendo un bel prato con evidente traccia. Più in basso la discesa diviene più accidentata, con sassi e tornantini. Usciti dal bosco discendiamo gli ampi prati che ci condurranno all'auto. I prati sono ripidi e punteggiati di cespugli di rose selvatiche particolarmente spinose. Incontriamo una palina che ci segnala di essere sul sentiero n. 263. Pieghiamo poi decisamente verso sinistra, seguendo anche alcuni ometti. Qui la traccia è spesso poco evidente. Arriviamo in breve all'ennesima palina che ci indica verso destra la località Grina, dove abbiamo l'auto, alla quale arriviamo in altri 10 minuti.

Note
Sulla sommità della Cima Foppazzi è stata recentemente posta una croce di metallo con indicato il nome e la quota. Per altre foto ed info di camminate al Monte Golla, vedi la relazione del 19-03-2005 e 14-01-2017; alla Foppazzi del 30-12-2019 e del 20-01-2018 con molta più neve; al Grem del 11-01-2009 e dell'ormai lontano 28-03-2004.
Commenti vari
Nelle vicinanze del rifugio Mistri si nota una cimetta sormontata da una croce in ferro di piccole dimensioni: sulle carte non viene nominata né quotata, ma la sua breve salita appare quasi d'obbligo, per poter poi discenderne il versante opposto e arrivare velocemente al bivacco Telini. Tale cimetta è ben visibile anche dalla Baita Golla. Mentre mi stavo cambiando dopo la camminata, sono stato assalito da uno stormo di uccelli neri (cornacchie? cracchi? boh...) che dopo aver vorticato per alcuni inuti sopra la mia testa, hanno deciso di scendere in picchiata con impressionante rumore di ali e versi; il tutto è durato pochi secondi, ma l'effetto è stato davvero da ricordare.
   

Ingrandisci

Ingrandisci

In avvicinamento alla Baita Golla

Sul Monte Golla

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Il Mone Golla visto andando alla Cima Foppazzi

La nuova croce sulla Cima Foppazzi

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Omar sulla Foppazzi con l'Arera alle spalle

L'accidentato percorso dal Golla alla Bocchetta di Grem

   

Ingrandisci

Ingrandisci

Il Grem visto scendendo dalla Foppazzi

L'estetica cresta del Grem fatta in discesa

   

Ingrandisci

Ingrandisci

La salita alla cimetta senza nome dopo il bivacco Mistri e la bella croce sulla sua sommità