| Descrizione generale Piacevole
camminata invernale che ci porta a raggiungere tre belle cimette delle prealpi Orobie, che nel periodo estivo poco
hanno da raccontare, ma che con la neve ci regalano bellissimi panorami
e interessanti ambienti. La quota relativamente contenuta, il
dislivello medio basso e l'alta frequentazione, rendono l'escursione adatta anche
con un'abbondante quantità di neve, se ben assestata, magari muniti di ciaspole,
alternandole ai ramponi ove necessario.
Descrizione percorso Risaliamo
la Valle Seriana fino a Ponte Nossa e da qui deviamo a sinistra,
provenendo da Bergamo, verso il Passo di Zambla che mette in
comunicazione le due principali valli bergamasche (Seriana e Brembana).
Dopo pochi chilometri abbandoniamo la strada di fondovalle e saliamo a
sinistra con direzione Miniere di Gorno. Proseguiamo lungo la salita
fino al termine della strada asfaltata in località Grina, a circa 1110
metri di quota. Qui un cartello di divieto di transito ci impedisce di
proseguire. Parcheggiamo presso uno spiazzo sulla sinistra, o poco dopo
sulla destra. Nelle vicinanze vediamo una bacheca con una bella mappa
della zona che ci apprestiamo a percorrere. Dopo i primi metri su
asfalto, deviamo a destra e risaliamo un pendio erboso punteggiato di
cespugli di rose selvatiche e di ginepri. Siamo sul sentiero n. 260,
come indicato dalla palina alla partenza. Superiamo una bella pozza
d'acqua circondata da una palizzata di legno con bella vista sul Monte
Alben. In breve arriviamo ad una palina; qui il sentiero si divide in
due, noi andremo a destra lungo il n. 260, poi al ritorno scnederemo da
quello a sinistra n. 263. Saliamo dolcemente su bel sentierino tra
abeti e cespugli. Arrivati in località Forcella Bassa, a 1306 metri di
quota, una palina ci invita ad andare a sinistra per la Baita Golla,
data ad 1 ora e mezza di cammino. Costeggiamo alcuni abeti sulla destra
e pendii erbosi sulla sinistra. Arriviamo in prossimità di un roccolo
per poi abbassarci verso destra ed entrare in una fitta abetaia.
Perdiamo un poco di quota fino ad arrivare in una grande e bella radura
con una piccola pozza. Qui incrocimo il sentiero che porterebbe al
bivacco Telini. Noi invece proseguiamo verso destra. Compiamo poi un
semicerchio in senso antiorario tra bosco e radure. Superiamo un grosso
abete solitario per poi risalire una valletta. Giunti ad una palina,
andiamo a destra, per la Baita di Golla, ora a 40 minuti di distanza.
Andando a sinistra arriveremmo al bivacco Telini. Passiamo accanto ad
alcuni grossi faggi, di cui uno veramente imponente. Risaliamo poi una
valletta fino alla Baita Foppelli (1608 metri), superando poco prima
una pozza rotonda. Salendo, è possibile scorgere la bandiera del
bivacco Telini, in alto sulla sinistra. Dalla baita andiamo verso
destra, per prati e pascoli, lungo un sentiero in mezzacosta. Arrivati
su una costa erbosa, la seguiamo verso sinistra, risalendo alcuni bolli
ed una freccia cn inidcato il sentiero 260. Ad un certo punto,
abbandoniamo la costa per percorrere un mezzacosta verso destra
(attenzione in caso di forte innevamento). Qui la traccia taglia un
ripido pendio, portandoci verso la valletta dove sorge la Baita di
Golla. È possibile evitare questo sentiero in mezzacosta e restare
sulla dorsale, per poi abbassarci più in alto e dirigerci direttamente
verso la Baita di Golla. La baita è ben visibile e così anche il Monte
Golla sulla destra, dalla sommità piramidale. Raggiunta la baita,
proseguiamo seguendo le indicazioni di una palina. Da qui il Monte
Golla viene dato a meno di un ora di cammino. Doppiamo entrare in un
bel vallone poco oltre la baita, preceduto dall'ennesima pozza. Dalla
baita è anche ben visible una cimetta senza nome con una piccola croce
di ferro sulla vettada cui transiteremo al ritorno. Dopo la pozza
iniziamo a salire l'evidente e ampio vallone alla cui selletta è ben
visibile una palina. Nel salirloconviene restarne prima al centro e poi
spostarsi verso destra, per evitare possibili distacchi di neve dal
ripido fianco sinistro per chi sale. Più in alto torniamo al centro del
vallone e sbuchiamo ad un'ampia selletta (Bocchetta di Golla, 1903
metri). Alla nostra sinistra abbiamo
la tondeggiante sommità del Matto di Golla, raggiungibile in meno di 10
minuti, mentre a destra la cima del
Monte Golla. Saliamo verso quest'ultima restando il più possibile nei
pressi della ripida ma bonaria dorsale che alla nostra destra cade
ripida. Saliamo con una certa fatica, ma senza difficoltà alcuna. Dopo
meno di 15' eccoci al cospetto della piccola croce in legno del Monte
Golla. La cima appare tondeggiante ed ampia, ma poco oltre la croce, la
montagna precipita verticale verso la Val Gorgolina. Attenzione quindi
in caso di nebbia. Dopo aver gustato il panorama, con bela vista sulla
zona della Cima del Fop e del Vaccaro, nonchè sulle prossime nostre
mete odierne: la Cima Foppazzi e il Grem, torniamo alla Bocchetta di
Golla. In breve saliamo anche il Matto di Golla su facile pendio
regolare. Torniamo nuovamente alla Bocchetta di Golla, dalla quale
proseguiamo verso la selletta che divide la Cima Foppazzi dalla Cima di
Grem (Bocchette di Grem). Per arrivarci, in caso di neve, non esite un
percorso obbligato, ma occorre districarsi tra dossi, conche, doline e
tratti più aperti. Si tratta di un a zona molto tormentata, come appare
chiaramente se vista dall'alto. Dopo meno di venti minuti dovemmo
avvistare una palina che ci indica la direzione da cui veniamo (Monte
Golla a 30'). Proseguiamo tra altri su e giù fino ad un ultimo evidente
traverso pianeggiante (attenzione in caso di neve instabile) che ci
porta alla Bocchetta di Grem a 1976 metri di altezza. Da qui saliamo
direttamente il ripido pendio alla nostra destra, verso la Cima
Foppazzi. Saliamo dritti come scritto sulla freccia alla bocchetta. Poi
pieghiamo leggermente verso sinistra, per tornare nuovamente a destra.
Qui incontreremo un tratto molto ripido, ma privo di difficoltà. Più in
alto, le pendenze decrescono. Arriviamo alla facile dorsale che in dopo
una lieve salita finale, ci porta al pianeggiante tratto finale, fino
alla nuova croce metallica. Panorama ampissimo. Torniamo sui nostri
passi fino alla Bocchetta di Grem. Da qui saliamo dritti verso la Cima
di Grem, seguendo la ripida e facile costa, restandone leggermente
sulla sinistra. In meno di 15 minuti di fatica eccoci sulla sommità del
Grem. L'Arera è proprio di fronte a noi che pare di poterlo toccare.
Discesa Spalle
alla croce, iniziamo la discesa lungo la bella e comoda cresta della
Cima di Grem, semi pianeggiante e quasi sempre decorata da una
aggettante cornice verso destra. Dopo il lungo tratto con scarse
pendenze, che è anche il più bello e rilassante, iniziamo a scendere
con maggior decisione, e contemporaneamente la cresta diviene una più
ampia dorsale. Scendiamo restando alla sinistra della dorsale, fino ad
arrivare ad un pianoro. Qui rinveniamo una palina che verso sinistra
segnala il bivacco Mistri. Seguiamo la freccia ed in breve scendiamo in
mezzacosta verso l'evidente bivacco. Un ultimo traverso che taglia un
ripido pendio (attenzione cn neve abbondante) ed eccoci al cospetto del
bel bivacco dalle ante azzurre alle finestre. Proseguiamo scendendo
oltre il bivacco ad una vicina palina. La nostra direzione sarebbe
quella del sentiero n. 263 verso il bivacco Telini, ma possiamo optare
per una breve ma piacevole salita alla cimetta ben visibile davanti a
noi, senza nome ma con una piccola e interessante croce in ferro. La
salita avviene prima per una facile costa , poi piegando a destra e
affrontando un ripido pendio (da evitare in caso di neve non
assestata), aggirando una fascia rocciosa sopra le nostre teste.
Saliamo con percorso libero fino a raggiungere una più agevole dorsale
che seguiamo verso sinistra in vista della vicina croce. L'intera
salita alla cimetta, non richiede più di 15-20' dal bivacco e ci
consente poi di scendere direttamente verso l'evidente e dolce pendio
con direzione della costa che precede il bivacco Telini. Dopo i primi
metri semi pianeggianti, il pendio diviene più ripido ma senza alcun
problema. Con percorso libero arriviamo ai piedi del pendio, in una
ampia conca e alal successiva selletta con palina indicatrice, dalla
quale risaliamo verso una dorsale che diviene una elementare cresta ed
in pochi minuti eccoci alla bandiera tricolore ed al monumento a pochi
metri dal bivacco. Dopo una piacevole pausa riprendiamo la discesa
lungo un ripido prato punteggiato di sassi affioranti. Più in basso
incontriamo alcuni abeti. Pieghiamo leggermente verso destra e
riprendiamo una ripida discesa su erba a gradoni. Arrivati alla fine
del prato ci troviamo in una bella valletta con abeti e radure erbose.
Scendiamo nella evidente valletta tra due ali di abeti. Poi andiamo
leggermenet verso destra, transitando nelle vicinanze di un capanno da
caccia alla nostra destra (loacalità Forcella Alta, 1440 metri). Da qui
iniziamo a scendere, ancora tra due ali di abeti, percorrendo un bel
prato con evidente traccia. Più in basso la discesa diviene più
accidentata, con sassi e tornantini. Usciti dal bosco discendiamo gli
ampi prati che ci condurranno all'auto. I prati sono ripidi e
punteggiati di cespugli di rose selvatiche particolarmente spinose.
Incontriamo una palina che ci segnala di essere sul sentiero n. 263.
Pieghiamo poi decisamente verso sinistra, seguendo anche alcuni ometti.
Qui la traccia è spesso poco evidente. Arriviamo in breve all'ennesima
palina che ci indica verso destra la località Grina, dove abbiamo
l'auto, alla quale arriviamo in altri 10 minuti.
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