Pizzo Torrenzuolo e Pizzo Gerlo

 
Zona montuosa Alpi Orobie
Località di partenza Loc. Ronco - Tartano (SO)
Quota partenza 1150 Mt. Quota di arrivo 2376 Mt. il Torrenzuolo
2470 Mt. il Gerlo
Dislivello totale 1500 Mt. circa con i saliscendi
Sentieri utilizzati n. 127, 126
Ore di salita 3 h. 45' per il Torrenzuolo
altri 30' per il Gerlo
Ore di discesa 4 h.
Data di uscita 09/11/2024 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar, Gölem Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Ideale giornata di fine autunno. Sentieri non sempre evidenti e con segnalazioni non sempre puntuali. Discesa dal Pizzo Gerlo fino a Baita Moia su aperti e ripidi prati a balze completamente senza traccia.

Eventuali pericoli
Molta attenzione durante la discesa lungo i ripidissimi pendii del Pizzo Gerlo fino alla Baita Moia: qui non esiste traccia e si scende a vista tra balze erbose che nella parte bassa vanno a finire su salti e gradoni impraticabili. Da evitare in caso di scarsa visibilità.
Presenza di acqua
L'acqua è presente ad una fontana/abbeveratoio poso sopra il rifugio Gusmeroli. Anche all'interno del rifugio stesso sono presenti alcune scorte (succhi di frutta e bottiglie d'acqua).
Punti di appoggio
Salendo al rifugio  Gusmeroli, si oltrepassano alcune baite isolate ed altre raggruppate in piccoli borghi. Il rifugio stesso, in realtà si tratta di un bivacco molto ospitale e ben sistemato, rappresenta un'ottima possibilità di riparo, nonchè di pernotto. Il rifugio risulta sempre aperto e consente il pernotto e l'uso della cucina a chiunque si sia registrato presso il sito del rifugio stesso. In pratica è una specie di bivacco, ma per potervi pernottare occorre prenotarsi in tempo. La disponibilità è di 8 posti letto. Al suo interno si trova tutto il necessario.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Poco a Nord del crinale tra la provincia di Bergamo e Sondrio, in zona Passo del Tartano, si sviluppano alcune belle vette poco frequentate, ma di sicura soddisfazione e che possono regalare grandiosi panorami sia verso meridione che verso settentrione. Una di queste cime è certamente il Pizzo Gerlo, che, assieme al suo vicino Pizzo Torrenzuolo, andremo a salire in questa piacevole e mai difficile escursione dal medio dislivello. Saliremo partendo nelle vicinanze del paese di Tartano, nella valle omonima, transiteremo dal bellissimo bivacco Gusmeroli, per poi salire al facile Pizzo di Torrenzuolo; da questo seguiremo la camminabile cresta che lo unisce al Pizzo Gerlo, per poi discendere nuovamente al Gusmeroli lungo un itinerario diverso ed un poco più impegnativo; proseguiremo poi nella bella Val Vicima che ci ricondurrà alla partenza. In generale si tratta di una camminata adatta a tutti, priva di difficoltà oggettive e solo un poco impegnativa nella parte di discesa dal Gerlo al Gusmeroli per via dell'assenza di un sentiero ed anche di tracce. A parte questo tratto che richiede intuito ed esperienza, per il resto ci muoviamo su sentieri evidenti e percorsi abbordabili, anche se da non sottovalutare.
Descrizione percorso
Dalla statale della Valtellina, salire in Val del Tartano e parcheggiare in località Ronco, al termine della stretta strada in un parcheggio. Qui una freccia indica il "Sentiero dei Ponti" ed il n. 127 della Val Vicima. Saliamo lungo il comodo sentiero inizialmente erboso. Deviamo poi a destra entrando in un bel bosco misto. Arriviamo ad una santella (freccia) e poi ad una seconda con bella vista sui boschi sottostanti. Superiamo alcune baite ed arriviamo ad una freccia gialla. Qui abbandoniamo il sentiero n. 127 della Val Vicima, dal quale scenderemo al ritorno. Proseguiamo dritti seguendo per la località Barghet. Perdiamo leggermente quota, per poi risalire. Camminiamo ora in una bella abetaia fitta e buia. Superiamo una specie di abbeveratio in pietra. Arriviamo poi ad una freccia. Qui imbocchiamo il sentiero n. 126 per il Monte Torrenzuolo. Saliamo ripidamente con alcuni tornantini. Arrivati ad un rudere, usciamo dal bosco, piegando verso sinistra. Sotto di noi, lungo un ripido prato si vedono alcune baite. Bella la vista sulle cime circostanti. Attraversiamo una radura er puntando a rientrare nell'abetaia poco più avanti (bollo sul primo tronco). Proseguiamo fino ad una successiva radura con numerose baite isolate. Saliamo tra le baite fino ad incrociare un'ampia strada proveniente da sinistra (dalla Val Vicima; e che seguiremo al ritorno e che seguiremo verso destra. All'incrocio troviamo una palina che ci indica essere in località Alpe Turensool Cur d'Aser a 1800 metri di quota. Andiamo quindi a destra, seguendo le indicazioni per il rifugio Aldo e Sergio Gusmeroli. Saliamo brevemente su ampia sterrata per poi iniziare una discesa che in una decina di minuti ci porta al bivio verso sinistra per il rifugio Gusmeroli. Altri 10 minuti ed eccoci al rifugio in località Alpe Torrenzuolo (1881 metri). Dopo il meritato riposo presso la bella struttura, saliamo lungo una traccia alle spalle del rifugio, seguendo una freccia che indica il Pizzo Torrenzuolo a 1 ora e mezza di cammino. Camminiamo per ripido prato. Superiamo un abbeveratoio e continuiamo per aperti prati punteggiati da massi affioranti, puntando ai larici sopra di noi. Senza possibilità di errore rimontiamo il pendio davanti a noi che da prativo diviene ricco di cespugli e poi lradi larici. Un sentierino poco evidente serpeggia molto ripido tra le piante e guadagna velocemente quota. Senza mai lasciarci riposare proseguiamo la salita fino ad arrivare ad un evidente e grosso ometto di sassi. Ora le pendenza si fanno meno severa e seguendo la dorsale tra cespugli ed arbusti, continuiamo verso la nostra prima meta. La vegetazione in breve si riduce fino a trovare solo erba e rododendri. In lontananza vediamo un altro grosso ometto di sassi che raggiungiamo senza difficoltà. Il panorama si apre sulle valli e le cime circostanti. Superiamo l'ometto di sassi e dopo poche decine di metri lungo la dorsale verso destra, arriviamo al piccolo ometto di vetta del Pizzo Torrenzuolo. Godiamo ci il panorama che ci circonda e dopo un attimo di respiro, proseguiamo lungo la facile dorsale verso il vicino Pizzo Gerlo, ben evidente davanti a noi. La dorsale da seguire appare ostica, ma in realtà non presenta alcuna difficoltà. Scendiamo per balze erbose e sassi affioranti fino alla sella tra il Pizzo Torrenzuolo e il Pizzo Gerlo, perdendo meno di un centinaio di metri di dislivello. Saliamo ora la ripida ma facile cresta del Pizzo Gerlo seguendo una traccia leggermente a destra del filo di cresta. Alla nostra sinistra vediamo un verticale baratro roccioso, mentre a destra scendono ripidi fianchi erbosi impraticabili. Con un certo sforzo saliamo fino agli ometti di vetta della nostra seconda vetta odierna in circa 20 minuti dalla sella tra le due montagne.
Discesa
Ripercorriamo ora la traccia  poco discosta dalla cresta e torniamo alla sella tra le due montagne. Da qui, dobbiamo scendere senza percorso obbligato alla nostra destra per ripide balze erbose. Individuiamo il percorso migliore cercando i punti più agevoli e con minor pendenza. Teniamo come punto di riferimento un edificio allungato (forse una stalla), ben visibile sotto di noi. Scendiamo quindi facendo attenzione a non finisre sopra a qualche salto troppo ripido o peggio verticale. Noi abbiamo optato per un vago valloncello che ci offriva minor pendenza e una direzione verso la stalla suddetta. Una volta scesi per prati, ad un certo punto, ci accorgiamo che i pendii divengono verticali e terminano sopra ad un salto roccioso. Deviamo quindi verso destra spostandoci più o meno agevolmente verso un ripido canale con un piccolo corso d'acqua. Lo attraversiamo in un punto dove vediamo un grosso ometto di sassi sul lato opposto del canale. Da qui riprendiamo la discesa obbliquando verso destra. Ora il punto di riferimento non è più la stalla allungata, la la Baita Moia, discosta sulla destra ed isolata sotto di noi. Per raggiumgerla dobbiamo inventarci un percorso tra larici, rododendri e le immancabili ripide balze erbose. Finalmente sbucati al termine dei pendii, grosso modo a metà tra la stalla e la Baita Moia, andiamo a destra e raggiungiamo quest'ultima su labile traccia in falsopiano. Dalla baita, la traccia pare sparire, ma proseguendo oltre ritroveremo segni di passaggio ed un ometto di sassi, segno che siamo sul percorso corretto per tornare al rifugio Gusmeroli. Seguiamo la tracia che in mezzacosta, con alcuni saliscendi taglia i ripidi pendii alla nostra destra e che scendono dal Pizzo Torrenzuolo. Ora non ci resta che seguire il percorso che a tratti diviene poco visibile, ma alcuni radi bolli rossi e bianchi ci aiutano a procedere. Finalmemte sbuchiamo nella radura prativa sopra al rifugio Gusmeroli che raggiungiamo con una breve discesa. Da qui riprendiamo il sentiero dell'andata fino alla palina in località Cur D'Aser. Qui noi siamo venuti da sinistra, mentre ora proseguiamo dritti lungo la comoda e larga strada sterrata davanti a noi. Con un lungo giro in senso orario andremo verso la Val Vicima. Il sentiero inizialmente perde quota ma poi torna a salire anche ripidamente. Importanti ed invasivi lavori stanno allargando il sentiero che taglia il bosco e proprio a causa di questi, in un punto piuttosto ripido siamo costretti a scendere un poco simpatico salto roccioso tramite un sentierino scavato nella roccia. Ai piedi di questo, ripendiamo un comodo sentiero che in breve ci conduce ad alcune baite in località Alpe Vicima a 1770 metri di quota. Qui vediamo una palina che tra le varie direzioni, ci segnala anche la località Ronco a circa 1 ora e 45 minuti. Seguiamo quindi il sentiero n. 127 e scendiamo con regolarità verso l'abitato. La valle è molto bella ed aperta. Superiamo alcune baite ristrutturate. Man mano scendiamo la vegetazione a foglia larga prende il sopravventu su larici ed abeti. Rientrati nel bosco lasciamo alla nostra destra alcuni ruderi in pietra ed in breve ci troviamo sul sentiero seguito al mattino, poco dopo la freccia gialla che indicava la località Barghet. Andiamo a destra e su percorso già fatto torniamo all'auto.

Note
Siamo dubbiosi sulla convenienza di effettuare la discesa da noi seguita; è molto più agevole ripercorrere la strada fatta in salita e cioè dal Pizzo Gerlo, tornare al Torrenzuolo e poi dritti in discesa verso il rifugio Gusmeroli. In tal modo però, si perde parte dell'avventura che ci ha regalato questa escursione, nonchè la possibilità di gustarsi la bellezza della Val Vicima.
Commenti vari
I lunghi tempi della discesa sono in parte da imputare ad alcuni errori di percorso ed indecisioni.
   

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Il rifugio Gusmeroli

Salendo al Pizzo Torrenzuolo con vista sul rifugio Gusmeroli
   

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La facile dorsale verso il Torrenzuolo

Dal Torrenzuolo vista sul percorso per il Pizzo Gerlo
   

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Omar in vetta al Torrenzuolo

Dal Pizzo Gerlo sguardo verso il Torrenzuolo
   

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Omini di vetta del Pizzo Gerlo

La ripida discesa verso Baita Moia
   

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Panorama verso il gruppo del Badile Cengalo

Guly in cima al Torrenzuolo