Monte Faino

 
Zona montuosa Alpi Orobie
Località  di partenza Località Redivo - Averara (BG)
Quota partenza 700 Mt. circa Quota di arrivo 1562 Mt.
Dislivello totale 900 Mt. circa Sentieri utilizzati n. 132
Ore di salita 2 h. 45' Ore di discesa 2 h.
Data di uscita 17/01/2025 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Bella giornata di sole. Freddo limitato, nonostante il periodo. Sentieri discretamente segnalati, non sempre evidenti. Il primo tratto di discesa dal Monte Faino avviene lungo un ripido pendio boscoso privo di traccia, fino ad incrociare il sentiero che ci riconduce all'iniizo del tratto finale della sala appena compiuta. Qualche centimetro di neve nella parte alta della salita.

Eventuali pericoli
Poco prima della cima, saliamo un ripido  pendio tra balze erbose e qualche roccetta (evitabile): qui si deve superare un breve ma esposto tratto roccioso che in caso di neve può risultare ostico e poco sicuro.
Presenza di acqua
Troveremo una bella fontana alla partenza, nei pressi di Casa Bottagisi.
Punti di appoggio
Durante la salita transiteremo nei pressi di Baita Lisec, posta in bella e bucolica posizione tra bosco e prati, dove possiamo trovare riparo.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Alzi la mano chi conosce il Monte Faino... Ecco appunto. Questa camminata di bassa montagna cerca di colmare parzialmente un vuoto: la descrizione del percorso che dal paesino brembano di Avevara, noto ai più per il bel tratto sotto i portici della antica Via Mercatorum, conduce sulla pochissimo nota vetta di questa bassa ma panoramicissima montagna, passando per bei boschi di conifere, radure erbose,  brevi e divertenti pendii con qualche semplice roccetta a dare il giusto divertimento all'escursionista alla ricerca di tracciati originali, fuori da quelli più battuti e per le mete più famose.
Descrizione percorso
In auto saliamo al paese di Averara, in alta Val Brembana. Subito dopo il cimitero, una strada verso destra sale alla località Redivo. Poche centinaia di metri ri ripida salita ed eccoci in questo caratteristico borgo. Lasciamo l'auto nei pressi di Casa Bottagisi, bellissimo ed antico edificio caratterizzato da una facciata che presenta una curiosa ed armonica serie di scale in legno. Ci incamminiamo lungo la strada asfaltata oltre l'edificio. In breve troveremo una palina che ci indica il sentiero n. 132. Lo seguiamo slendo lungo una strada ripida che supera alcuni ruderi ed alcune vecchie case in pietra sulla sinistra. Oltrepassiamo poi il muro in cemento di un acquedott sul cui spigolo leggiamo un bollo con il numero 4. Saliamo fino ad entrare nel bosco di latifolie davanti a noi. Troviamo una seconda palina; qui proseguiamo per le baite di Faino. Arriviamo in breve ad un abbeveratoio per animali posto sotto una piccola ed umida parete rocciosa. Al bivio successivo, andiamo in salita verso sinistra. Passiamo poi sotto ad un traliccio dell'alta tensione. Sul tronco di una pianta vediamo una freccia e la scritta "Faino". Poco sopra, un'apertura nella fitta vegetazione ci consente una sguardo sulla vallata e le cime che vanno dal Monte Venturosa alla zona dei Piani dell'Avaro. Transitiamo sotto i cavi della corrente dei suddetti tralicci. Il bosco di latifoglie lascia poi il posto alle conifere. Ad un bivio poco evidente saliamo verso destra tr alti abeti. In breve arriviamo ad una dorsale boscosa. La seguiamo verso sinistra, tra pini e arbusti. I bolli bianchi e ross sono ben evidenti sui tronchi delle piante. Poco dopo abbandoniamo il crinale, per un mezzacosta poco sotto di esso. La vegetazione cambia ancora e tornano erba e latifoglie. Sopra di noi, verso destra vediamo un capanno da caccia. Proseguiamo sul mezzacosta, ora tra faggi. Arriviamo così ad un rudere che lasciamo alla nostra sinistra ed entriamo in un valloncello. Puntiamo ad un abete ben evidente. Poco dopo eccoci ad un muretto a secco che ci taglia la strada. I bolli vann verso sinistra, ma noi oltrepassiamo il muretto e saliamo dritti nel valloncello davanti a noi verso la vicina Baita Lisec, posta in questa bella radura. Bella la vista dalla baita verso i monti alle nostre spalle Venturosa, Baciamorti, Aralalta, Sodadura, monte Disner e Pizzo di Cusio). Seguiamo il sentiero ce passa dietro la baita e sale nuovamente al costone boscoso. Qui giunti andiamo a sinistra su bella traccia. Incrociamo subito un sentiero (quello che abbiamo abbandonato al muretto a secco prima della baita). Qui, cercando sui tronchi delle piante, vediamo una freccia che ci indica la via per il rifugio Cantedoldo. Bella vista sul Pizzo dei Tre Signori. All'incrocio con il sentiero andiamo dritti, ignorando le indicazioni per il rifugio. Saliamo seguendo i bolli rossi sulle piante. Usciamo poi dal bosco e camminiamo per prati. Rientriamo brevemente nel bosco per poi uscirne nuovamente sul costone, tra arbusti e conifere isolate. Finalmemte ci appare la nostra meta, davanti a noi, preceduta da un grande ripetitore verde quadrato. Puntiamo proprio a questo ripetitore, salendo per balze erbose e arbusti. Arriviamo ad un paletto di legno conficcato nel prato con le indicazioni per il rifugio Cantedoldo verso sinistra e il MOnte Faino dritti verso l'alto. saliamo quindo verso alcune formazioni rocciose gradinate ben visibili dal basso. Le raggiungiamo e ci divertiamo a salire su di esse (è possibile evitarle aggirandole verso sinistra). La roccia è ruvida e tagliente, solida e ci consente alcuni divertenti passaggi. Oltre queste rocce riprendiamo a camminare tra cesougli e piante fino ad un secondo gruppo di rocce. Questa volta occorre superare una specie di sottile crestina pianeggiante e rocciosa che ci conduce ai piedi di un bel pinnacolo tozzo. Questo tratto, in caso di neve sulla roccia, come successo durante questa camminata, diviene piuttosto delicato e va affrontato con la dovuta cautela, anche perchè poco agevole da aggirare vista la natura del terreno vicino. Davanti a noi è ben evidente il ripetitore. tansitiamo ai piedi del torrioncino e saliamo ora su ripido ma semplice terreno erboso fino al ripetitore. Superiamo il ripetitore e dopo poche decine di metri si salita tra arbusti, eccoci alla poco evidente vetta del Monte Faino. Un piccolo mucchietto di sassi segna la cima, attorniata da fitta vegetazione di piante ed arbusti. La vista è limitata dalla vegetazione, anche se priva di foglie in inverno. Per godere meglio del panorama, possiamo proseguire oltre la cima, seguendo l'ampio crinale boscoso. Scendiamo un paio di metri ad una selletta e risaliamo verso una seconda sommità sassosa distante non più di 30 metri dalla vetta vera e propria. Qui l'assenza di piante ci consente una bella vista attorno a noi.
Discesa
Dalla cima del monte, scendiamo direttamente lungo il ripdo pendio boscoso verso sinistra (Sud-Ovest), rispetto alla direzione da cui siamo arrivati. Non esitse alcun sentiero o traccia, ma è sufficiente restare su questo fianco della montagna, evitando di spostarsi troppo verso destra e cambiare così versante. Scendendo con calma, in meno di 10 minuti di tranquillo cammino, incroceremo un poco evidente sentiero bollato. Lo seguiamo verso sinistra (verso destra si andrebbe al rifugio Cantedoldo). Con un piacevole traverso in mezzacosta nel bosco, con alcuni saliscendi, arriveremo al paletto di legno con l'idicazione per il Monte Faino, da cui abbiamo iniziato la parte finale della salita. Ora, dal paletto, seguiamo la freccia per il sentiero n. 132 che ci riporta ad Averara, lungo il tracciato già fatto all'andata.

Note
Volendo, è possibile una volta scesi dalla cima del Faino ed incrociato il sentiero che conduce al rifugio Cantedoldo, proseguire fino ad esso e poi scendere ad Averara lungo il sentiero n. 133A che porta alla località Costa, a pochi minuti a iedi da Redivo. In località Redivo, da dove inizia questa camminata, troviamo la chiesa di San Pantaleone, santo protettore dalle malattie, edificata nel XIII secolo; sul suo campanile possiamo vedere le due campane più antiche della val Brembana (1496 e 1502). Poco distante dalla chiesa, sorge Casa Bottagisi, antico e caratteristco edificio dalla splendida ed originale facciata dotata di una elegante serie di scale in legno; edificata nel '500, le viene erroneamente attribuito il ruolo di Dogana Veneta, ma nessun ducumento ne attesta tale ruolo.
Commenti vari
Giunto sulla cima del Faino, è possibile proseguire ancora qualche decina di metri lungo il crinale boscoso davaniti a noi, fino ad una piccola e vicina sommità rocciosa, priva della fitta vegetazione che preclude la vista sulla cima vera propria. Da qui il panorama è decisamente più visibile e con lo sguardo si può seguire una rocciosa linea di cresta che scende e poi risle fino ad una cima rocciosa poco distante (300-400 metri in linea d'aria, direzione Nord); si tratta della Corna di Averara, con verticali paretine rocciose che guardano il Monte Faino. La via di accesso a questa altrettanto poco conosciuta, ma invitante cimetta si svolge sul versante opposto a quello che noi vediamo, sempre partendo da Avevara; da qui è nata l'idea di salire La Corna in una futura camminata.
   

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La bella facciata di Casa Bottagisi a Redivo di Averara

La Baita Lisec

   

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Il Monte Faino con il tracciato dell'ultima parte di salita

Omar cerca qualche passaggio su roccette

   

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Il tratto innevato esposto e delicato ormai alle spalle

Omar sulla cima del Monte Faino

   

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Poco oltre la cima del Faino la vista si apre

Il Monte Faino visto dal basso