| Zona montuosa |
Alpi Orobie |
Località di partenza |
Località Fiumenero - Valbondione (BG) |
| Quota partenza |
795 Mt. |
Quota di arrivo |
2600 Mt. Cima di Cantonasc
2647 Mt. Cima Sud di Medasc
2710 Mt. Cima Soliva |
| Dislivello totale |
2250 Mt. circa compresi i saliscendi
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Sentieri utilizzati |
n. 227, 225, 251 |
| Ore di salita |
4 h. 30' per la Cima di Cantonasc
45' in più la Cima Sud di Medasc
45' in più la Cima Soliva
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Ore di discesa |
4 h.
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| Data di uscita |
06/09/2025 |
Giudizio sull'escursione |
Molto bella |
| Sass Baloss presenti |
Omar
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Difficoltà |
F+/PD- |
| Condizioni climatiche e dei sentieri |
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Fantastica
giornata di sole. Sentieri segnalati e ben tenuti fino al Passo della
Scaletta. Da qui si procede per creste esposte e prive di traccia,
pochissimo frequentate, su terreno instabile e roccia friabile, tipica
della zona; nessun ometto ad indicarci la via che comunque è logica ed
evidente, tranne lungo la discesa dalla sommità che precede la Cima di Mellasc che avviene per ripido fianco
esposto privo di punti di riferimento e non sul filo di cresta. Una
volta terminata la lunga cavalcata in cresta fino alla vetta della Cima
Soliva, si scende per pendii ripidi con qualche bollo bianco ad
indicarci la via, ma questi spariscono una volta arrivati sui ripidi
prati sottostanti. Da qui si scende senza traccia o segni di passaggio
per vallette e prati molto ripidi fino ad incrociare il sentiero n. 225.
D'ora in poi si torna su tracciati segnati e frequentati.
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| Eventuali pericoli |
| La
cresta che parte dal Passo della Scaletta e si sviluppa fino alla Cima
Soliva, passando dal Pizzo di Medasc e Cantonasc, è pochissimo battuta,
su roccia friabile, a tratti molto esposta e sottile, con difficoltà
tecniche limitate, ma mai da sottovalutare: qui i pericoli sono
oggettivamente presenti e sono legati principalmente alla natura della
roccia e all'esposizione. Da evitare in caso di maltempo o anche solo di nebbie. |
| Presenza di acqua |
| Potrete
bere al fresco e spumeggiante torrente poco sopra la zona del Pian
dell’Aser, circa due ore abbondanti dalla partenza. Al rifugio Brunone,
ovviamente troverete acqua. |
| Punti di appoggio |
| Il
Rifugio Baroni alla Brunone (2295 Mt.), conosciuto da tutti come
rifugio Brunone, dotato anche di piccolo locale invernale (circa 3 ore
di cammino). Inoltre incontrerete una piccola costruzione adibita a
maneggio a circa 1 h. dal parcheggio dove potervi riparare in caso di
maltempo, ma attenzione ai cartelli che indicano... cavalli pericolosi!
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| Materiale necessario oltre al tradizionale |
| Il
percorso è lungo, conviene partire molto presto, per cui risulterà
indispensabile una pila frontale. Necessario anche un caschetto per il lungo
tratto in cresta.
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| Caratteristiche dell'escursione |
| Descrizione generale Escursione
di grande soddisfazione ed altrettanto grande impegno, sia fisico che
mentale, in un ambiente selvaggio, solitario e severo. Carattere
saliente della camminata è la bellissima cresta che dal Passo della
Scaletta, a monte del rifugio Brunone, in alta Valle Seriana, si
sviluppa rocciosa, altalenante ed oggettivamente impegnativa, anche se
con difficoltà contenute entro il II grado, fino alla slanciata Cima
Soliva, passando per le semi sconosciute vette delle Cime Cantonasc e
Medasc. Fanno da corollario la bella e faticosa salita fino al rifugio
suddetto ed al successivo Passo della Scaletta, in ambiente
affascinante e di alta quota. Questa escursione è riservata a
escursionisti esperti, avvezzi ad ambienti rocciosi, esposti e
solitari. Sebbene le difficoltà tecniche non raggiungano livelli degni
di particolare nota, occorre tener conto dell'ambiente solitario, della
natura instabile della roccia, della quota, dello sviluppo (circa 20 km), del
dislivello (oltre 2200 metri) e della forte esposizione quasi costante.
Descrizione percorso
Arrivati
alla frazione Fiumenero, pochi chilometri prima di Valbondione, in alta
Valle Seriana, incontrerete il piccolo cimitero del paese. Poco prima
di questo, in un ampio parcheggio potete lasciare l'auto, previo
pagamento di un ticket. Di fronte al cimitero una breve scaletta
immette direttamente dall'asfalto al bosco dove inizia il sentiero 227
che in circa 3 ore vi porterà al rifugio Brunone. Si cammina
all'interno di un boschetto per uscire poco dopo in un piccolo prato e
seguire un sentierino contornato da muretti a secco. In breve si torna
nel bosco e si segue il corso di un limpido e spumeggiante torrente che
spesso forma invitanti vasche di acqua freschissima. Sempre su comodo
sentiero ben segnalato e mai ripido si prosegue alternando tratti nel
bosco ad altri tra pascoli e piccole pietraie. Giunti nei pressi di una
bella conca prativa troverete una costruzione adibita a maneggio con
alcuni cavalli liberi e grossi massi sparsi qua e là. Superate il
torrente e proseguite in mezza costa sul fianco sinistro della valle,
che ormai si apre di fronte ai vostri occhi. Arrivati ad un ponticello
in legno, si attraversa di nuovo il corso d'acqua che qui serpeggia
pianeggiante per poi tuffarsi in salti e cascatelle poco più a valle, e
ci si porta sul versante opposto. Si riprende a salire, tra rare piante
e rivoli d'acqua che scendono da alti gradoni rocciosi. Qui il percorso
alterna tratti ripidi a tratti in falsopiano fino ad arrivare ad un
punto in cui si sale decisamente lasciando che il corso del torrente si
allontani da noi e si faccia sempre più profondo in uno stretto canyon
sotto di noi. Il sentiero adesso diviene sassoso e una volta giunti al
cospetto di un grande vallone pianeggiante, attraversiamo una pietraia
in mezza costa verso destra per poi iniziare a rimontare un alto pendio
con una serie di tornanti. Qui ci troviamo di fronte due belle cascate.
Grazie a questi tornanti, arriviamo proprio sopra una di queste e
camminiamo tra una fitta vegetazione di cespugli, sbucando in un'ampia
conca erbosa percorsa dal torrente. Arrivati ad un ponticello in legno,
ci portiamo verso destra, attraversiamo il corso d'acqua e cominciamo
la lunga e ripida salita verso il rifugio che intravediamo fin da
subito sopra le nostre teste. Da qui manca ancora più di 1 ora al
rifugio. Fatta la lunga serie di tornanti, interrotti a metà da un
brevissimo tratto in pianura, si sbuca all'incrocio con il sentiero
delle Orobie proveniente dal rifugio Calvi. Lo si segue verso destra e
in circa 10-15 minuti, con pendenze ora molto più dolci, si arriva al
rifugio Baroni al Brunone (3 ore da Fiumenero). Da qui seguiamo
l’evidente indicazione per il Passo della Scaletta, proseguendo verso
sinistra una volta giunti davanti al rifugio. Saliamo ora lungo un bel
sentierino piuttosto ripido e sassoso. Passiamo ai piedi di una alta
parete rocciosa e poco oltre entriamo in alcune conche e vallette
caratterizzate dalla forte presenza di pietre ferrose dal tipico color
ruggine. Bella la vista sulla zona del Pizzo dell’Omo, del Pizzo del
Salto e sulla Cima Soliva. Superiamo anche un paio di grosse aperture
appartenenti alle ex miniere di ferro della zona. Quando il sentiero,
sempre ben segnalato, tende a scendere verso sinistra, noi andiamo
verso destra, salendo un piccolo valloncello lungo cui si intravedono
vecchi e sbiaditi bolli bianchi e rossi. Più in alto ci ricongiungiamo
al sentiero originale. Superiamo una enorme spaccatura nella roccia
alla nostra sinistra e procediamo verso l’ormai prossimo Passo della
Scaletta dal quale godiamo una bella vista sul versante opposto
valtellinese verso Nord e sulla Val Caronno. Nelle immediate vicinanze
si trova anche una piccola pozza
d’acqua al centro di una conca pietrosa.
Dal passo (2530 Mt. - tre quarti d'ora dal rifugio) pieghiamo
decisamente verso sinistra iniziando così a percorrere l'evidente
cresta verso Ovest. La cresta parte come facile ed ampia dorsale
mista di erba e sassi, semi pianeggiante. Ma in breve diviene più
affilata e rocciosa, sebbene sempre appoggiata e facile. Scendiamo poi
ad una selletta con molta attenzione. Man mano scendiamo le pendenze
aumentano. Dalla sella riprendiamo a salire ripidamente per rocce rotte
e poco stabili seguendo il più fedelmente possibile il filo di cresta a
tratti più ampio e a tratti più sottile, ma sempre roccioso ed
impegnativo anche se non difficile. Raggiungiamo una prima sommità e
scendiamo brevemente ad un secondo intaglio Da qui risaliamo per
gradoni rocciosi con divertenti passaggi di facile ma esposta
arrampicata. Arriviamo così sulla vetta della Cima di Cantonasc a 2600
metri di quota con piccolo ometto di sassi. Davanti a noi
abbiamo la bella piramide della Cima Sud di Medasc con la sua estetica
cresta rocciosa che ci richiama. Abbandoniamo la cresta per scendere lungo il ripido e disagevole pendio
bergamasco, puntando alla sella successiva tramite un diagonale molto
delicato e da affrontare con attenzione e smuovendo meno sassi possibile. Arriviamo così alla Bocchetta di Cantonasc (2550 metri di quota); qui si ha una bella
vista sul versante valtellinese quasi fossimo ad una finestra di
roccia.
Saliamo stando sul filo di cresta,
sempre per divertente ma delicata arrampicata che non permette
distrazioni, senza mai superare il II grado e senza mai abbandonare lo
spartiacque. Qui la roccia è migliore, ma l'esposizione non cala.
Salendo troveremo alcuni tratti ripidi da affrontare leggermente sul
lato bergamasco, senza però allontanarsi per più di un paio di metri
dalla cresta che resta più sicura. In lontananza spunta la affilata
vetta della Cima Sud di Medasc, ancora lontana, ma già affascinante,
preceduta da una bella sommità caratterizzata da uno scudo roccioso
verticale ben evidente. Arriviamo ora su tale sommità senza troppe
difficoltà. Da qui proseguiamo verso la Cima meridionale di Medasc.
Scendiamo per cresta agevole fino ad
una sella poco distante (Passo dei Camer a 2580 Mt.). Siamo
ora su terreno più facile, ma non
banale. Anche il tratto successivo alla selletta è camminabile e
possiamo rilassarci, ma le difficoltà non sono finite e riprenderanno a
breve. Qui, alla nostra sinistra si aprono ampi pendii erbosi che ci
permetterebbero una via di uscita nel caso volessimo rinunciare alla
prosecuzione della cresta. Dopo la breve dorsale camminabile, torniamo
a salire ripidamente per roccette sul filo di cresta fino ad un facile
tratto erboso appoggiato che ci deposita davanti ad un ometto con
piccola fotografia: siamo sulla Cima meridionale di Mellasc, punto
più elevato della cresta che qui si divide e si spinge verso la
Valtellina, verso la Cima Nord del Medasc. Finalmente appare davanti a
noi l'appuntita Cima Soliva, ultima vetta di giornata. Per raggiungerla
dobbiamo scendere un facile tratto di ampia dorsale sassosa senza
difficoltà alcuna, fino ad un'ampia sella. Riprendiamo a salire per
abbordabile crinale di roccia mista ad erba fino ad una cimetta. Da qui
dobbiamo tornare ad avere estrema attenzione poichè l'esposizione
diviene molto elevata e la cresta particolarmente sottile, con passaggi
da superare con le gambe a cavalcioni e l'attento uso delle mani.
Superiamo una impegnativa spaccatura in cresta, alcune placche molto
esposte ma con ottima aderenza e altri punti molto delicati, sempre
stando sul filo di cresta. Lo sguardo verso il versante settentrionale
è vertiginoso, ma con calma e cura superiamo anche questo tratto
roccioso. Alcuni gradoni davanti a noi sono l'ostacolo successivo. Una
breve discesa ci deposita ad un intaglio, dal quale saliamo per rocce
rotte molto ripide. Il tratto successivo diviene stretto e difficile
per via dell'esposizione e per l'instabilità della roccia. Adesso
abbandoniamo la cresta molto ripida e sottile e ci immettiamo sul
difficile versante bergamasco caratterizzato da rocce scagliose che si
alternano a tratti erbosi ripidissimi. Con attenzione ci spostiamo
verso la verticale della cima fino ad incontrare un punto agevole dal
quale risalire verso destra. Lo troviamo in un poco marcato canale
roccioso che saliamo fino ad uno spiazzo erboso ai piedi di un evidente
camino roccioso. Saliamo tale canale-camino con un bel passaggio
iniziale di II grado. Più in alto le difficoltà scendono fino ad
arrivare in cresta per rocce rotte e da qui facilmente alla vetta della
Cima Soliva dove un paio di grandi ometti di sassi dominano uno
splendido panorama.
Discesa
Scendiamo
lungo il camino appena salito e torniamo alla sua comoda base.
Qui proseguiamo la discesa andando leggermente verso destra,
costeggiando la parete rocciosa alla nostra destra. Aguzzando la vista
sarà possibile trovare alcuni bolli bianchi sbiaditi. Seguiamo questi
bolli e scendiamo per pietraia fino ai prati sottostanti. Qui ci
troviamo in un ampia sella (Bocchetta della Foppa, a circa 2600 Mt.) erbosa. Ogni bollo sparisce. Occorre ora proseguire la
discesa stando verso sinistra e scendendo i ripidi e magri pascoli
misti a sassi e pietrame di piccole dimensioni. Il cammino è piuttosto
scomodo e la pendenza decisamente elevata. Con molta attenzione
perdiamo quota in direzione Sud, cercando di camminare su terreno più
agevole possibile, ma erba, sassi e terra, ci renderanno la discesa
veramente faticosa. Finalmente arriveremo ad incrociare il Sentiero
delle Orobie che qui collega il rifugio Brunone con il rifugio Calvi.
Arrivati su detto sentiero, lo seguiamo verso sinistra. Con un lungo
saliscendi, comunque comodo e rilassante, arriviamo ad una palina poco
prima del rifugio Brunone. Da qui pieghiamo a destra ed iniziamo la
lunga discesa verso Fiumenero seguendo il sentiero già percorso
all'andata.
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| Note |
| La
lunghezza dell'escursione è di circa 20 Km. E' possibile raggiungere la
Cima Soliva senza percorrere la cresta che parte dal Passo della
Scaletta: possiamo percorrere al contrario la discesa dalla cima Soliva
stessa, all'incrocio con il sentiero n. 225 (Sentiero delle Orobie). In
questo caso si deve seguire il sentiero che dal Brunone porta al Calvi
e giunti sotto la verticale della Cima Soliva, iniziare a salire verso
destra per prati e pascoli, pietraie e balze erbose senza un vero e
proprio percorso obbligato, ma cercando di volta in volta i passaggi
meno ripidi e più agevoli. Arriviamo così all'ampia sella della
Bocchetta della Foppa. Da qui saliamo verso destra per pietraie,
seguendo alcuni bolli bianchi, fino alla base del camino roccioso che
ci porterà a pochi metri dai grossi ometti sulla vetta della Cima
Soliva. Il parcheggio dell'auto nei territori di Fiumenero costa 3 euro
(tariffa 2025, ma si parla di 5 euro per il 2026...) e deve essere
acquistato presso gli esercizi pibblici del territorio, quindi
procuratevelo prima se decidete di partire molto presto al mattino,
quando i bar della zona sono ancora chiusi; se penotterete al rifugio
Baroni, dovrete pagare 2 giorni di sosta! |
| Commenti vari |
| Se
ne avete la possibilità, suggerisco di pernottare al rifugio Brunone,
in modo di spezzare in due la lunghissima camminata ed essere più
freschi nell'affrontare i tratti più impegnativi. In
rete si trovano solamente tre o quattro relazioni della salita alla
Cima
Soliva percorrendo al lunga cresta che parte dal Passo della Scaletta,
a testimonianza della scarsa ripetizione di questa bella escursione. I
miei tempi di discesa risultano piuttosto dilatati a seguito della mia
lentezza, causata dai soliti problemi alle ginocchia. Un
grazie a Marco Brignoli, grande rifugista del Brunone che, alla mia
richiesta di tenermi
d'occhio con il binocolo mentre percorrevo la cresta, mi ha risposto:
"Certamente!...se avrò tempo!". Viva la sincerità! Un mito! Sono però sicuro
che qualche occhiata di sfuggita, lassù sulla cresta, l'abbia di certo
data...
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La cresta iniziale verso la Cima di Cantonasc
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Roccia sul filo di cresta
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La cresta si allarga tra erba e roccia
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Il percorso tra saliscendi in vista della prima cima
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Omar sulla Cima di Cantonasc con il Medasc sulla sfondo
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Sulla Cima Sud del Medasc
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La facile discesa verso il Passo dei Camer
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Torniamo a salire verso la Cima Soliva
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La cresta torna esposta
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Il canale e poi il camino finale della Cima Soliva |
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| Omar soddisfatto sulla Cima Soliva |
Sguardo verso Est dalla Cima Soliva |
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| Inizia la discesa per pietraie |
Scendendo verso la Bocchetta della Foppa |
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Il ripido pendio di discesa verso il Sentiero delle Orobie
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Il ritorno verso il rifugo Baroni |
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