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Ottime
condizioni clmatiche. Sentieri ben segnalati, tranne alla partenza,
dove manca una chiara indicazione per la Cima di Eghen. I sentieri sono
comunque tutti numerati e con varie paline agli incroci. Anche il
tratto finale per la Cima di Eghen non è segnalato, così anche per il
Monte Pelagia per raggiungere il quale non si vedono segnali, ma
qualche bollo nascosto nel bosco.
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| Descrizione generale Il
pease di Lierna si trova sulla sponda orientale del ramo Est del Lago
di Como, a circa metà lunghezza del lago stesso, quasi all'altezza del
punto di unione tra i due rami (Punta di Bellagio). Davanti al paesello
si hanno le azzurre acque del lago, mentre alle sue spalle si innalzano
i ripidi pendii boscosi che portano ad una dolce dorsale montuosa.
Lungo questa dorsale si innalzza, tra gli altri il Monte Pelagia,
balcone con vista eccezionale sul lago e meritevole di essere salito
anche solo per la vista incantevole che offre. Poco più all'interno di
questa dorsale si innalzano le rocciose vette del gruppo della Grigna
settentrionale. Da queste si staccca un costone che scende verso la
dorsale di cui fa parte il Monte Pelagia. A metà di questo costone si
innalza rocciosa la piccola Cima di Eghen che offre una divertente
salita tra balze rocciose e facili gradini rocciosi. Camminata di una certa
sodisfazione e limitate difficoltà, ma di sicuro impegno fisico, sia
per il dislivello non indifferente che per le elevate pendenze del
percorso, specialmente nella prima parte. La discesa lungo un percorso
diverso, permette di compiere un piacevole anello tra queste basse ma
non banali cime.
Descrizione percorso
Seguendo
verso Nord la strada a bordolago che proviene da Lecco, superiamo
Mandello del Lario. Arrivati a Lierna, pochissimo dopo il cartello di
inizio del paese, svoltiamo a destra in via Torchio. Saliamo una
stretta strada con semaforo per alternare il senso di marcia.
Proseguiamo fino a alla via San Michele. Lasciamo l'auto poco oltre un
portico che permette di entrare nel piccolo borgo di case in pietra.
Passiamo quindi sotto il portico e percorriamo la stretta via
acciotolata (bolli sulle pareti delle case). Ad una santella, che
precede una chiesetta (San Michele) una palina ci indica di andare
verso sinistra (sentiero n. 73 per Alpe di Lierna). Saliamo ripidamente
nel bosco misto poco sopra le ultime case. Il sentero pare incassarsi
in una specie di trincea naturale con fondo a tratti irregolare.
Arrivati ad una bella baita (località Predanè) vediamo una mappa
sul muro di pietra. Qui ipeghiamo a sinistra (durante il ritorno,
ripasseremo da qui, arrivando da destra), seguendo la freccia su una
palina (sempre n. 73). Poco sopra, tra i rami delle piante, si
intravede il lago sottostante. Rientriamo poi nel fitto bosco.
Ignoriamo il bivio del sentiero 72B. Proseguiamo in salita che diviene
sempre più ripida. Passiamo sotto alcune alte pareti rocciose seguendo
un tragitto ripidissimo e scivoloso. Appena più in alto ecco che la
vista può finalmente aprirsi sull'ambiente che ci circonda ed in
particolare sul Lago di Como e la Punta di Bellagio. Arrivati ad un bel
faggio posto su un costone, andiamo verso destra (bollo sul faggio).
Più avanti il fitto bosco lascia il posto ad alcune rade betulle e a
ripidi prati. Saliamo fino alla Bocchetta di Lierna (1378 Mt.), dove troviamo una
palina. Qui andiamo a destra lungo un'ampia, comoda e semi pianeggiante
strada forestale immersa in un bel bosco di faggi. Seguiamo la strada
fino ad arrivare ad uno spiazzo erboso con una bacheca ed una palina (Bocchetta di Calivazzo).
Qui terminano i bolli ed i segni. Ora dobbiamo salire verso la Cima di
Eghen, le cui prime pendicci si vedono di già. Possiamo salire a vista
nel bosco alla nostra sinistra e puntare alla dorsale della Cima di
Eghen, oppure possiamo seguire una traccia leggermente più a destra
(paletto azzurro con la sigla TGS: Trail Grigne Sud) che taglia prati e rade betulle,
fino ad incontrare la dorsale della Cima di Eghen, In quest'ultimo
caso, il punto in cui dobbiamo attaccare la ripida dorsale è ben
evidente, ossia quando la traccia che stiamo seguendo volge sul
versante opposto ripsetto alla dorsale stessa. Se invece seguiamo
l'itinerario nel bosco, occorre tenere d'occhio le balze rocciose sulla
destra e puntare ad esse il prima possibile. Qui arrivati non ci resta
che individuare il percorso più agevole tra gradoni rocciosi, tratti
camminabili su prato e cengette erbose; la via rimane a ridosso del
precipizio alla nostra destra, ma è spesso possibile sfruttare le più
agevoli balze verso sinistra. Anche il percorso alternativo conduce
comunque ai piedi dei primi gradoni rocciosi. Senza particolari
difficoltà e con bel panorama attorno a noi, arriviamo poi alla facile
crestina finale che presenta sassi ed erba, fino tratto pianeggiante
che precede il piccolo ometto di vetta. Bella vista sulla Grigna
Settentrionale e sulla radura erbosa dell'Alpe di Lierna. La vista
spazia in lontananza fino alla Alpi Occidentali. Torniamo ora alla
Bocchetta di Calivazzo dove si trova la bacheca in legno. Da qui saliamo nel
fitto bosco sulla destra della bacheca per arrivare al Monte Pelagia.
Saliamo seguendo una traccia nel bosco che serpeggia restando comunque
sul lato sinistra del bosco stesso. Alcuni sbiaditi boslli ci
accompagnano, ma la traccia è abbastanza evidente. In pochi minuti di
percorso ripido eccoci sbucare sulla cima del Monte Pelagia dalla quale
lo sguardo spazia sul Lago di Como sottostante e sulle lontane Alpi.
Una piccola croce di metallo ci attende.
Discesa
Ritorniamo
alla sella con la bacheca in legno. Da qui pieghiamo a destra seguendo
le frecce di una palina per il sentiero n. 17A per Mandello. Un bel
sentiero in falsopiano ci permette di rilassarci e goderci la bella
vista sulla Grigna Settentrionale, la Cima di Eghen appena salita e le
rocciose pareti del gruppo delle Grigne. Il sentiero si snoda lungo i
fianchi del Monte Pelagia e punta ad una evidente spalla boscosa. Alla
palina successiva (Bocchetta di Verdascia, 1267 Mt.) ci dirigiamo a
destra in direzione della Fonte dell'Acqua del Gesso (sentiero 17C),
ignorando la freccia per lo Zucco Sileggio. Scendiamo per bosco misto
senza mai uscirne. Superiamo anche un tratto piuttosto ripido che
costeggia un profondo canale. Arriviamo poi presso un rudere nelle
vicinanze della fonte suddetta del Gesso. Qui si trova anche un bel
tavolo di legno e poco più in basso un paio di belle baite
ristrutturate con vista lago. Usciti dal bosco superiamo una croce
sulla sinistra del sentiero ed alcune case subito sotto. Al termine di
una ripida stradina acciottolata imbocchiamo il sentiero n. 73B.
Guadiamo un rigagnolo, per poi superare una bella cascina di fronte al
lago, con una invitante pergola di vite. Eccoci ora tornati in zona
Predanè che avevamo passato già all'andata, presso la baita con la
mappa appesa al muro. Da qui non ci resta che seguire il sentiero
davanti a noi e tornare all'auto.
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