| Descrizione generale
Bella camminata tra i boschi e attraverso i pascoli aperti ed assolati a cavallo tra la bassa Valtellina e la Val Gerola. Prima parte su comode strade forestali che conducono a delle località con dei gruppi di baite immerse nella foresta di aberti, poi si prosegue lungo sentieri meno marcati e a tratti da individuare (almeno in presenza di neve) sui pendii erbosi, fino all'ultimo tratto verso la Cima della Rosetta, che è parecchio ripido, e un po' monotono come tipo di salita.
Descrizione percorso
Da
Lecco percorriamo la superstrada che verso Nord sale a Colico. Deviamo poi
lungo la statale della Valtellina. Usciamo allo svincolo di Morbegno e
poi dirigiamoci a Rasura, guadagnando quota con una lunga serie di
tornanti. Arrivati in paese prendiamo la deviazione verso destra per il
rifugio Bar Bianco (via Ticc, poi via Centrale). Proseguiamo fino ad un
incrocio, qui andaimo a
destra (via Ottorino Pezzini). All'incrocio successivo a T, andiamo a
sinistra e continuiamo fino all'inizio della strada a pagamento. Qui
troviamo uno spiazzo sterrato sulla destra dove lasciare l'auto.
Saliamo lungo la stessa strada asfaltata, superando le telecamere che
registrano le targhe delle automobili in transito. Guardando verso
destra, ad un certo punto avremo una splendida vista sul Monte
Disgrazia e sulle cime della Val Masino, nonchè sul Monte Spluga o
Pizzo Desenigo. Più avanti ignoriamo il bivio a destra per la località
La Fontana. Al bivio successivo scendiamo verso destra seguando le
indicazioni per il rifugio Della Corte. La strada resta asfaltata ed in
breve compie una curva secca verso destra, tornando a salire
leggermente. Superiamo poi una serie di baite e casette (località
Ronchi) con piacevole
vista sulla valle sottostante. Superiamo una fontanella e poco dopo
abbandoniamo la strada asfaltata per un sentiero sulla sinistra con
indicazioni per il Monte Olano (freccia gialla e numero 4 rosso). Poco
più avanti lasciamo sulla destra una cascina. Entriamo in un bosco di
abeti ed alla successiva palina prendiamo a destra, per il rifugio
Della Corte. Superate alcune baite isolate, arriviamo al rifugio,
proseguiamo oltre e seguiamo le
indicazioni per il Monte Olano ed il sentiero n. 114. Superiamo alcune
baite (località Tagliate di Mezzo e poi di Sopra), iniziamo a salire,
entrando poi in un bosco su ampio e ripido
sentiero con fondo sassoso. Seguiamo fedelmente il sentiero fino ad
uscire dal bosco. Ora la pendenza diminuisce e con una serie di curve
guadagnamo lentamente quota, godendoci il panorama sulla sottostante
vallata. Arriviamo in breve ad una croce di legno che superiamo. Dalla
croce ci appare ben evidente la vetta della Cima della Rosetta con la
sua alta croce ed il ripido pendio regolare che dovremo risalire più
tardi. Oltre la prima croce di legno le pendenze calano e ci troviamo
in un
ampio pianoro con una baita poco discosta. Qui dovremmo essere sul
Monte Olano che non ha una vera vetta, ma pare più un grande dosso
molto dolce e sinuoso. Superiamo una fontana-abbeveratoio con un bollo
bianco e rosso. Proseguiamo in leggera salita verso alcune baite in
lontananza, camminando in direzione della catena di
monti ben visibili davanti a noi. Oltrepassiamo un rudere e poi un
grosso masso con bollo. Poco dopo ecco una palina che segnala l'Alpe
Culino a sinistra in discesa e l'Alpe Tagliata andando dritti. Noi
siamo andati dritti, ma con il senno di poi sarebbe stato più logico
scendere verso sinistra e una volta giunti sul fondo della vallata,
risalire poi verso il pendio della Cima della Rosetta. Noi quindi siamo
andati dritti, allungando il percorso e guadagnando quota per poi
perderla nuovamente più tardi. Puntiamo ad una lontana baita con un
lungo traverso in leggera ascesa. Oltrepassiamo tale baita (Casera di Olano, 1792 Mt.) e
proseguiamo verso un'altra dalla quale ci dirigiamo verso una fontana
posta in una bellissima conca ai piedi dei pendii montuosi che abbiamo
davanti. Qui troviamo una palina che segnala il passaggio della famosa
gara Rosetta Skyrace. Scendiamo quindi nella sottostante conca ai piedi
dei monti e da qui, senza percorso obbligato (avendo perso bolli e
segnali...) scendiamo lungo il valloncello creato da un vivace e ripido
corso d'acqua verso sinistra. Fortunatamente la discesa non è risultata
difficile e la presenza di larici ci ha permesso di scendere senza
particolari problemi, anche su terreno molto ripido. Giunti sul fondo
del valloncello, ecco che incrociamo il sentiero che avremmo percorso se
avessimo seguito le indicazioni per l'Alpe di Culino. Da qui, ora
saliamo in modo costante nel bosco su un ampio sentiero che ci conduce
comodamente in mezzacosta fino al pendio della Cima della Rosetta,
lungo cui sale la
salita alla sua vetta ("Direttissima"). Usciti dal bosco ci troviamo
inondati di sole ed ecco una palina che ci segnala il Bar Bianco
proseguendo dritti. Qui noi, invece, deviamo verso destra ed iniziamo
la ripida salita alla nostra meta. Davanti a noi appare ben evidente,
anche se lontana, la
croce di vetta ed il percorso per raggiungerla. Esso si svolge lungo un
ripido pendio che dobbiamo percorrere restandone sul suo margine
destro, evitando di spostarci al suo centro, dove maggiori sono i
pericoli di slavine. Saliamo andando a cercare alcune zone con larici e
rododendri, evitando le zone più ripide. Serpeggiamo lungo il pendio
fino ad una spalla ben evidente. Da qui inizia l'ultimo tratto più
ripido sotto alla croce. Prima però effettuiamo un breve passaggio su
dorsale pianeggiante verso sinistra e poi rimontiamo verso destra il
pendio che in poche decine di ripidi metri ci deposita ai piedi della
grande croce in ferro di vetta.
Discesa
Ripercorriamo
il tratto appena salito fino alla palina che segnala la direzione
per il rifugio Bar Bianco (25 minuti). Da qui scendiamo più o meno in
linea retta tra ripidi prati. Passiamo prima da una baita con una
staccionata di legno ed una grande croce lignea. Da qui, sotto di noi
appare ben visibile il rifugio da raggiungere. Prima per prati e poi in
un radoschetto di larice, perdiamo velocemente quota. Un ultimo tratto
lungo il prato ed eccoci all'edificio. Da qui, andiamo a sinistra lungo
una evidente ed ampia strada che scende verso Rasura con ampi e dolci
tornanti, tra abeti. Seguiamo fedelmente il tracciato della strada, passando dalla località Ciani, fino
al parcheggio dove abbiamo lasciato l'auto.
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