| Zona montuosa |
Prealpi Bresciane |
Località di partenza |
Bagolino (BS) |
| Quota partenza |
790 Mt. |
Quota di arrivo |
1954 Mt. |
| Dislivello totale |
1250 Mt. circa con i saliscendi
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Sentieri utilizzati |
n. 408 (Alta Via del Caffaro) |
| Ore di salita |
2
h. 30' (Monte Carena)
3 h. 10' (Capitello dell'Arciprete) |
Ore di discesa |
2 h. 10' |
| Data di uscita |
18/11/2023 |
Giudizio sull'escursione |
Bella |
| Sass Balòss presenti |
Omar, Gölem |
Difficoltà |
E |
| Condizioni climatiche e dei sentieri |
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Bella giornata autunnale, limpida e con temperature gradevoli. Sentieri evidenti e ben tracciati. |
| Eventuali pericoli |
| Nessuno. |
| Presenza di acqua |
| Portare le scorte di acqua da casa. |
| Punti di appoggio |
| Al passo del Capitello dell'Arciprete, vicino alla santella, sorge uno spartano bivacco ricavato in un piccolo casotto in pietra dove è possibile trovare riparo in caso di necessità. |
| Materiale necessario oltre al tradizionale |
| Nessuno. |
| Caratteristiche dell'escursione |
| Descrizione generale
Piacevole escursione tra i boschi e i pascoli che sovrastano il caratteristico paese di Bagolino. Si tratta del primo tratto del trekking denominato "Alta Via del Caffaro”, che partendo dalla cittadina bagossa si snoda per 80 km contornando la bella Valle del Caffaro per cime e creste. A parte gli ampissimi panorami di queste valli a cavallo tra Lombardia e Trentino, la cosa che probabilmente apprezzerete di più di questo itinerario è la solitudine che si respira sulle pendici di questi monti rigogliosi e selvaggi: è piuttosto difficile incontrare qualcuno che percorra questi sentieri che non sia un coltivatore o un malghese.
Descrizione percorso
Si parte dal bel paese medievale di Bagolino, che si raggiunge risalendo la Val Sabbia e oltrepassando il lago d'Idro, svoltando prima di Ponte Caffaro per entrare nella Valle del Caffaro. Arrivati al centro del paese, salire nella parte alta seguendo via Lombardi e parcheggiando dove si trova la casa di riposo. Da lì, ci si incammina lungo Via Colegna (indicazioni per Alta Via del Caffaro, Monte Telegrafo, Passo Bruffione, Monte Carena, sentiero n. 408) che si dirige verso Est salendo con pendenze costanti ed entrando nel bosco mentre si costeggiano le abitazioni isolate più alte del paese. Dopo 15-20 minuti di cammino la strada compie una netta curva verso sinistra raggiungendo i bei prati della località Colegna, e poco dopo ad un bivio tenere la destra imboccando il sentiero per il Monte Carena. Si transita subito nei pressi di un altro paio di case isolate, poi si rientra nel bosco iniziando a salire con pendenza più marcata compiendo 5 tornanti. La salita continua nel folto bel bosco misto, ad un certo punto il sentiero prende a puntare direttamente verso Nord portandoci in località Pradorcoi (1180 Mt., 45' dalla partenza) dove sorge una sorte di fienile o edificio rurale. Si continua a salire nel bosco con andamento verso Nord, ecco un ultimo tratto nel bosco dove il sentiero presenta alcuni stretti tornanti e si giunge al gruppo isolato di case in località Fontana (1600 Mt., 1 h. 30' dalla partenza), dove si esce finalmente dal bosco, e si nota una strada sterrata che verso destra porta a svallare verso la non troppo distante contrada trentina di Riccomassimo, mentre verso sinistra entra nel bosco per scendere verso Bagolino lungo una via diversa da quella che abbiamo percorso in salita. Noi ignoriamo questa strada sterrata e ci portiamo alla casa più alta e risaliamo il prato subito al di sopra di essa, seguendo l'evidente traccia di sentiero che sale le pendici meridionali del Monte Carena. Qua e là si trovano dei paletti di legno ad indicare la via ma il percorso è ben tracciato e abbastanza logico, si sale tra prati, pascoli e rare rocce affioranti mentre si guadagna quota e ci si avvicina alla sommità tondeggiante del Monte Carena. Ancora prima di raggiungerla, si nota alla sua sinistra la croce di legno, che come spesso avviene è stata posta più in basso della cima vera e propria perché possa esssere vista meglio dal fondovalle. Saliamo quindi sulla cima tondeggiante e panoramica del Montre Carena (1954 Mt., 2 h. 30' dalla partenza), e raggiungiamo la croce scendendo per pochi minuti lungo lo spallone che si protende verso Ovest verso la Valle del Caffaro, fino ad arrivare a detta croce (1930 Mt.). Ora riportiamoci sulla vicina cima del Monte Carena, e iniziamo a discendere l'ampio costone verso Nord, in direzione del distante Monte Telegrafo e del Capitello dell'Arciprete. Si tratta di camminare lungo questo comodo e largo costone per circa 20-25 minuti, all'inizio in leggera discesa, e poi con andamento piuttosto pianeggiante, mentre la vista spazia ad Est verso i monti trentini delle Valli Giudicarie, e a Sud e Ovest sul lago d'Idro, sul lago di Garda e sulle prealpi Bresciane. Infine, lungo questo costone rettilineo, raggiungiamo l'ampio valico chiamato Capitello dell'Arciprete (1915 Mt.), posto sotto la cresta sud del Monte Telegrafo, che mette in comunicazione la Valle del Caffaro con la Valle di Riccomassimo. Qui sorgono una santella e un piccolo edificio adibito a ricovero di emergenza.
Discesa
Dal Capitello dell'Arciprete ripercorrere a ritroso verso Sud il lungo costone fino alla sommità del Monte Carena, e da lì rifare tutta la discesa fino a Bagolino.
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| Note |
La Santella del Capitello dell'Arciprete (m. 1935) è dedicata a don G.M. Crescimbeni, morto suicida nel 1840 a Bagolino a seguito di accuse infamanti che gli vennero mosse. Cfr. la pagina relativa in «Enciclopedia Bresciana»:
CRESCIMBENI GIOVANNI MARIA (Vobarno, 3 febbraio 1796 - Bagolino, 9 marzo 1840). Di Crescimbene e di Antonia Federici. Sacerdote, ebbe forte ingegno e vasta cultura, specialmente letteraria. Appena ordinato sacerdote fu professore di religione e di filosofia nel Seminario di Brescia. Nominato prevosto a Bagolino, vi fece l'ingresso il 27 marzo 1829. Si impose subito per zelo, sodezza di dottrina, facondia e grande carità. Per questa incontrò fin dai primi mesi di parrocchiato fortissimi ostacoli. Egli infatti si schierò subito in difesa degli indigenti, attirandosi l'odio di pochi speculatori e faccendieri, capitanati dal segretario comunale, i quali, anziché assegnare alle famiglie bisognose i terreni bonificati, approfittando del fatto che la maggioranza degli abitanti era occupata sui monti per i lavori estivi, li misero all'incanto con la scusa di sanare il bilancio comunale ma favorendo, in effetti i più ricchi del paese. Al rientro dalla montagna i bagolinesi si vendicarono del sopruso incendiando fienili, distruggendo boschi, ecc. Di tale rivolta venne accusato don Crescimbeni che aveva protestato fieramente contro le ingiustizie compiute. Contro di lui vennero lanciate accuse infamanti per cui egli ne ebbe la mente sconvolta e finì col darsi la morte. Il popolo lo venerò come un santo e come un martire e intorno alla sua figura fiorirono leggende. |
| Commenti vari |
La lunghezza totale del nostro percorso è stata di 14,40 Km. La velocità media (comprese le soste) è risultata essere pari a 2,5 Km/h. |
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Bellissimi colori autunnali sopra il paese di Bagolino |
In località Fontana |
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Salendo verso il Monte Carena,
la croce è visibile poco più sotto, sulla sinistra |
Alla croce del Monte Carena |
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Panorami verso Sud, dove brilla il Lago di Garda |
Un tratto del costone tra Monte Carena e Capitello dell'Arciprete |
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Arrivando al passo dove sorgono il bivacco e la santella |
Al Bivacco del Capitello dell'Arciprete |
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Ripercorrendo il costone sulla via del ritorno,
visibili sullo sfondo il Maniva e il Dosso Alto |
Panorama sul vicino Lago d'Idro |
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| Rilievi GPS |
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