Monte Campagano

 
Zona montuosa Alpi Orobie Località di partenza Valcanale (BG)
Quota partenza 1000 Mt. circa Quota di arrivo 2031 Mt.
Dislivello totale 1050 Mt. Sentieri utilizzati n. 265
Ore di salita 2 h. 30' Ore di discesa 1 h. 30'
Data di uscita 04/01/2019 Giudizio sull'escursione Bella
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Piacevole giornata abbastanza  soleggiata, con qualche velatura a rovinare il colore del cielo. Sentieri ben segnalati ed evidenti anche con molta neve fino al Passo Zulino; da qui in poi il sentiero non è segnalato e con presenza di neve si deve semplicemenete seguire la cresta, senza mai abbassarsi sotto di essa. Lungo il pianoro finale il percorso diviene più libero e non obbligato. L'elevata quantità di neve (circa 1,5 metri oltre i 2000 metri di quota) ha reso il percorso molto bello ed interessante, specialmente lungo la cresta finale ed il successivo insolito pianoro.

Eventuali pericoli
Come già detto la neve ha reso più interessante il tracciato, ma contemporaneamente ha reso più impegnativa l'escursione. La cresta presenta tratti abbastanza ripidi all'inizio e più esposti e sottili alla fine. Fare attenzione lungo questi ultimi e alla presenza di cornici.
Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Lungo la salita si superano tre baite: la Baita Bassa, quella Media e quella Alta di Zulino. Tutte e tre possono offrire un minimo di riparo in caso di maltempo. Quella meno dotata di riparo è la più alta, posta proprio all'inizio della lunga cresta del Campagano. Scendendo si incontra il bivio del sentiero 265A che in circa 45' conduce al rifugio Alpe Corte.
Materiale necessario oltre al tradizionale
Sicuramente ramponi. Potrebbe tornare utile una piccozza lungo la cresta e delle ciaspole per affrontare il lungo ed ampio pianoro finale dove la neve spesso è più crostosa.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
Divertente escursione con limitato dislivello ad una insolita montagna la cui sommità è costituita da un enorme pianoro dal quale godere un panorama esteso su cime dall'aspetto dolomitico (Arera, Corna Piana, Cime del Fop). Il modo migliore di apprezzare questa camminata è quello di affrontarla con neve ben assestata ed abbondante. Nel periodo estivo perde sicuramente gran parte del suo fascino. Il percorso permette di passare dal fitto bosco di conifere, alle belle radure erbose sede di piacevoli alpeggi, fino alla divertente e non difficile cresta nevosa, per concludersi con il suddetto esteso piano innevato che se affrontato con calma ci conduce lentamente alla sommità della nostra meta finale.
Descrizione percorso
Lungo la strada della Valle Seriana, giunti poco dopo l'altezza di Ardesio, deviamo a sinistra e prendiamo al strada tortuosa ma piacevole che conduce a Valcanale, immersa tra alte pareti rocciose e fitti boschi di conifere. Poco oltre l'abitato, sulla sinistra si trova un laghetto con area pic-nic. Qualche decina di metri più avanti ecco un ampio parcheggio (a pagamento nel periodo estivo) dove è possibile lasciare l'auto. In inverno la strada oltre il parcheggio viene chiusa per presenza di ghiaccio. Lasciata l'auto percorriamo qualche centinaia di metri di asfalto ed al primo segnale sulla destra, imbocchiamo l'evidente sentiero n.265 per il Passo di Zulino. Subito il tracciato si erge ripido e faticoso. In breve entriamo in una fitta abetaia che risaliamo lungo un sentierino pietroso ricco di stretti e ripidi tornantini. Dopo meno di 40 minuti incontriamo una palina che ci indica di andare verso destra (a sinistra si andrebbe verso il rifugio Alpe Corte): sbuchiamo in una piccola radura tra gli abeti. La oltrepassiamo andando verso destra per poi rientrare brevemente nel bosco. Ne usciamo subito dopo ed eccoci nei pressi della Baita Bassa di Zulino. Tagliamo verso destra in falsopiano il bel pascolo. Superiamo la baita stessa e una bella pozza poco sotto il sentiero per raggiungere una dorsale erbosa in fondo alla conca dell'alpeggio. Dalla dorsale proseguiamo verso sinistra tra due ali di abeti. Voltandoci possiamo ammirare la bella mole rocciosa del gruppo della Cima del Fop e dell'Arera. Saliamo lungo la comoda dorsale lungo un ampio prato. Superiamo un solitario abete sotto cui transita il sentiero e puntiamo più in lato verso una palina metallica. Giunti alla palina proseguiamo dritti in salita, sempre su prati e pascoli (a sinistra si andrebbe ancora verso il rifugio Alpe Corte). In breve, al termine del prato eccoci alla Baita di Mezzo di Zulino (1600 metri di quota). Qui deviamo verso sinistra e saliamo verso il bosco soprastante. Una volta entrati tra gli abeti teniamo la destra e con sentiero non sempre evidente (in presenza di neve) saliamo con tendenza ad andare a destra. Dopo meno di 20' arriviamo sotto al Passo di Zulino che raggiungiamo con un ultimo strappo oltre il bosco. Dal passo possiamo ammirare la bellissima zona a Nord, dove si innalzano le cime del Pizzo Salina e del Monte Pradella, in basso si distende l'affascinante Val Sanguigno, alle nostre spalle ecco le severe pareti rocciose del gruppo Secco-Fop, nonché l'Arera, la Corna Piana e più verso ovest il Corno Branchino. Alla nostra sinistra si vede la Baita Alta di Zulino (1760 metri di quota) oltre la quale inizia la lunga cresta che conduce al Monte Campagano. Superimo quindi la baita e con una certa fatica risalimo il ripido pendio davanti a noi. Giunti in una zona di mughi la pendenza diminuisce. Affrontiamo un breve tratto pianeggiante dove la cresta tende ad assottigliarsi per poi riprendere a salire più ripidamente verso una prima elevazione della cresta. Dalla sommità di questa elevazione ecco iniziare la parte più impegnativa della cresta (in estate il sentiero rimane a sotto la cresta sul versante sinistro e non presenta problemi, in inverno con presenza di neve, dobbiamo seguire fedelmente il filo della cresta che in alcuni punti è piuttosto sottile. Nulla di difficile ma necessità di passo fermo e neve stabile. La cresta compie alcuni saliscendi molto divertenti per poi riprendere a salire con costanza fino all'inizio di un ampio pianoro dove tutte le difficoltà terminano. Occorre solo percorrere gli ultimi mille metri di sviluppo del pianoro per giungere tra brevi saliscendi, bassi e dolci dossi e conchette fino al termine del pianoro stesso. Qui, sotto la neve dovrebbe esserci un mucchio di sassi ad indicare che oltre non si sale, anche perché poco oltre la vetta, la montagna cade quasi verticale verso ovest. Il panorama diviene ulteriormente ampio, fino a contemplare la lontana Presolana.
Discesa
Ripercorrere a ritroso il tracciato della salita.

Note
Come già accennato è possibile, in discesa, compiere una piacevole e pianeggiante deviazione verso il rifugio Alpe Corte (sentiero n. 265A) e da lì scendere lungo il sentiero n. 220 fino all'auto. Oppure, ma servono condizioni di neve stabile, compiere un anello: dalla cima del Campagano scende verso nord-ovest lungo la cresta opposta a quella di salita e poi dirigersi verso il rifugio Alpe Corte come indicato nella relazione del 13 novembre 2003.
Commenti vari
La stessa metà è stata raggiunta da Omar e Bertoldo nel lontano 2003, quando entrambi erano meno attrezzati, ma più giovani e belli.
   

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Dal Passo di Zulino vista sul'inizio della salita al Campagano

La seconda parte della lunga cresta

   

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Voltandosi verso un tratto di cresta percorso

Il pianoro finale

   

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Sulla cima vista verso il Monte Secco,
la Cima Fop e la Cima di Fontanamora

Omar nei pressi della Baita Alta di Zulino