Cimone della Bagozza - Via Bramani

Zona Montuosa Alpi Orobie - Sottogruppo del Camino Località di partenza Rifugio Bagozza - Schilpario (BG)
Quota Partenza 1594 Mt. Quota di arrivo 2409 Mt.
Dislivello totale +530 -10 Mt. per l'attacco
+295 Mt. la via (395 lo sviluppo)
Sentieri utilizzati n. 417
Ore di salita 1 h. 30' per l'attacco
5 h. la via
Ore di discesa 1 h. 40'
Esposizione Nord Giudizio sull'ascensione Bella
Data di uscita 04/07/2026 Difficoltà V, V+
Sass Balòss presenti
Bertoldo.
Amici presenti
Gabriel.
Condizioni climatiche, dei sentieri e della roccia

Giornata soleggiata anche se in alcuni momenti il cielo si è coperto; le temperature sono state ottime. I sentieri che si percorrono sono evidenti ed in buono stato tranne alcuni tratti nei canaloni dove la traccia diviene inesistente e la progressione faticosa. La roccia in via non è delle migliori, ma tutto sommato è abbastanza solida. Occorre prestare attenzione ad alcuni pilastrini sospesi che bisogna utilizzare con la dovuta cautela.

Eventuali pericoli

Soliti da arrampicata in ambiente. La roccia, costantemente da verificare, rende la salita decisamente impegnativa.

Presenza di acqua
No.
Punti di appoggio
Il rifugio Bagozza situato lungo la strada che da Schilpario sale al Passo del Vivione.
Materiale necessario oltre al tradizionale

Solito da arrampicata. Portare con se cordini e friend per integrare. Utile un martello e qualche chiodo.

Caratteristiche dell'arrampicata

Descrizione Generale
Itinerario classico dal sapore antico, aperto da Vitale Bramani, Leopoldo Gasparotto e Achille Camplani il 29 luglio 1930. La via si sviluppa lungo un ampio ed evidente canale-camino che dalla vetta scende fino ai vasti ghioioni alla base della parete. Un tempo piuttosto frequentata, negli ultimi anni è caduta in parte nel dimenticatoio: le ripetizioni non mancano, ma sono poche le cordate che ogni stagione decidono di affrontarla.

L'itinerario offre un'arrampicata varia e appagante, alternando fessure, diedri e camini. La qualità della roccia, da valutare costantemente, la chiodatura datata e l'esposizione a nord ne fanno una salita decisamente impegnativa, per difficoltà e severità paragonabile al vicino
Spigolo Cassin. Una via capace di regalare un'autentica esperienza alpinistica a chi sceglie di percorrerla.
Attacco, Descrizione della via
Da Schilpario (BG) imboccare la strada che sale al Passo del Vivione e raggiunto il rifugio Bagozza parcheggiare. Imboccare la strada (a tratti sterrata e a tratti cementata) che in breve conduce alla Malga Campelli di Sotto; continuare ancora lungo la strada in direzione del Passo dei Campelli fino a raggiungere un prato dove su di un grosso masso si trova una Madonna in bronzo. Qui abbandonare la strada e imboccare verso destra il sentiero n. 417 che in breve conduce al laghetto dei Campelli; continuare in direzione del Cimone della Bagozza e del suo imponente spigolo.
Salire il ghiaione, quasi in prossimità dello spigolo della Torre Nino (avancorpo del Bagozza), abbandonare il sentiero principale e seguire una vaga traccia che, costeggiando le pareti, sale in direzione dello spigolo vero e proprio (attacco originale dello Spigolo Cassin, targa di marmo). Continuare verso destra raggiungendo la base del grande canale/camino che incide la parete Nord-Ovest (attacco della via Bramani).

1° tiro:
salire lungo il canale, superando alcuni passaggi più tecnici, fino a raggiungere un terrazzino sulla sinistra, dove si trova la sosta (clessidra con cordini). A sinistra si stacca la variante d'attacco dello Spigolo Cassin mentre pochi metri a destra parte la via Maleficent.
60 Mt., II, III, 1 cordone su masso incastrato.

2° tiro:
lunghezza che presenta caratteristiche analoghe alla precedente. Risalire il canale mantenendosi a ridosso della parete di sinistra fino a raggiungere la sosta (fix con anello+chiodo+cordino). Lungo il tiro ignorare una sosta (spuntone con cordini) situata sui gradoni di destra.
60 Mt., II, III. Potrebbe essere necessario percorrere alcuni metri in conserva.

3° tiro:
a sinistra della sosta parte la via Val di Scalve '81. Per la via Bramani, proseguire ancora lungo il canale fino a quando questo si verticalizza. Continuare lungo una successione di diedri e camini fino a quando è possibile spostarsi a sinistra su una placca compatta. Salire brevemente e raggiungere la sosta (fix con anello+chiodo+cordino). 35 Mt., III, IV, 2 chiodi.

4° tiro:
traversare facilmente a sinistra e oltrepassare uno spigolino. Ignorare una vecchia sosta (3 chiodi+cordino) e salire per alcuni metri lungo il diedrino fino a quando è possibile riportarsi a destra con alcuni passi delicati. Proseguire in verticale lungo il diedro fino a raggiungere un piccolo pianerottolo dove si sosta (2 chiodi dubbi+cordino. Conviene costruire una sosta su friend sulla sinistra).
30 Mt., II, IV, passo di IV+, IV, 1 sosta intermedia (3 chiodi+cordino).

5° tiro:
alzarsi brevemente lungo il camino e, sfruttando delle lame, portarsi sulla destra. Superare alcuni metri più tecnici, leggermente strapiombanti. Continuare lungo il camino principale, spostandosi alternativamente a destra e a sinistra; una breve seguenza più verticale richiede attenzione per la qualità della roccia. Raggiunto un piccolo terrazzo sulla sinistra, salire ancora per pochi metri fino alla sosta (2 chiodi di cui 1 con anello+clessidra+cordino). 30 Mt., IV, IV+, V, 5 chiodi.

6° tiro:
salire a sinistra della sosta e continuare lungo il diedro-camino superando alcuni impegnativi passaggi alternati a tratti più appoggiati, fino a raggiungere la sosta (2 chiodi). 35 Mt., V, V+, 2 chiodi.

7° tiro:
proseguire in verticale, prestando attenzione a identificare un pilastrino (roccia delicata) alla cui base si trova un chiodo che indica la direttiva di salita. Continuare seguendo la linea più logica. A un certo punto ignorare una placca sulla sinistra (chiodo alla base) e spostarsi a destra per raggiungere un comodo intaglio, dove si sosta (chiodo con anello). 30 Mt., V, V+, IV, 1 chiodo.

8° tiro:
rimontare la lama a destra della sosta e, facendo attenzione alla qualità della roccia, superare uno strapiombino. Spostarsi a sinistra e affrontare l'impegnativo diedro. Quando possibile riportarsi ancora a sinistra e proseguire in verticale fino a imboccare un profondo camino sulla destra, formato da una lama. Attraversarlo e raggiungere un piccolo terrazzo dove si sosta (3 chiodi di cui 2 con anello).
35 Mt., V, V+, IV+.

9° tiro:
salire sulla sommità della lama e, con un'esposta spaccata (chiodo con cordino), riportarsi sulla parete principale. Salire brevemente e, raggiunta una clessidra con cordone, traversare a destra. Su terreno più semplice proseguire verso sinistra sfruttando un diedro obliquo. Superate rocce più facili, raggiungere un canalino; oltrapassarlo e, mantenendosi sempre verso sinistra, raggiungere un secondo canalino alla base di alcune rocce rossastre, dove si sosta (chiodo). Sopra la sosta sono presenti un camino sulla sinistra e un diedro sulla destra. 40 Mt., IV, V+, V, IV, IV+, 1 chiodo con cordino, 1 clessidra con cordino.

10° tiro:
salire per alcuni metri e imboccare il diedro di destra. Superare alcuni passi impegnativi fino a uscire dalla parete. Da qui, in breve si raggiunge la croce di vetta, dov'è possibile attrezzare la sosta. 40 Mt., IV, V+, V, IV.

Discesa
Dalla vetta tornare per pochi metri verso l'uscita della via e imboccare, sulla destra, il sentiero della Via Normale (n. 417), che scende ripido fino al Passo delle Ortiche. Da qui imboccare il ripido canalone di sinistra e seguirlo fino a raggiungere i ghiaioni basali risaliti per raggiungere l'attacco. Proseguire a ritroso lungo il percorso di avvicinamento fino a rientrare all'auto.

Note

Nel quaderno di scalata di Leopoldo Gasparotto viene indicata la data del 27 luglio, mentre la rivista "Lo Scarpone" e l'Annuario del CAAI riportano il 29 luglio.

Commenti vari

L'idea iniziare era quella di percorrere la via Val di Scalve '81 ma uno schizzo poco chiaro ci ha portato a girovagare per un paio d'ore lungo la parete. Valutato l'orario abbiamo quindi deciso di salire la via Bramani convinti di affrontare, come da relazione del 1930, una via di III con qualche passaggio di IV. Non è stato così; l'impegno globale di questa via è - a nostro avviso - al pari del vicino Spigolo Cassin.

   
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Gabriel e Will all'attacco della via Gabriel su L2
   
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Will sui primi metri di L3 Gabriel sta per raggiungere la S3
   
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I primi metri del quarto tiro Will sta per raggiungere la S4
   
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Will all'inizio del quinto tiro Gabriel lungo L5
   
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I primi metri del sesto tiro Will sta per raggiungere la S7
   
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La lama all'inizio di L8 Will in uscita dal camino di L8
   
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Gabriel alle prese con la spaccata del nono tiro Vetta!
   
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Il Cimon della Bagozza con il tracciato delle vie:
Cassin (con variante d'uscita Mary Poppins) e Bramani