Cima d'Agrella

 
Zona montuosa Alpi Orobie
Località di partenza Primaluna (LC)
Quota partenza 550 Mt. Quota di arrivo 1802 Mt.
Dislivello totale 1250 Mt. Sentieri utilizzati non numerati
Ore di salita 3 h. 30' Ore di discesa 2 h. 30'
Data di uscita 02/11/2024 Giudizio sull'escursione Discreta
Sass Balòss presenti Omar Difficoltà E; tratti EE
Condizioni climatiche e dei sentieri

Mite giornata autunnale dai bei colori. Sentieri non segnalati, spesso poco evidenti, intricati e poco frequentati.

Eventuali pericoli
Nessuno. Solo da prestare attenzione in caso di terreno bagnato o foglie abbondanti al suolo, nel primo tratto di bosco fino alla Baita Cich a causa del sentiero acciottolato e poi sassoso che diviene in tali condizioni molto scivoloso.
Presenza di acqua
Potrete riempire la borraccia ad una bella fontana in via Ai Monti, poco prima di entrare nel sentiero. Durante la discesa, poco dopo le Baite di Agrella troveremo una fonte.
Punti di appoggio
In salita troveremo alcune baite poste in piacevoli e soleggiate radure nel bosco (Baita Cich, Baita del Diavolo, Baita Falpiano) ed altre all'interno del bosco stesso. In discesa passeremo da alcune curiose baitelle in legno (le Baite d'Agrella).
Materiale necessario oltre al tradizionale
Nulla.
Caratteristiche dell'escursione

Descrizione generale
La Valsassina ci regala sempre piacevoli esperienze, a volte raggiungendo cime famose e rocciose, altre su su vette più bonarie e verdeggianti. Come in questo caso. Camminata di media montagna su sentieri poco o nulla segnalati, ma privi di difficoltà, in una zona molto panoramica, eppure, a torto, poco frequentata. Si tratta di zone boschive nella parte bassa, aperte e soleggiate nella parte alta, su ripidi prati e lunghe dorsali erbose. Le elevate pendenze del percorso lo rendono adatto ad escursionisti discretamente allenati.
Descrizione percorso
Raggiunto il paese di Primaluna, venendo da Lecco, lasciamo l'auto presso l'ampio parcheggio della farmacia sulla sinistra lungo la via Provinciale, poco prima dell'evidente chiesa dei Santi Pietro e Paolo, in alto sulla destra. Torniamo ora indietro per poche decine di metri di strada e attraversiamo la via Provinciale. Imbocchiamo ora via Ai monti seguendola fino a quando diventa un sentiero. Lasciamo una beipinto alla nostra sinistra. Superiamo un'ultima casa sulla sinistra ed un bel parco privato con tavolo e panche sulla destra. Entriamo ora in un boschetto di conifere. Poco oltre entriamo in un bosco di castagni. qui il tracciato diviene sassoso. Attraversiamo il greto di un torrente incanalato. Saliamo poi ripidamente seguendo il canale stesso, protetti da un corrimano. Ora il sentiero diviene più stretto e piuttosto scivoloso con fondo ciottolato (attenzione in caso di pioggia o foglie cadute). Ad un bivio andiamo a destra, abbandonando il muretto di sassi alla nostra sinistra. Saliamo piuttosto ripidamente e con attenzione al fondo insidioso tra castagni. Superiamo una baita isolata alla nostra destra. Poco dopo vediamo una seconda cascina in basso sulla destra seminascosta nel bosco ed un rivolo d'acqua che scende da destra. Sempre nel fitto del bosco superiamo una terza casciana poco sopra il sentiero. Arrivati ad una bella e luminosa radura troviamo la Baita Cich. Qui procediamo leggermente verso destra fino ad individuare un sentierino che rientra nel bosco (cartello giallo) e procede verso destra (attenzione a non salire oltre ed imboccare un sentiero più alto). Il sentierino perde leggermente quota. Attraversa una piccola pietraia ed un evidente canale sassoso nel bosco. Ora torna a salire dolcemente. Esce poi dal fitto del la vegetazione  e arriva ad una zona sassosa. Bella vista a destra sulla Grigna Settentrionale. Saliamo su fondo sassoso tra cespugi per poi incrociare un'ampia strada forestale che attraversiamo per salire fino ad una vicina radura con cascina (Cascina del Diavolo). Una delle due baite ha una bella immagine della Madonna sulla facciata. Alle spalle delle due baite si trova un grosso esemplare di noce. Lo raggiungiamo e proseguiamo in salita nel ripido prato fino alla soglia del bosco soprastante. Qui cerchiamo un sentierino che rientra nel fitto bosco e sale ripido e poco evidente, ma più marcato man mano si procede. Attraversiamo poi una zona con sassi e massi ai lati del sentiero. Entriamo poi in una bellissima faggeta che ci condurrà ad un'altra radura con tanto di pozza d'acqua. Qui vediamo un enorme faggio con una statuetta nel tronco e subito dopo una baita. Siamo in località Falpiano. Sul muro della baita si vedeuna croce di legno che indica "Alla Croce". Seguiamo la freccia che segnala una croce posta su un panoramico poggio poco distante. Saliamo alle spalle di una tettoia accanto alla baita. Sbuchiamo su un largo costone boscoso e pieghiamo a destra seguendo alcuni bolli rossi. Con divertente percorso in saliscendi arriviamo ai piedi di questo piccolo cucuzzolo roccioso dominato dalla croce (Croce di Falpiano). Lo saliamo aggirandolo sulla sinistra, aiutati da alcune catene. Qui arrivati ci godiamo il bel panorama sulla Valsassina ai nostri piedi e il gruppo della Grigna Settentrionale davanti a noi. In direzione opposta è ben visibile anche il lungo e ripido percorso che ci condurrà alla lontana Cima d'Agrella di cui è visibile l'antecima, dietro ad un fastidioso traliccio elettrico. Ritorniamo sui nostri passi fino a tornare sopra alla cascina in zona Falpiano. Ora, anzichè scendere alla casciana, proseguiamo dritti lungo la dorsale boscosa, aiutati da alcuni rari bolli rossi disegnati sui tronchi delle piante. Ben presto i bolli spariranno, ma la direzione non possiamo sbagliarla: basta seguire il costone boscoso. Questo altrerna tratti nel fitto della vegetazione a tratti più aperti su facili rocce affioranti. Incontreremo numerosi di questi punti da salire con l'aiuto delle mani, am senza reali difficoltà. Anzi, questi punti rendono meno noiosa la salita molto ripida e faticosa. Finalmemte usciamo dalle ultime piante e cespugli ed arriviamo sopra ad una sommità erbosa dove possiamo riposarci un poco. Scendiamo poi dalla parte opposta del dosso e giunti ad una sella erbosa riprendiamo la riida ed evidente salita per prati davanti a noi. Vediamo due cimette distinte: la prima è solo una sommità, la seconda più lontana è l'antecima della Cima d'Agrella. Puntiamo quindi alla prima e poi alla seconda. In relatà non passeremo dalla prima, poichè taglieremo i suoi fianchi sassosi, poco prima di arrivarci, trovandoci così alla sella ai piedi dell'antecima. Da qui saliamo dritti, ignorando una invitante traccia pianeggiante che si sposta verso destra, per balze erbose molto ripide ed insidiose fino alla antecima. Da questa sommità non ci resta che seguire la elementare dorsale erbosa che ci porta alla vetta vera e propria, preceduta da un ultimo strappo secco. Una piccola croce in ferro ed un panorama molto bello ci attendono.
Discesa
torniamo ora alla sella ai piedi della salita finale alla cima, tra cima e antecima. Qui, poco sotto al sentierino che si sposta verso sinistra in falsopiano a mezzacosta (che non abbiamo seguito all'andata), vediamo una traccetta poco marcata che scende verso destra, lasciando sulla sinistra il percorso fatto all'andata. Scendiamo allora per questa traccia che poco dopo diviene più marcata ed evidente. Scendiamo tra erba e betulle. Più in basso entriamo nel bosco di latifoglie. Continuiamo così nel fitto del bosco fino ad un incrocio presso il quale si vede una piccola croce di metallo. Qui andiamo a destra. Percorriamo ora un bel bosco di faggi inmezzacosta. Arriviamo poi alle baite di Agrella (1400 metri di quota): curiose casette in legno e lamiera, costruite nel 1920 e ristrutturate. Oltre queste troveremo una piccola fonte all'interno di un valloncello sassoso. Percorriamo un tratto in mezzacosta su sentiero pietroso, tagliando una radura nel bosco. In breve eccoci alla radura della Baita Cich. Da qui non ci resta che ripercorrere il sentiero fatto all'andata fino all'auto.

Note
Dalla vetta della Cima d'Agrella è possibile scendere lungo la breve crestina Nord (un minimo di attenzione) e poi proseguire verso la vicina Cima d'Olino; da lì poi si può tornare a Primaluna con un lungo anello in discesa. Il bosco sopra Primaluna è ricco di castagni e adattissimo, in caso di camminata autunnale, ad una veloce e golosa raccolta del gustoso frutto al rientro della camminata.
Commenti vari
Sebbene la Valsassina sia una zona molto frequentata, questa escursione si svolge su sentieri non segnalati e poco battuti; basterebbero qualche palina con indicazioni e qualche bollo lungo la salita, per renderla una camminata adatta a tutti.
   

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La bella radura della Baita Cich

Alla località Falpiano
   

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La Croce di Falpiano

Ormai oltre la vegetazione verso la Cima d'Agrella
   

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In vista della vetta

La croce della Cima d'Agrella
   

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La vetta vista dalla Baita Cich

Croce di Falpiano e Cima d'Agrella
con il costone che le collega viste dal fondovalle