| Descrizione generale La
Valsassina ci regala sempre piacevoli esperienze, a volte raggiungendo
cime famose e rocciose, altre su su vette più bonarie e verdeggianti.
Come in questo caso. Camminata di media montagna su sentieri poco o
nulla segnalati, ma privi di difficoltà, in una zona molto panoramica,
eppure, a torto, poco frequentata. Si tratta di zone boschive nella
parte bassa, aperte e soleggiate nella parte alta, su ripidi prati e
lunghe dorsali erbose. Le elevate pendenze del percorso lo rendono
adatto ad escursionisti discretamente allenati.
Descrizione percorso Raggiunto
il paese di Primaluna, venendo da Lecco, lasciamo l'auto presso l'ampio
parcheggio della farmacia sulla sinistra lungo la via Provinciale, poco
prima dell'evidente chiesa dei Santi Pietro e Paolo, in alto sulla
destra. Torniamo ora indietro per poche decine di metri di strada e
attraversiamo la via Provinciale. Imbocchiamo ora via Ai monti
seguendola fino a quando diventa un sentiero. Lasciamo una beipinto
alla nostra sinistra. Superiamo un'ultima casa sulla sinistra ed un bel
parco privato con tavolo e panche sulla destra. Entriamo ora in un
boschetto di conifere. Poco oltre entriamo in un bosco di castagni. qui
il tracciato diviene sassoso. Attraversiamo il greto di un torrente
incanalato. Saliamo poi ripidamente seguendo il canale stesso, protetti
da un corrimano. Ora il sentiero diviene più stretto e piuttosto
scivoloso con fondo ciottolato (attenzione in caso di pioggia o foglie
cadute). Ad un bivio andiamo a destra, abbandonando il muretto di sassi
alla nostra sinistra. Saliamo piuttosto ripidamente e con attenzione al
fondo insidioso tra castagni. Superiamo una baita isolata alla nostra
destra. Poco dopo vediamo una seconda cascina in basso sulla destra
seminascosta nel bosco ed un rivolo d'acqua che scende da destra.
Sempre nel fitto del bosco superiamo una terza casciana poco sopra il
sentiero. Arrivati ad una bella e luminosa radura troviamo la Baita
Cich. Qui procediamo leggermente verso destra fino ad individuare un
sentierino che rientra nel bosco (cartello giallo) e procede verso
destra (attenzione a non salire oltre ed imboccare un sentiero più
alto). Il sentierino perde leggermente quota. Attraversa una piccola
pietraia ed un evidente canale sassoso nel bosco. Ora torna a salire
dolcemente. Esce poi dal fitto del la vegetazione e arriva ad una
zona sassosa. Bella vista a destra sulla Grigna Settentrionale. Saliamo
su fondo sassoso tra cespugi per poi incrociare un'ampia strada
forestale che attraversiamo per salire fino ad una vicina radura con
cascina (Cascina del Diavolo). Una delle due baite ha una bella
immagine della Madonna sulla facciata. Alle spalle delle due baite si
trova un grosso esemplare di noce. Lo raggiungiamo e proseguiamo in
salita nel ripido prato fino alla soglia del bosco soprastante. Qui
cerchiamo un sentierino che rientra nel fitto bosco e sale ripido e
poco evidente, ma più marcato man mano si procede. Attraversiamo poi
una zona con sassi e massi ai lati del sentiero. Entriamo poi in una
bellissima faggeta che ci condurrà ad un'altra radura con tanto di
pozza d'acqua. Qui vediamo un enorme faggio con una statuetta nel
tronco e subito dopo una baita. Siamo in località Falpiano. Sul muro
della baita si vedeuna croce di legno che indica "Alla Croce". Seguiamo
la freccia che segnala una croce posta su un panoramico poggio poco
distante. Saliamo alle spalle di una tettoia accanto alla baita.
Sbuchiamo su un largo costone boscoso e pieghiamo a destra seguendo
alcuni bolli rossi. Con divertente percorso in saliscendi arriviamo ai
piedi di questo piccolo cucuzzolo roccioso dominato dalla croce (Croce
di Falpiano). Lo saliamo aggirandolo sulla sinistra, aiutati da alcune
catene. Qui arrivati ci godiamo il bel panorama sulla Valsassina ai
nostri piedi e il gruppo della Grigna Settentrionale davanti a noi. In
direzione opposta è ben visibile anche il lungo e ripido percorso che
ci condurrà alla lontana Cima d'Agrella di cui è visibile l'antecima,
dietro ad un fastidioso traliccio elettrico. Ritorniamo sui nostri
passi fino a tornare sopra alla cascina in zona Falpiano. Ora, anzichè
scendere alla casciana, proseguiamo dritti lungo la dorsale boscosa,
aiutati da alcuni rari bolli rossi disegnati sui tronchi delle piante.
Ben presto i bolli spariranno, ma la direzione non possiamo sbagliarla:
basta seguire il costone boscoso. Questo altrerna tratti nel fitto
della vegetazione a tratti più aperti su facili rocce affioranti.
Incontreremo numerosi di questi punti da salire con l'aiuto delle mani,
am senza reali difficoltà. Anzi, questi punti rendono meno noiosa la
salita molto ripida e faticosa. Finalmemte usciamo dalle ultime piante
e cespugli ed arriviamo sopra ad una sommità erbosa dove possiamo
riposarci un poco. Scendiamo poi dalla parte opposta del dosso e giunti
ad una sella erbosa riprendiamo la riida ed evidente salita per prati
davanti a noi. Vediamo due cimette distinte: la prima è solo una
sommità, la seconda più lontana è l'antecima della Cima d'Agrella.
Puntiamo quindi alla prima e poi alla seconda. In relatà non passeremo
dalla prima, poichè taglieremo i suoi fianchi sassosi, poco prima di
arrivarci, trovandoci così alla sella ai piedi dell'antecima. Da qui
saliamo dritti, ignorando una invitante traccia pianeggiante che si
sposta verso destra, per balze erbose molto ripide ed insidiose fino
alla antecima. Da questa sommità non ci resta che seguire la elementare
dorsale erbosa che ci porta alla vetta vera e propria, preceduta da un
ultimo strappo secco. Una piccola croce in ferro ed un panorama molto
bello ci attendono.
Discesa torniamo
ora alla sella ai piedi della salita finale alla cima, tra cima e
antecima. Qui, poco sotto al sentierino che si sposta verso sinistra in
falsopiano a mezzacosta (che non abbiamo seguito all'andata), vediamo
una traccetta poco marcata che scende verso destra, lasciando sulla
sinistra il percorso fatto all'andata. Scendiamo allora per questa
traccia che poco dopo diviene più marcata ed evidente. Scendiamo tra
erba e betulle. Più in basso entriamo nel bosco di latifoglie.
Continuiamo così nel fitto del bosco fino ad un incrocio presso il
quale si vede una piccola croce di metallo. Qui andiamo a destra.
Percorriamo ora un bel bosco di faggi inmezzacosta. Arriviamo poi alle
baite di Agrella (1400 metri di quota): curiose casette in legno e
lamiera, costruite nel 1920 e ristrutturate. Oltre queste troveremo una
piccola fonte all'interno di un valloncello sassoso. Percorriamo un
tratto in mezzacosta su sentiero pietroso, tagliando una radura nel
bosco. In breve eccoci alla radura della Baita Cich. Da qui non ci
resta che ripercorrere il sentiero fatto all'andata fino all'auto.
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